Carmen Consoli: «Quando ero giovane nessuno diceva che sognare non ha appeal»

Coerenza, sogno, memoria: questi alcuni dei temi trattati dalla cantautrice siciliana nel suo nuovo album Volevo Fare la Rockstar, in uscita domani
Carmen Consoli - Volevo Fare la Rockstar - intervista - 1
Carmen Consoli (fonte: ufficio stampa)

Quasi sette anni. Anche in questo caso ha impiegato più di quanto la frenesia di questi nostri giorni vorrebbe imporre, ma l’importante è che Carmen Consoli non abbia perso “l’abitudine di tornare”. Lo ha fatto con Volevo Fare la Rockstar, un album ispiratissimo che parte dalla sfera privata ma come al solito non disdegna aperture a quella pubblica. Un viaggio onirico e sentimentale, ma legato alla realtà, che affascina profondamente e conferma l’artista catanese come unicum nella scena nazionale.

Ecco un estratto dell’intervista che leggerete integralmente sul numero di ottobre di Billboard Italia.

Una Domenica al Mare è il singolo che anticipa il nuovo album di Carmen Consoli, Volevo Fare la Rockstar
L’abitudine di Tornare risale al gennaio del 2015. Una pausa un po’ lunga, no?

La smania del presenzialismo non mi appartiene, faccio le cose quando mi sento di farle. Non ho l’obbligo di essere solo una cantante e vivendo tante situazioni diverse non mi preoccupo di quanto tempo passa tra un disco e l’altro. In questo periodo di pausa ho cresciuto mio figlio, ho preso un Professional Certificate in teoria musicale al Berklee di Boston, mi sono iscritta alla Facoltà di Architettura e non ho mai smesso di scrivere canzoni.

La memoria, assieme al sogno, è una sorta di filo conduttore tematico della scaletta.

Non voglio perdere la memoria, la storia, che è fondamento di identità. In questi tempi di folle revisionismo di tutto si sta perdendo il contatto con quello che siamo: opinioni che vengono spacciate per fatti che vengono poi smentiti da altre parole. Insomma, riscrivo il passato per non correre il rischio di dimenticarlo.

Questo mondo corre velocissimo, manca il tempo per far sedimentare ciò che accade e soprattutto per sognare. Quando ero giovane nessuno diceva, come si dice oggi, che sognare non ha appeal. È sbagliato, la vita non è solo prestazione e produzione… E poi dai sogni nascono spesso idee e progetti concreti. Rileggi il testo di Guarda l’alba, un brano che ho scritto oltre dieci anni fa: quei sogni si sono avverati.

Nel nuovo disco ritorni a temi già affrontati nell’arco della tua produzione, e pure alcune suggestioni musicali trasmettono un piacevole, rassicurante senso di “casa”, se così vogliamo dire. Una sorta di riassunto di te stessa.

Mi sono “ripartorita”, ho come voluto rifare il punto. Il motore della mia poetica è diffidare delle apparenze e cercare nel cuore la mia bussola. Scrivo sempre le stesse cose, seppure con declinazioni differenti, e il riassunto serve a recuperare quello che sono per poterlo ribadire. Mi ribello a ciò che potrebbe sottrarmi autenticità, perché la fedeltà a me stessa è essenziale.

Carmen Consoli - Volevo Fare la Rockstar - intervista - 2
Quindi la nostalgia che qua e là sembra affiorare, anche per via delle musiche per lo più malinconiche, non c’è.

No, c’è solo la necessità di mantenere salda la mia storia. Se non ci si ricorda da dove si viene e da dove si è passati per arrivare dove si è, non si può costruire il futuro. E dato che il mio futuro non riguarda solo me, ma anche mio figlio, è per me un’esigenza imprescindibile.

Canti che volevi fare la rockstar fin da bambina, e ci sei riuscita.

Non è andata esattamente così, avrei voluto essere una rockstar come quelle di Woodstock, come quelle degli anni ’70, mentre alla fine sono diventata, nel mio piccolo, una popstar. Sono sempre stata fuori dal tempo: i miti di tutti, da piccola, erano i Duran Duran, ma io avevo in testa altro.

Le nuove canzoni, comunque, sono in massima parte morbide.

Lo sai bene, nel mio concetto di “rock” rientrano anche Joan Baez a Woodstock e Blue di Joni Mitchell. Rock significa “roccia” ma il verbo “to rock” sta per “cullare”.

Una delle poche energiche e “mosse”, Mago Magone, ha per protagonista un imbonitore truffaldino che ovviamente è una metafora per più categorie, a partire da certi politici. Come mai l’hai impersonificato proprio in un DJ?

Non ho nulla contro i DJ, nemmeno quelli che pur limitandosi a metter su dischi parlano di “suonare” per darsi un tono. Semplicemente, l’idea mi è venuta da Panic degli Smiths, che nei miei anni ’80 era molto popolare, nella quale Morrissey canta di “impiccare il DJ”.

La copertina di Volevo Fare la Rockstar di Carmen Consoli

Carmen Consoli - Volevo Fare la Rockstar - copertina album - 1

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