Domenica 5 agosto si esibiranno al Locus Festival di Locorotondo i The Comet Is Coming, una delle formazioni sperimentali/avantgarde più interessanti degli ultimi anni. Il trio londinese (Shabaka Hutchings, Danalogue e Betamax) ha esordito nel 2016 con l’album Channel the Spirits ed è attualmente al lavoro per completare il secondo lavoro in studio, previsto entro il 2018. Il Guardian ha definito lo stile dei The Comet Is Coming “una fusione di jazz, afrobeat ed elettronica in un mash-up estemporaneo e intergalattico”. Risponde al nostro Q&A il tastierista Dan “Danalogue” Leavers.



Il primo disco che hai amato alla follia?

Direi Led Zeppelin IV. Avevo 15 anni e me ne mostrò una copia in vinile. Il suono di quel disco era così misterioso ed etero, devo averlo suonato centinaia di volte, specialmente il lato B.

L’artista internazionale più sottovalutato?

I Bo Ningen. Sono probabilmente la migliore live band che abbia mai visto.

Tre band o artisti che avresti voluto vedere ma non sei mai riuscito a farlo?

Saul Williams (suona a Londra il 2 agosto ma io suonerò a Cipro); i Clouddead (credo che si siano sciolti…); Monopoly Child Star Searchers (questo ragazzo è incredibile ma ha cambiato “identità” in Typhonian Highlife quindi non penso che riuscirò a verderlo nella sua prima forma).

La copertina più bella di sempre?

Questa è difficile. Dirò le prime tre che mi vengono in mente: Do Make Say Think, And Yet, And Yet; Yes, Close to the Edge; Terry Riley, Shri Camel.

Vinile, CD, streaming o download: come ascolti la musica?

A casa amo ascoltare i vinili e colleziono attivamente i miei dischi preferiti, vecchi o nuovi che siano. Adoro il procedimento di mettere il disco, girarlo, la dinamica del lato A e del lato B e il suono. Ovviamente quando sono in giro e per ascolti rapidi uso lo streaming.

La città dove hai visto i locali più belli?

Utrecht, in Olanda, ha questo palazzo pazzesco che si chiama Tivoli, un moderno edificio a molti piani costruito direttamente intorno a una leggendaria sala da concerti: così in questo posto hai un fantastico auditorium e poi cinque piani con sale di musica moderne, ascensori e ristoranti vegani. È incredibile, più città dovrebbero avere un palazzo della musica come questo invece dei centri commerciali.

La colonna sonora più bella di sempre?

Da teenager pensavo che Blow avesse una grande colonna sonora, così come i film di Wes Anderson. In termini di colonna sonora fatta da un compositore, dovrebbe essere una di Joe Hisaishi, che sonorizza i film di Miyazaki. Magari Laputa – Castello nel Cielo: una volta ho svegliato il nostro fotografo Fabrice Bourgelle alle 4 di mattina cantandola con tutto il fiato con un amico che suonava il sassofono. Non ha gradito.

La canzone perfetta da ascoltare il giorno del proprio compleanno?

Queens of the Stone Age, Go with the Flow.

E per fare l’amore?

Qualsiasi traccia da Los Angeles di Flying Lotus.

E per sfogare la rabbia?

Death Grips, Overflow.


Q&A Extra

I vostri video riflettono spesso un gusto per la fantascienza, i B-movie del passato e visioni alla 2001: Odissea nello spazio. Ci parli delle vostre ispirazioni extra-musicali?

La fantascienza è curiosa perché occupa la sfera “esterna” di cinema e letteratura ma è spesso il genere più immaginifico e progressista, prevedendo spesso situazioni tecnologiche o sociali che poi diventano realtà. Creando futuri immaginari al di fuori delle nostre vite quotidiane possiamo contemporaneamente progettare un futuro di speranza, mettere in guardia contro la catastrofe e rispecchiare la condizione umana nel presente in maniera profondamente distaccata. Il fatto che molti film di fantascienza fossero B-movies è dovuto agli alti budget richiesti per realizzare film sci-fi campioni d’incassi. Infatti solo recentemente sono diventati mainstream. Alcuni dei nostri video sono stati realizzati da Jordan Copeland dei Hot Head Show (trio rock blues londinese, ndr), dunque la sua estetica e i suoi impulsi creativi vi sono confluiti.

Cosa ci puoi anticipare sul vostro prossimo album?

Il nostro nuovo album è il risultato di mesi di attività in studio, così come di alcune delle nostre più profonde esplorazioni del nostro subconscio, della nostra identità collettiva come band e delle nostre visioni per il futuro. È musica nuova e fresca. Fremiamo dall’attesa di rivelarlo al pubblico. Uscirà nel 2019.


Ascolta Channel the Spirits dei The Comet Is Coming in streaming