Un disco che ha tutte le sembianze di una seduta da uno psicanalista. Lo dice lui stesso, Motta, a trentun’anni e con due dischi in studio (da solista) pubblicati. Il suo album Vivere o Morire (Sugar) è uscito oggi, venerdì 6 aprile. La maggior parte dei brani della tracklist è stata scritta dallo stesso Motta insieme a Pacifico che ha cercato di capire cosa passasse per la testa del cantante ex Criminal Jokers. «Per me è importante dire la verità ed emozionarmi. E mettere il cuore sul tavolo è come una psicanalisi. Pacifico è stato essenziale in questo. Mentre lavorava con me è stato come uno psicanalista. Oggi mi sento contento e riposato», ci ha raccontato Motta.



Questo per l’artista è stato un disco sofferto («Per me non è divertente fare i dischi, sto bene quando li ho finiti») anche perché non è sempre facile prendere delle scelte. Personali come artistiche. Però, a guardarci bene, pare proprio che Motta non si sia fatto prendere dall’indecisione. Il titolo del suo secondo album, Vivere o Morire (prodotto con Taketo Gohara), parla proprio della necessità di una scelta («Ho rivisto tante piccole scelte binarie che ho preso nel passato, fatte di sì e di no»). E anche per quanto riguarda la tracklist, è emerso lo stesso problema: «Scegliere le canzoni è come fare un trasloco. All’inizio non vuoi buttare nulla, ma poi capisci che per necessità devi farlo. E trovi il coraggio di tagliare».

In Vivere o Morire di Motta si parla di errori («Per crescere è fondamentale accettare e trasformare gli errori. È difficile accettare le cose che non puoi cambiare. Devi imparare a conviverci»), di amore e del passato. Ma la speranza sta al centro del disco: «Di fronte a tutte queste scelte, si capisce bene che io sto sempre dalla parte del vivere».

Ascolta qui in streaming Vivere o Morire di Motta