Memento: «La luce a volte mi fa più paura del buio»

L’avevamo già conosciuto grazie al progetto Hanami di Asian Fake. La label ha deciso di proseguire il percorso con il giovane artista lanciando il suo EP d’esordio, Memento Non Ha Paura del Buio
Memento - Memento Non Ha Paura del Buio - EP - intervista - foto di Elena Simone - 1
Foto di Vittoria Elena Simone

Luce e buio pesto, oscurità e pieno giorno: la musica del giovane Memento (classe 2002) si muove fra le sfumature delle zone d’ombra dell’animo umano, senza vergognarsi di esibire apertamente la propria emotività. Un aspetto che, unito alla vena di R&B moderno che percorre tutti i suoi brani, lo accomuna ad artisti nostrani di grande qualità come Mecna, Ghemon o Venerus. Lanciato da Asian Fake con il progetto collettivo Hanami, Memento ora prosegue il suo percorso con la label milanese con un EP di sette tracce intitolato Memento Non Ha Paura del Buio, uscito la settimana scorsa. Abbiamo colto l’occasione per conversare con lui.

Il progetto Memento in quanto tale è nato un paio di anni fa. Qual è stato il percorso che ti ha portato a questa identità lirica e sonora, così riconoscibile?

Innanzitutto grazie, non mi capita spesso di essere indicato come “riconoscibile”, è una bella parola. Non penso di riuscire a descrivere il processo che mi ha portato a costruire un suono identificabile, mi trovo tutt’ora a camminare sulla strada che ho intrapreso. Posso dire che la creazione del suono di Memento è arrivata ad oggi grazie a tutti gli stimoli interni ed esterni che ho ricevuto, e cambiando gli stimoli in futuro cambierà sicuramente anche il prodotto.

Il tuo nome d’arte ha qualcosa a che fare con l’omonimo film di Christopher Nolan?

No, ma è un film che conosco molto bene. Visto e rivisto, mi piace tanto.

Vista l’emotività che traspare dai tuoi brani, verrebbe da interpretare il titolo dell’EP in senso antifrastico. Ma poi ci sono versi come quello di Val di Sogno in cui dici: “La luce a volte mi fa più paura di ‘sto buio”. È un’ambiguità voluta?

Certo, anche se diciamo che nulla è voluto. Nella musica, come nella vita, mi limito ad apprezzare il presente e quello che mi offre. Quello del titolo sì, è una sorta di auto-convincimento, avete interpretato bene.

Peraltro in generale giochi spesso sul rapporto fra buio e luce. Come mai questa cifra stilistica quasi caravaggesca?

Come ho già detto tutto viene da sé, in maniera casuale e ispirato dal presente in cui mi trovo. Stiamo vivendo un periodo buio, e nella musica c’è la mia luce.

Altro motivo ricorrente dell’EP è l’immagine del lago, che penso sia quello di Garda visto che nella title track citi Malcesine. Cosa rappresenta per te quel luogo?

Malcesine, in particolare Val di Sogno, è il mio posto magico. Il posto in cui sono tranquillo e posso sognare senza essere disturbato.

Non Lo Sai vede il notevole contributo di Rodrigo D’Erasmo. Raccontaci come vi siete conosciuti e come avete lavorato insieme sul brano.

Ho conosciuto Rodrigo, non ancora di persona purtroppo, grazie ad Orang3. Tra noi due si è instaurato un rapporto quasi esclusivamente artistico. Rodrigo ha sentito il brano, gli è piaciuto e ha deciso di dargli una grandissima marcia in più. Non vedo l’ora di abbracciarlo e ringraziarlo faccia a faccia!

So che ti sei occupato anche del lavoro di produzione, insieme a Stefano Iascone. In linea di massima quali sono gli accorgimenti che segui quando si tratta di dare ai tuoi pezzi la giusta veste sonora?

Mi piace parlare con la musica, forse più che con le parole. Avere conosciuto Stefano è stata una splendida svolta, una persona fantastica artisticamente e umanamente. In linea di massima io creo le stoffe, insieme cuciamo il vestito, e Iasko ci mette i bottoni. Ma ricordate che l’ispirazione del momento e la casualità possono sempre cambiare tutte le regole! 

In che modo la tua partecipazione al progetto Hanami ha fatto sviluppare il rapporto con Asian Fake?

Penso che Hanami abbia portato del bene alla musica italiana, la ricerca musicale è sicuramente esigua rispetto a tempo fa e il consumo di musica è rapido. Fermarsi un momento ad ascoltare non ha fatto che bene. Asian Fake attraverso Hanami mi ha conosciuto, ma nessuno meglio di loro può dirvi perché mi hanno scelto!

Nei tuoi pezzi si intrecciano ispirazioni sonore molto variegate. Quando scrivi un brano hai già in mente il tipo di mood che assumerà o è un aspetto che viene stabilito in fase di produzione?

Avviene tutto in fase di produzione. Mi metto a suonare e raccolgo tutte le vibes, il resto viene automatico.

Ascolta Memento Non Ha Paura del Buio in streaming

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