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Nell’artigianato pop di “Quando Finisce la Festa”: intervista ad Angelica

Angelica Schiatti (meglio conosciuta col solo nome di battesimo) ha già alle spalle una solida esperienza musicale, sia come performer che come autrice. A marzo è uscito il suo album d’esordio solista, “Quando Finisce la Festa”, a cui ha collaborato un super team di musicisti. L’abbiamo intervistata in occasione dello shooting che le abbiamo dedicato sul numero di settembre

Angelica - I Giocatori - 1
Angelica - I Giocatori - 1

Da grande avrebbe voluto essere come Grace Slick dei Jefferson Airplane e uno dei suoi miti di sempre è la Principessa Leila. Angelica Schiatti (meglio conosciuta col solo nome di battesimo), monzese di origine, ha già alle spalle una solida esperienza musicale, sia come performer (è stata cantante dei Santa Margaret) che come autrice (porta la sua firma, per esempio, la title track dell’ultimo album di Ermal Meta, Non Abbiamo Armi). A marzo di quest’anno è uscito il suo album d’esordio solista, Quando Finisce la Festa.

Prodotto da Antonio “Cooper” Cupertino, vi ha collaborato un super team di musicisti comprendente – oltre agli ex compagni di band – anche Massimo Martellotta e Fabio Rondanini (Calibro 35), Daniel Plentz (Selton), Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion, I Hate My Village), Anna Viganò (in arte Verano), Teo Marchese (batterista di Ghemon). Una scelta di qualità che la premia con un sound al contempo fresco e vintage. Angelica è la protagonista della rubrica Portrait Of di questo mese, con uno shooting fotografico che trovate sul numero di settembre (a brevissimo in edicola).

Tu arrivi all’esperienza solista dopo un trascorso con una band, i Santa Margaret. In che modo il lavoro fatto con la band ha formato l’artista che sei oggi?

Qualsiasi scelta tu faccia, anche microscopica, cambia il corso degli eventi successivi. Il fatto di aver lavorato per anni a fianco di musicisti molto più grandi di me mi ha tolto un po’ di leggerezza ma mi ha fatta crescere anche molto in fretta. Diciamo che ho fatto molte esperienze come artista, ho un bagaglio vario e pieno di tantissime cose.

Quando Finisce la Festa ha ormai quasi cinque mesi di vita. Qual è il tuo personale bilancio “a freddo” su questo esordio solista?

Questo disco mi ha dato la libertà per la prima volta di esprimermi, in tutto. Ho scritto e composto tutto da sola, ho deciso l’estetica da sola, ho scelto il produttore che preferivo (Cooper!), ho fatto tutte le scelte più importanti in autonomia. È stato un processo lungo e difficile ma molto liberatorio, ho esorcizzato tantissima della mia insicurezza. Questo disco ha cinque mesi di vita ma la gestazione è stata molto più lunga, quindi per me è già lontanissimo. Il regalo più grande è stato il disco stesso e le cose che mi ha permesso di fare, ad esempio tornare in tour, mi mancava da morire.

I tuoi pezzi potrebbero essere definiti indie pop ma ci sembra che la tua attitudine sia decisamente “rock and roll”. Ci sono delle donne della storia del rock che ami in particolare?

Da ragazzina volevo essere Grace Slick dei Jefferson Airplane. Quando Finisce la Festa è un disco pop indipendente, non direi rock, però sicuramente dal vivo l’attitudine è più da band che nelle registrazioni e le chitarre sono molto più presenti. Il live è una cosa, l’album un’altra. Mi piace così, penso che sia bello, altrimenti che senso hanno i concerti se sono fotocopie di quel che puoi già sentire da casa?



Negli ultimi mesi hai avuto modo di suonare in giro parecchio. Ci racconti alcuni momenti divertenti del tour?

Quelli veramente divertenti non sono raccontabili… La squadra è molto ben assortita, quando giriamo full band ci divertiamo. Mi sembra di stare in gita scolastica ma con dei compagni di classe molto più simpatici di quelli che avevo. Sicuramente le date in tour con Miles Kane sono state tra le più divertenti. Ecco, lì è stato molto rock and roll roll. Un aneddoto divertente è stato al Mi Ami: la mia tastierista mi ha somministrato degli orsetti gommosi inzuppati di vodka (non sapevo fossero “letali”) e dopo una certa ora ho fatto cose che so di avere combinato solo perché le ho viste nelle stories (…vero Dellacasa Maldive?).

Ci dicevi che sei al lavoro su nuovi progetti. Ci puoi anticipare qualcosa?

Sto lavorando al disco nuovo, o meglio, a un po’ di nuovi pezzi che usciranno. Il prossimo disco non sarà uguale a questo, mi piace l’idea che ogni album sia un viaggio differente dall’altro. Alla fine fare un disco è un’esperienza di vita, ripetere sempre la stessa formula non è stimolante. Poter lavorare al secondo album è un’opportunità bellissima e voglio viverla intensamente ma diversamente da come ho fatto per Quando Finisce la Festa.

Qual è un tuo mito di tutti i tempi, anche extra-musicale?

La Principessa Leila.

Ascolta Quando Finisce la Festa di Angelica in streaming

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