Esce oggi per Sony Music Atlantico, il nuovo album di Marco Mengoni (il quinto della sua discografia, a tre anni dal precedente Le Cose Che Non Ho). La release avviene contemporaneamente in tutta europa ed è disponibile anche in cinque diverse edizioni speciali con copertine differenti: 01/05 Atlantico – Attraverso la gente, 02/05 Atlantico – Filtro di coscienza, 03/05 Atlantico – Immersione emotiva, 04/05 Atlantico – Oceano di esperienza, 05/05 Atlantico – Piano unico.

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Marco Mengoni dal vivo alla Stazione Centrale di Milano nella notte di giovedì 29 novembre (foto di Brainstorm Agency)

La genesi dell’album

«Due anni e mezzo fa sono partito e mi sono allontanato dal mio lavoro e da tre anni molto intensi dell’ultimo progetto – ha raccontato Marco in conferenza stampa – Ero scarico, avevo dato tutte le energie possibili. Ho fatto le valigie e sono partito. È quando si viaggia e si sta soli che si capiscono tante cose. Si incontrano tante culture, si trovano tante influenze diverse. Mi sono ritrovato spesso a sorvolare l’Atlantico. Sono ore in cui pensi tantissimo e ti accorgi quanto sia immenso questo oceano e di quante nazioni bagni. Sono andato a cercare il contrasto in una piccola isola, Cuba. Ho fatto l’autostop, mi sono fatto raccontare la storia di quell’isola così importante per il mondo e sono andato a ricercare in quella tradizione salsera e rumbera un contrasto: quello fra un testo molto pesante e l’allegria che lo veste».

Un progetto molto collaborativo (e internazionale)

Atlantico è un album ricco, variegato, in cui il “bel canto” all’italiana incontra un tipo di produzione assai internazionale, come nel caso del singolo Voglio. Non a caso una delle parole chiave per descriverlo, secondo Mengoni, è “condivisione”, «non solo fra culture diverse ma anche perché mi sono sbloccato nella mia intimità artistica. Non era mai successo che collaborassi con altri artisti in un disco di inediti. Ora ho sentito l’esigenza di condividere. Parlo del pezzo Hola (I Say) e di Tom Walker: ormai siamo fratelli, ci sentiamo quasi tutti i giorni. Io ero sempre restio a fare dei duetti, ma non bisogna essere gelosi dei pezzi che si scrivono. Ho cercato di renderlo più libero possibile, poteva fare quello che voleva. Lui l’ha fatto creando una strofa e un inciso completamente diversi».

Ma le collaborazioni non si fermano qui, anzi si ramificano. Qualche nome? In Rivoluzione troviamo lo zampino dei Rudimental («Una band incredibile, li seguo da tantissimi anni; hanno riarrangiato quel pezzo, molto importante in questo disco perché parla di me in prima persona»); in La Casa Azul (dedicata alla figura di Frida Kahlo) c’è un “cameo” di Adriano Celentano («gli ho lasciato carta bianca. Lo ringrazio e sono onorato di avere un artista così nel mio disco»); Amalia (brano ispirato alla tradizione del fado portoghese) chiama a rapporto la cantautrice brasiliana Vanessa De Mata e i “brasilo-milanesi” Selton; Mauro Pagani si occupato degli arrangiamenti finali.



Altra parola chiave dell’album, secondo Marco, è “lentezza”. «È stato un percorso all’interno di me, ho analizzato tante cose che erano sbagliate o che non avevo proprio fatto. Perciò metto questo sostantivo nel disco, non in senso negativo perché crescendo capisci che tante cose te le sei perse. L’istinto naturale porta il nostro cervello a mettere da parte le cose che ti fanno più male, i sentimenti più “brutti”. È stato un percorso molto duro, sono nati pezzi come Voglio che sicuramente hanno molto contrasto dentro, a partire dal titolo».

Non solo un album: Atlantico Fest

E ieri ha preso il via Atlantico Fest – Attraversa la musica, tre giorni di eventi a Milano per presentare il progetto discografico in maniera “esperienziale”. Il centro nevralgico della manifestazione è la Torre Velasca. Al quinto piano inizia un percorso in tredici stanze, in ciascuna delle quali vi è una performance dedicata ad ognuna delle tracce del disco da vedere e da ascoltare in cuffia.

Al piano terra è allestita la mostra fotografica Soup di Mandy Barker, artista britannica e National Geographic Explorer, che fotografa i rifiuti trasportati dai mari sulle coste. La mostra intende far riflettere su uno dei grandi problemi del mondo contemporaneo: l’inquinamento e l’abbondanza di plastica nei mari. «Sarebbe così facile contenere gli sprechi – ha commentato Marco a tal proposito – Nessuno ha bisogno di una cannuccia per bere un cocktail o una Coca Cola. Abbiamo ritwittato qualche giorno fa la foto di una balena morta, completamente piena di plastica. Il mondo non è nostro, siamo di passaggio. Esistono confini ma non dovrebbero esserci, sono stati inventati molto tempo fa».

Tantissimi sono gli eventi di Atlantico Fest: il programma completo e tutte le informazioni sono disponibili nell’app ufficiale di Marco Mengoni.

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Marco Mengoni (foto di Brainstorm Agency)

È tutto pronto per il #MengoniLive2019, tour che partirà il 27 aprile da Torino (anticipato da cinque show in Europa: Berlino, Zurigo, Monaco, Parigi, Madrid). I biglietti per le nuove date italiane sono in vendita su Ticketmaster, Ticketone e in tutti i punti vendita autorizzati.

Le date di #MengoniLive2019

27 aprile – Torino, Pala Alpitour
1, 2, 4 maggio – Milano, Mediolanum Forum
8, 10 maggio – Roma, Palazzo dello Sport
13 maggio – Bari, Palaflorio
16 maggio – Caserta, Pala Decò
18 maggio – Eboli (Palasele)
21 maggio – Firenze, Nelson Mandela Forum
24, 25, 26 maggio – Verona, Arena di Verona
29 maggio – Rimini, RDS Stadium
30 maggio – Bologna, Unipol Arena

Ascolta Atlantico di Marco Mengoni in streaming