Brunori Sas si diverte con “Cheap!”, ma ci fa anche riflettere

Il cantautore celebra il secondo anniversario del suo ultimo album, “Cip!”, con la raccolta “Cheap”. Cinque brani “apparentemente punk” che nascono dalla voglia di divertirsi, ma fanno profondamente riflettere
Brunori Sas
Brunori Sas, foto di Mattia Balsamini

Due anni e un giorno fa, il 10 gennaio 2019, Brunori Sas pubblicava il suo quinto album, Cip!. Un progetto a cui il cantautore tiene molto e lo si può capire anche dai progetti usciti negli ultimi mesi. Infatti, dopo l’uscita di Baby Cip!, una riedizione dell’album dedicata ai più piccoli, e in particolare alla sua recente paternità, oggi, martedì 10 gennaio, a distanza di un mese dall’uscita di Baby Cip!, Brunori Sas pubblica Cheap!.


Cheap!, le “Cinque Hit Estemporanee Apparentemente Punk” di Brunori Sas

A differenza di quanto si possa pensare leggendo il titolo, Cheap! non fa riferimento a qualcosa di “modesto” o di “poco valore”, ma è un acronimo. Il titolo del progetto infatti sta a significare “Cinque Hit Estemporanee Apparentemente Punk“. La raccolta è composta da cinque canzoni casalinghe, scritte e registrate in una settimana lo scorso dicembre. L’approccio utilizzato dal cantautore è quello del “buona la prima”, per dare l’idea che Cheap! sia un progetto fatto per divertirsi, nato dalla voglia di realizzare qualcosa di leggero, in contrasto con i tempi che stiamo (purtroppo, ancora) vivendo.


Cheap! si apre con Yoko Ono, un brano che affronta, in modo ironico ma allo stesso tempo molto realista, la figura, o per meglio dire “il destino”, delle donne. In particolare, Brunori Sas si sofferma su quella mentalità un po’ retrograda che ancora oggi aleggia intorno alla figura femminile, da nord a sud. E, si chiede il cantautore, “chissà come sarebbe il mondo se qualche maschietto scendesse dal trono”.

Dalle donne passiamo ai cantautori in Ode al cantautore. Brunori, in questo caso, sceglie proprio di divertirsi, in un continuo di rime e assonanze. Al centro, lo dice anche il titolo, la figura del cantautore, chiamato a fare i conti con il mercato discografico che forse, a volte, potrebbe stargli un po’ stretto. Così, Brunori Sas canta dai suoi “colleghi”, in una sorta di stornello, con riferimenti a grandi cantautori come De André e Lucio Dalla. Una parodia della musica odierna, con gli “eroi contemporanei” interessati (anche) ai platini e agli ori.

Dal maschio latino all’inadeguatezza umana alla contemporaneità

Con Il giallo addosso ritroviamo il Brunori Sas che noi tutti conosciamo. Con la sua penna, in grado di raccontare in musica le più disparate storie, questa volta il cantautore vuole raccontare una storia di integrazione, altra tematica spesso al centro del dibattito pubblico e politico. E, senza girarci troppo intorno, Brunori inserisce una frase triste, quanto vera, perché sicuramente tutti l’avremo sentita pronunciare da qualcuno: “Accidenti ai cinesi e a tutto il giallo che c’hanno addosso”.

Le ultime due canzoni, Italiano – Latino e Figli della borghesia, sono completamente agli antipodi. Il primo, infatti, riprende il tono scanzonato da “hit estemporanea apparentemente punk” del progetto, mentre il secondo ci mostra ancora una volta la potenza delle parole di Brunori.

Se Italiano – Latino vuole disegnare, in poco più di 2 minuti, lo strampalato identikit del maschio latino 3.0, “tutto muscoli e reggaeton”, Figli della borghesia è un vero e proprio spaccato, emozionante, dell’umanità inadeguata alla contemporaneità, aggrappata ai ricordi dei tempi andati. Il brano scritto da Brunori Sas racconta così la fatica che tutti noi facciamo nel trovare la giusta direzione e il nostro posto nel mondo.

Così, in poco più di 15 minuti, con Cheap! Brunori Sas riesce a toccare tantissime tematiche, senza badare troppo alla perfezione formale di un album, ma concentradosi sul divertimento, che deve però sempre far riflettere.


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