"Accetto Miracoli": cosa ci racconta il (nuovo) manifesto di Tiziano Ferro
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“Accetto Miracoli”: cosa ci racconta il (nuovo) manifesto di Tiziano Ferro

“Accetto Miracoli” anticipa l’uscita del nuovo omonimo disco di Tiziano Ferro, in uscita il 22 novembre. Abbiamo ascoltato in anteprima il pezzo

"Accetto Miracoli": cosa ci racconta il (nuovo) manifesto di Tiziano Ferro
Giovanni Gastel

Quando si cresce, si inizia a capire che tra amore e possessività c’è una grande differenza. Il desiderio di essere amati (per davvero) è comune a tutti, che lo si ammetta o meno. Ma il rischio di ridurre il sentimento a un controllo della persona amata è sempre lì, dietro l’angolo. Così, forse, l’unica via d’uscita (o meglio, l’unico punto di partenza) è tornare a guardare la realtà intorno a sé, così com’è. E accorgersi che – di tutto ciò che abbiamo – ben poco (o nulla, a dir la verità) è solamente una conseguenza di una nostra capacità.

C’è l’impegno (fondamentale, nella vita di ognuno di noi), perché tutto vada per il verso giusto: è l’azione volontaria e cosciente, che prova in tutti i modi a tutelare ciò che si ama. Ma c’è anche l’evidenza che nulla è controllato e deciso completamente da noi. Sembra volerci ricordare proprio questo Tiziano Ferro che, pubblicando la title track del suo nuovo attesissimo disco di inediti, Accetto Miracoli, ha fatto la scelta di mettersi di nuovo a nudo di fronte al suo pubblico. Senza alcuna paura di mettere, nero su bianco (anche graficamente, basti pensare all’artwork del progetto), domande esistenziali e certezze acquisite ma mai vissute come dogmi immutabili.

Accetto Miracoli (esce domani, venerdì 20 settembre per Virgin Records/Universal Music Italia) è una ballad intensa, struggente ma anche “leggera”, perché chiara, chiarissima, nel suo esporsi. Racconta di come si può affrontare una storia d’amore – un rapporto a cui si tiene – anche quando forse mancano tutte le motivazioni per portarla avanti. Come a dire: «Io prendo una scelta e decido di mettere un punto. Ma mi affido al destino che, sopra di me, mi indica una strada. Accetto Miracoli». Accetto Miracoli, ossia: accetto che nella vita il destino si svela a poco, ai nostri occhi. E tentare di controllare tutto, con un amore che diventa maniacale, è inutile.

Lo aveva spiegato lo stesso artista, raccontando il singolo in un comunicato stampa: «La canzone prende in esame il rapporto con il proprio destino, parlando dell’argomento in maniera aperta, senza una connotazione necessariamente religiosa: a volte dobbiamo essere capaci di consegnarci al nostro destino, senza forzarne l’andamento, e quando ci affidiamo a quello che ognuno chiama come vuole – Dio, Universo, potere superiore – poi le cose vanno molto bene. I miracoli accadono».

Il brano – prodotto da Timbaland, così come tutti i pezzi dell’album (in uscita il 22 novembre e anticipato dal singolo Buona (Cattiva) Sorte) – è una ballad che ci riporta indietro di qualche anno. Ci ricorda il Tiziano Ferro struggente e pieno di domande di tempo fa, ma forse – stavolta – non è il dolore a regnare, nonostante sia comunque presente nel singolo (è custodito e raccontato senza filtri). A regnare è la certezza di un destino buono che salva, che arriva addirittura a esaltare il “bel canto” di Tiziano. Che in questo brano è ancora più profondo ed essenziale. Preciso e commovente.

Questo nuovo pezzo di Tiziano Ferro è un motivo in più per aspettare l’uscita di quello che è sicuramente uno degli album più attesi dell’anno. E ci riporta un’immagine serena –  seppur sempre malinconica e introspettiva – del suo viversi come artista e come uomo.

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