I King Hannah dimostrano come gli anni ’90 non finiscano mai

La musica cinematica dai temi realistici degli esordienti King Hannah, evoca tanti nomi dei ’90. Senza apparire mai didascalici, scopriamoli
King Hannah, foto di Lucy Mclachlan
King Hannah, foto di Lucy Mclachlan

Arrivano da Liverpool e dintorni, Hannah Merrick, alla voce, e Craig Whittle sono un altro splendido esempio di come il sound anni ’90 possa ancora funzionare. Mettete assieme la sensualità dei Mazzy Star, alcuni tocchi di chitarra grunge e un senso cinematico a là Portishead et voilà l’intrigante esordio in EP Tell Me Your Mind And I’ll Tell You Mine per City Slang che ha fatto impazzire la stampa anglosassone specializzata (e non, su quotidiani come The Independent e The Guardian).

Hannah è cresciuta a Tan Lan, il villaggio più piccolo del Galles del Nord e non ricorda un tempo in cui non voleva essere una cantante. Craig ha iniziato a suonare la chitarra all’età di 13 anni e suo fratello maggiore gli ha insegnato le canzoni dei Beatles e di Jackson Browne.

Craig e Hannah si sono conosciuti nel bar in cui lavoravano. Mentre Craig insegnava ad Hannah i soliti vecchi trucchi del mestiere, si accorge che entrambi avevano la passione per la musica e così cerca di convincerla a suonare assieme. Ma quasi per un anno Hannah non ha il coraggio di suonare le sue cose finché finalmente quando iniziano a provare a comporre assieme, tutto prende un altro verso. Nasce così la “creatura” King Hannah.

«Si tratta solo di trovare le persone giuste. Quando vado da Craig con alcuni accordi e testi, lui capisce al volo», sentenzia Hannah. «Se non ci fossimo trovati, non so dove saremmo» conferma Craig.

Il primo amore

A proposito del vostro passato, una curiosità, qual è il primo album di cui vi siete perdutamente innamorati?

HM Non riesco a ricordare un disco in particolare, tanti album pop terribili, e qualcuno meno peggio! Ricordo di aver consumato completamente Stripped di Christina Aguilera e Missundaztood di P!NK sul mio piccolo lettore CD portatile! Ora rido, ma mi piacevano tutte queste artiste, cantavo le loro canzoni più volte davanti allo specchio della mia camera da letto! Ho anche tanto amato Hybrid Theory dei Linkin Park. Lo ascoltavo per intero con mio padre e la mia sorellina durante il viaggio di ritorno a casa dallo stadio Elland Road del Leeds United.  

CW Let It Be dei Beatles. Sono cresciuto con mio fratello maggiore che lo suonava tutto alla chitarra e al piano, in effetti all’epoca conoscevo tutte le canzoni di Let It Be ma solo nell’ interpretazione di mio fratello! Quindi, quando imparai la chitarra all’età di 13 anni, suonavo queste canzoni da solo e c’era un tale senso di familiarità… mi pareva di strimpellare le canzoni di mio fratello nell’interpretazione dei Beatles (ride, ndr)! Adoro il fatto che la maggior parte delle canzoni dei Beatles suonano ancora così fresche!

Ispirazioni cinematografiche

Adoro il fatto che con il vostro sound scarno riuscite a creare anche una forte atmosfera cinematografica. Domanda scontata, ci sono film, registi che vi hanno ispirato?

Craig Direi di sì, decisamente. Adoro l’era della new wave americana tra la fine degli anni ’60 e gli inizi ’70, film come Badlands (il film di debutto di Terrence Malick, 1973, ndr), The Long Goodbye (di Robert Altman, tratto dall’omonimo romanzo di Raymond Chandler, ndr) e Five Easy Pieces (1970, diretto da Bob Rafelson, ndr), sono film davvero belli esteticamente con personaggi e temi complessi.

Ci fu un’esplosione incredibile di curiosità e di coraggio in America nella narrazione in quel periodo e penso sicuramente a questi film che mi girano per la testa quando scrivo e penso ai luoghi in cui voglio che queste canzoni esistano e ai personaggi e alle persone che potrebbero vivere dentro queste canzoni e il suono del disco. I vasti spazi vuoti, il silenzio, i colori, fanno tutti parte della stessa cosa, la cosa che stai cercando di creare. Ricordo di aver letto che quando Jackson Browne rimaneva bloccato a scrivere una canzone, prendeva in mano un libro di Steinbeck e questo lo liberava in modo creativo e lo ispirava. Lo amo.

La scrittura

Vi ho presentato scrivendo che i vostri testi sono importanti, spesso legati alla realtà, vorrei sapere se ci sono delle figure che ti hanno illuminato, o ti piacciono.

Hannah Amo davvero Joni Mitchell per il suo stile di scrittura che è quasi più un intrigante flusso di coscienza e per come enfatizza i dettagli veramente “normali” dell’amare qualcuno. Faccio un esempio: la frase “voglio lavarti” da All I Want è di una disarmante semplicità eppure così bella! Amo anche lo stile di scrittura di Courtney Barnett, è una grande narratrice, con un modalità che non avevo sentito prima di ascoltarla: riesce a dipingere un’immagine così nitida attraverso le sue liriche – è incredibile – penso di credere davvero a tutto ciò che scrive. Bill Callahan – è Craig che me lo ha fato conoscere – è anche lui un paroliere incredibilmente bravo. Ogni sua canzone è una storia e le ascolti come se leggessi un romanzo breve. Amo tutto quello che dice, è poesia, potrei ascoltarlo tutti i giorni.

Ritorno ai Novanta

Il vostro sound però mi trascina indietro negli anni ’90, è un decennio che vi piace musicalmente o sei più attratto da altri decenni?

Hannah Sì, amiamo la musica degli anni ’90, Mazzy Star è una delle maggiori influenze di quell’epoca, credo. Altri artisti come Portishead, Smog e Nirvana sono anch’essi influenti per il loro suono complessivo, pieno, rumoroso, sostanzioso, fatto in casa e adoro i Nirvana per le loro semplici melodie che s’imprimono nella memoria per sempre! Per quanto riguarda le altre epoche, ho sempre avuto un debole per Nico, ma mi sto appassionando sempre di più alla musica degli anni ’70 di giorno in giorno, probabilmente è quello che sto ascoltando di più in questo momento!

Craig Sì, gli anni ’90 sono decisamente un’epoca “enorme” per noi. Probabilmente è la musica su cui Hannah e io ci siamo collegati per la prima volta, band come Radiohead e Portishead, stavamo davvero cercando quel tipo di suono quando abbiamo iniziato a suonare insieme. E questo è ancora lì di sicuro, ma come ha detto Hannah il suono degli anni ’60 / ’70, artisti come Neil Young, The Doors, sono sicuramente presenti anche loro.

La genesi di Meal Deal

Potete raccontarci come è nata la fascinosa e bellissima Meal Deal?

Hannah L’ho scritta nell’autunno 2019, quando Craig ed io stavamo cercando disperatamente un nuovo appartamento, ne avevamo vistati ben 19 in totale! Quindi, mentre lo scrivevo, ho solo ripensato a tutte le cose orribili e sorprendenti in cui ci siamo imbattuti (tutte vere!) E le ho trasformate in questo testo, il che ha reso molto divertente scrivere. È stato un momento così specifico della nostra vita, quindi sono davvero felice che siamo riusciti a trasformarlo in qualcosa che durerà per sempre.

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