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Luchino Luce unisce Pop X, Lil Xan e Danny Harle ma rimane credibile. L’intervista

La new entry del roster Bomba Dischi ha appena pubblicato il singolo “E tu fai”, biglietto da visita dell’EP di prossima uscita e del suo progetto artistico tutto
Luchino Luce (credito: Silvia Violante Rouge)
Luchino Luce (credito: Silvia Violante Rouge)

Luchino Luce è la nuova scommessa di Bomba Dischi: un ottimo sunto di tutto ciò che piace oggi nella musica, ma in un mélange indistinto di generi e stili che lo stesso Luchino ama chiamare “la nuova musica digitale”. Mélange azzeccato, tra l’altro, perché non è proprio da tutti unire Pop X, Lil Xan, Danny Harle e nel frattempo risultare anche credibili, oltre che piacevoli.

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In più il ragazzo padovano (classe ‘98) pare avere anche tutto un suo disegno sui suoi imminenti live, che dovranno essere una specie di rituale collettivo, non più una messa recitata in maniera sterile da un artista sul pulpito. E tu fai è un po’ il manifesto di questa nuova religione, corredato anche di un bel video.


Che idea c’è dietro al video di E tu fai?

Sono arrivato con una sceneggiatura e poi da lì è stata sviluppata dai ragazzi di On Creators, casa di produzione di Mestre-Venezia. Il regista, Marco Cavazzin, l’ha poi sviluppata in una vera sceneggiatura. Però diciamo che le idee iniziali erano mie. Mi piace avere le mani in pasta, anche per la parte visual.

Cosa volevi trasmettere col video?

È il video che presenta l’EP che uscirà e un po’ tutto il progetto artistico, che ora che sono entrato in un’etichetta sicuramente avrà un’esposizione più ampia. Il tema principale è comunque il concept di una nuova Italia. Tutto l’EP gira attorno all’idea della mia generazione, che sta distruggendo molto ma anche per poi andare a costruire sopra.

Diciamo che è un periodo storico post-nichilista. C’è stato tutto quel periodo emo-trap attorno al 2017, da cui vengo anch’io, il SoundCloud Rap che è stato molto consumistico, Dark Polo Gang. Ecco, noi ora ci stiamo costruendo sopra, con temi che poi sono l’identità fluida, l’introspezione anche nella musica più pop.

Nel video questa nuova Italia viene rappresentata con una specie di setta di ragazzini che vengono assoldati da Luchino e insieme a lui, tramite la luce, si riscoprono. Nella seconda parte c’è un rituale, tema a cui sono legato molto. I concerti per me sono un’esperienza religiosa in cui i ragazzi possono rivedersi, trovare dei valori che altrimenti non avremmo. Il concerto è un punto di riferimento.

Molto bello, però la nuova Italia attuale mi sembra tutt’altro che piena di luce, anzi.

Vero. Diciamo che sono tempi difficili. Per un ragazzo oggi è molto difficile leggere il mondo che lo circonda. Potrei anche usare la musica per dare delle risposte semplici. Ma non ne ho di semplici. Quindi alla fine l’unico punto fisso personale che ho e che posso passare ai ragazzi è quello di trovare un proprio carisma personale e formarsi con un proprio pensiero critico, una propria identità.

Personalmente sono uno che discerne abbastanza la musica da tutto il resto, compresa la politica. Però credo che il mio EP sia un atto politico: anche se non stai parlando esplicitamente di politica, stai comunque facendo politica tramite l’arte. In questi tempi bui di elezioni e tutto penso sia importante avere un messaggio nella musica.

Luchino Luce - intervista - 2
Luchino Luce (fonte: Bomba Dischi)
Quindi il video e il pezzo sono un manifesto, nonostante tu abbia alle spalle già un paio di EP, no?

Sì, ma diciamo che il percorso che ho alle spalle è stato soprattutto di ricerca del suono. Ho fatto una lunga ricerca di effettistica sulla mia voce. C’è anche tutta una ricerca sulla musica digitale, le strumentali fanno parte di questo macro-genere nato oggi che è un po’ la nuova musica digitale.

Con questo EP voglio prendere una direzione più dritta, che arrivi più diretta alle persone. Per fare ciò ho ripreso uno strumento che avevo perso o che comunque ora ho rimesso in primo piano: il rap. Io prima di questi due EP facevo comunque musica. Faccio certe cose da quando sono ragazzino. A Padova si faceva freestyle nelle piazzette. Io nasco un po’ come rapper. Poi ho scoperto il digitale ma ora ho chiuso il cerchio, volendo anche dare un messaggio forte.

E nei live come ti trovi?

Non ho avuto la possibilità di suonare negli ultimi anni. Un po’ per forza di cose. Ora che arriva il periodo invernale presenteremo comunque un mini-tour con un vero, effettivo rituale sul palco. Saranno dei live molto energici dove spero che la gente avrà un trasporto emotivo, dove l’energia verrà messa davanti all’effettiva abilità musicale. Non sarà un live canonico: saremo io e il mio DJ che cercheremo in tutti i modi di connetterci coi ragazzi. Perché credo sia la cosa più importante e anche quella che manca in questo momento in Italia.

Guarda il video di E tu fai di Luchino Luce

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