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Sanremo 2018: primo ascolto dei brani in gara

Le canzoni dei 20 Big in gara a Sanremo parlano di amore. Ma anche di terrorismo, social network e (poca) politica. Il nostro commento

Autore Giovanni Ferrari
  • Il18 Gennaio 2018
Sanremo 2018: primo ascolto dei brani in gara

A meno di un mese dal Festival di Sanremo è il momento del primo ascolto delle canzoni in gara. Per quanto riguarda la scelta dei venti Big, il direttore artistico Claudio Baglioni ha spiegato: «Ho voluto cercare artisti che avessero una riconosciuta carriera da interprete. Questo Festival avrà sicuramente qualche discontinuità rispetto alle edizioni precedenti». Secondo il cantante, c’è anche un fil rouge che lega i brani: «C’è una grande descrizione del nostro tempo. Questa è un’epoca di passaggio. Molti dei testi contengono domande, questioni, punti irrisolti. Non ci sono canzoni slogan».

Tra gli artisti in gara che saliranno sul palco dell’Ariston manca la parte rap («Non abbiamo fatto in tempo a convincere nessun rapper del nostro Paese», ha spiegato Baglioni), ma non è detto che non ci sia qualche incursione di freestyle. In effetti, durante la serata del venerdì, tutti i cantanti in gara duetteranno con alcuni colleghi.

Ecco tutti i featuring: Le Vibrazioni/Skin, Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico/Alessandro Preziosi, Renzo Rubino/Serena Rossi, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli/Giusy Ferreri, Annalisa/Michele Bravi, Luca Barbarossa/Anna Foglietta, Mario Biondi/Ana Carolina e Daniel Jobim, Giovanni Caccamo/Arisa, Red Canzian/Marco Masini, Elio e le Storie Tese/Neri per caso, Ron/Alice, Enzo Avitabile e Peppe Servillo/Avion Travel e Daby Touré, Decibel/Midge Ure, Diodato e Roy Paci/Ghemon, Ermal Meta e Fabrizio Moro/Simone Cristicchi, Lo Stato Sociale/Piccolo Coro dell’Antoniano e Paolo Rossi, Max Gazzé/Rita Marcotulli e Roberto Gatto, Nina Zilli/Sergio Cammariere, Noemi/Paola Turci e infine i The Kolors/Tullio De Piscopo ed Enrico Nigiotti.

A margine Claudio Baglioni ha raccontato che molto probabilmente canterà qualche brano sul palco dell’Ariston, ma «sarà uno scambio musicale con qualcuno degli ospiti se ci sarà modo».

Ma andiamo al punto. Ecco le impressioni dopo il primo ascolto dei brani dei venti Big in gara a Sanremo 2018.

⭐️I 20 BIG di #Sanremo2018⭐️ #SaràSanremo

Un post condiviso da Sanremo Rai (@sanremorai) in data:

Annalisa – Il Mondo Prima di Te

Un brano –  scritto con Alessandro Raina e Davide Simonetta – pieno zeppo di riferimenti “naturali” (si parla di “sole”, “temporale”, “montagne”, “mare”, “fiori”). Il tema è quello dell’amore (che non c’è e al quale si ritorna con i ricordi). Lo stile è quello a cui ci ha abituato Annalisa negli ultimi progetti discografici.

Enzo Avitabile con Peppe Servillo – Il Coraggio di Ogni Giorno

Un arrangiamento ricco e qualche frase in dialetto napoletano. Tra gli autori de Il Coraggio di Ogni Giorno compare anche Pacifico (in gara con Ornella Vanoni). Un inno alla vita (Io no, io non mi sono mai sentito così vivo).

Luca Barbarossa – Passame Er Sale

È una dichiarazione d’amore appassionata ben ancorata nella propria tradizione. L’intero testo di questo brano (che a tratti è struggente) è in dialetto romano. Ritorna di continuo una frase: Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te. 

Mario Biondi – Rivederti

Un intro al piano e subito dopo l’apertura con gli archi. Tra i venti brani in gara è forse quello con il testo più breve. Si parla di una storia d’amore (Entra se vuoi ma non portare via niente… di noi). Trasformerà il palco dell’Ariston nel Blue Note?

Giovanni Caccamo – Eterno

Tante parole per questo ritorno di Giovanni Caccamo. È una ballad intensa con un testo per nulla scontato. Il tema rimane sempre quello dell’amore (L’amore può salvare) ma va oltre. Cosa resta di un rapporto? – sembra chiedersi. Il ritornello è ben pensato per l’esecuzione con l’orchestra di Sanremo.

Red Canzian – Ognuno Ha il Suo Racconto

Un brano decisamente ritmato con una forte presenza della batteria. Con le parole di Miki Porru, l’ex Pooh rivendica il fatto che se non si conosce qualcosa, forse è meglio aspettare un attimo prima di giudicare (Non c’è mai una storia uguale a un’altra).

Decibel – Lettera dal Duca

Il brano che segna la reunion della band di Ruggeri parte in inglese. L’interpretazione è sentita. La canzone – dal ritmo coinvolgente – racconta del viaggio in un’altra dimensione, quella della spiritualità. È lì che si capisce il giusto valore delle cose? Se chiudo gli occhi vedo l’infinito in me…

Diodato e Roy Paci – Adesso

Una critica alla società di oggi che si basa sui social network, sulla tecnologia, e che non ci permette più di emozionarci davvero. I due sembrano dire al pubblico che è necessario tornare alla semplicità (Dici che troveremo prima o poi il coraggio di vivere tutto per davvero?).

Elio e le Storie Tese – Arrivedorci 

Con questo brano la band ripercorre la sua carriera (con la solita immancabile ironia). Una canzone che riesce a rendere leggero e simpatico lo scioglimento di una band amata dal grande pubblico (Una storia unica, una carriera artistica dolcemente stitica).

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il Segreto del Tempo

L’apertura strumentale è quella classica dei Pooh. Il Segreto del Tempo parla dell’amicizia e dei sbagli che si compiono nella vita e sembra dire che alcuni di questi forse sono necessari (È possibile allontanarsi senza lasciarsi mai). Gli acuti di Facchinetti sono una certezza.

Max Gazzè – La Leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Un vero e proprio racconto in musica. Questo brano – scritto dal fratello Francesco Gazzè – è una grande prova di interprete per il cantante. L’atmosfera è quella di una fiaba (Ma io ti aspetterò, fosse anche per cent’anni aspetterò).

The Kolors – Frida

I The Kolors lasciano l’inglese e cantano interamente in italiano. Frida ha una base elettronica forte e si candida a tormentone del Festival (L’amore non è che una sfida, sarà la nostra regola come per Frida).

Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non Mi Avete Fatto Niente

Forse il brano più forte di questo Festival. Ci sono tanti riferimenti a fatti successi in questi ultimi mesi (si parla di un concerto in Francia, del sole sulla rambla, di Nizza), alcuni anche violenti. È un brano che si schiera contro il terrorismo e che dà una nuova speranza, nonostante il male (Il mondo si rialza col sorriso di un bambino).

Noemi – Non Smettere Mai di Cercarmi

Una ballad piena di immagini concrete, prese dalla vita quotidiana di ognuno di noi. Si guarda con nostalgia a ciò che è stato, ma con la sicurezza che niente finisce. È una canzone d’amore “alla Noemi” ma si può applicare anche ad altro. Un bel ritorno per la cantante.

Ron – Almeno Pensami

Un grande regalo per gli spettatori del Festival. Ron torna in gara a Sanremo con un brano che porta la firma (sia nel testo che nella musica) di Lucio Dalla. Con un arrangiamento delicato, le parole di Dalla risuonano con rispetto nella voce di Ron (Ah fossi un piccione che dai tetti vola giù fino al suo cuore).

Renzo Rubino – Custodire

Rubino si presenta al Festival con un brano pop perfetto per questo contesto. Il testo e la musica sono entrambe sue. Parla di “insolenza”, “carisma” e addirittura di un “cardo viola”. Un brano che fatica ad arrivare al primo ascolto.

Lo Stato Sociale – Una Vita in Vacanza

Una base elettronica e un testo che è una garanzia per il gruppo. Uno sfottò nei confronti di tutto ciò che oggi va di moda. I ragazzi de Lo Stato Sociale sanno essere impegnati ma leggeri. Un riferimento a Renzi e ai fashion blogger di oggi (Perché lo fai? Perché non te ne vai?).

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – Imparare ad Amarsi

È senza dubbio un brano che rende giustizia al carisma e all’eleganza della Vanoni. Intro al piano e un ambiente musicale ricercato. Un invito a godersi il presente così com’è (Bisogna imparare ad amarsi in questa vita).

Le Vibrazioni – Così Sbagliato

Brano con un’apertura decisamente rock. È il grido di un uomo che riconosce le proprie debolezze e che ha l’umiltà di chiedere aiuto. Per questa loro reunion, Le Vibrazioni hanno puntato su un testo non scontato (Mi vuoi bene anche così, così sbagliato) e su un ritornello perfetto per il (grande) pubblico dell’Ariston.

Nina Zilli – Senza Appartenere

Forse la canzone con il testo più criptico di questo Festival. Il vocalizzo in apertura lascia intendere che si tratta di una grande prova vocale per la cantante. Pare che il tema del brano sia il mondo femminile.

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