Achille Lauro e Boss Doms. Versi, prosa e rock’n’roll: il mantra del successo
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Achille Lauro e Boss Doms. Versi, prosa e rock’n’roll: il mantra del successo

Ebbene sì: Achille Lauro e Boss Doms sono due degli artisti più eclettici e dinamici che la scena hip hop italiana abbia mai avuto. La ricerca sonora è stata, sin dalle origini, la loro chiave di volta attingendo e amalgamando diversi generi tra loro. Dopo l’enorme successo di pubblico e critica del brano “Rolls Royce” e dopo la pubblicazione dell’album “1969”, i due artisti sono pronti per portare in tour uno show accattivante e adrenalinico. Ne abbiamo avuto un assaggio in occasione del loro live al Core Festival di Treviso

Achille Lauro e Boss Doms. Versi, prosa e rock’n’roll: il mantra del successo
Elisa Moro

Achille Lauro e Boss Doms sono due degli artisti più eclettici e dinamici che la scena hip hop italiana abbia mai avuto. La ricerca sonora è stata, sin dalle origini, la loro chiave di volta attingendo e amalgamando diversi generi tra loro. Dopo l’enorme successo di pubblico e critica del brano Rolls Royce e la pubblicazione dell’album 1969, i due artisti sono pronti per portare in tour uno show accattivante e adrenalinico. Ne abbiamo avuto un assaggio in occasione del loro live al Core Festival di Treviso.

Siete degli artisti camaleontici e imprevedibili. Dal rap vi siete spostati prima sulla trap, poi sull’elettronica e infine sul rock’n’roll. Si tratta di noia o di ricerca di un proprio stile?
Boss Doms: Lauro è un poeta, quindi ciò che gli metti sotto è quasi da accompagnamento. È figo prendere come focus la sua voce e poi divertirsi ad esplorare suoni diversi, ambientazioni diverse, vari generi. È molto stimolante.

Nonostante la variazione del sound da disco in disco, il tuo punto di forza, sin dagli inizi, è sempre stata la scrittura che ti ha reso immediatamente riconoscibile e diverso dal resto.

Achille Lauro: Tutta la parte autoriale è molto personale, c’è molto di me. Questa è sicuramente una chiave di lettura della mia musica. In generale, però, credo che la forza stia nella ricerca di una cosa nuova fatta in team, provare strade per noi nuove, nuovi generi e fondere le cose. È una roba a 360 gradi.



Durante la registrazione di 1969 tu e Boss Doms avete coinvolto diversi musicisti per suonare i vari strumenti presenti nelle tracce. In vista del tour, cosa dobbiamo aspettarci, anche nel futuro?

Boss Doms: Non è una gara a chi ha più gente sul palco. Non sentiamo la necessità di aggiungere cose, piuttosto un sintetizzatore che potrei suonare anche io.

Achille Lauro: Magari aggiungeremo altri elementi nella fase compositiva. Live stiamo bene così e facciamo un bel casino.

Boss Doms: Non è da escludere l’idea di un unplugged oppure un live orchestrale.

Achille Lauro: Comunque abbiamo in cantiere già delle robe pazze, tutte diverse tra loro.

Che poi è una cosa che avete anche provato a Sanremo con Rolls Royce. Come avete vissuto questa esperienza e cosa vi è rimasto dopo questi mesi, tralasciando le vicende amare?

Boss Doms: Le cose amare sono ostacoli del percorso, da un certo punto di vista ce lo aspettavamo anche. C’è rimasta l’esperienza di quel palco che ci ha fatto guadagnare in knowledge e abbiamo capito molte cose, perché è stata la nostra prima esperienza grossa in campo nazionale e internazionale. Sul palco di Sanremo siamo saliti sicuri, perché abbiamo fatto tante di quelle date che l’ansia da prestazione era scomparsa. Siamo saliti sul palco con l’idea di fare una bella prestazione e che ci rappresentasse.

Achille Lauro: Avevamo Rolls Royce da tanto tempo e non l’abbiamo fatta uscire prima perché aspettavamo la vetrina giusta. Un po’ me lo aspettavo che quel brano facesse casino per l’attitudine punk, a parte tutte le critiche senza senso che poi sono nate. Quando volevamo essere espliciti o fare le cose street non ci siamo mai posti il problema. Per noi Rolls Royce era un brano adatto perché è un brano di rottura ma anche perfetto per l’occasione.

Da poco hai anche scritto un libro, Sono io Amleto. Com’è stato rapportarsi con la scrittura in prosa piuttosto che quella in versi?

Achille Lauro: Di certo non sei vincolato dalle rime ed è fantastico. Le mie canzoni sono già delle storie, ma volevo lasciare una storia figa ai miei fan e che fosse il più chiara possibile, che magari potesse avere anche dei risvolti cinematografici.

Per concludere: una domanda che non vi hanno mai fatto e alla quale avreste sempre voluto rispondere.

Boss Doms: Questa! (ride, ndr)

Achille Lauro: In generale ci sono tante cose fighe che i fan non sanno delle nostre vite.

Boss Doms: Nessuno chiede mai cosa facevamo prima di fare musica.

Achille Lauro: Se la gente ci conoscesse nella nostra totalità avremmo molti più fan.

 

Articolo di Carmelo Leone

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