Mentre in America T.I. e Gucci Mane discutono per il titolo di inventore della trap, questo impasto di batterie elettroniche 808, bassi profondi, sintetizzatori, charleston veloci e autotune ha attecchito anche in Italia. Sfera Ebbasta, Ghali, Dark Polo Gang, Enzo Dong. Da Milano a Roma a Napoli, la trap è la nuova onda dell’hip hop. La nuova wave, come dicono loro, con un occhio ad Atlanta e uno al quartiere.

MamboLosco

I testi parlano di droga, ribalta improvvisa, lusso, edonismo, riscatto, raccontati volentieri con termini d’importazione come “gang”, “flex”, “bitch”, e ultimamente “sauce”, in italiano “salsa”, per descrivere qualcuno che si presenta con stile, sicuro di sé, circondato da un’aura di successo. “He’s got sauce”, dicono oltreoceano. “Frate c’ho la salsa”, dice per esempio Madman nel nuovo singolo (Salsa, per l’appunto). Ma c’è una traduzione ancora più azzeccata che sta spopolando: “Sugo”. Una parola impugnata da cinque ragazzi di Vicenza che ci stanno costruendo sopra una carriera. È il fenomeno Sugo Gang, e come negli USA quando uno è troppo figo dicono “he’s drippin’ sauce”, loro “gocciolano sugo”.

«Io sono metà americano, mio padre è un soldato, mia madre è pugliese di Brindisi», spiega MamboLosco, che con Nashley, Edo Fendy, Kerim e il produttore NΛRDI ha messo in piedi la Sugo Gang. «Poi mio padre è stato trasferito a Vicenza e io sono nato». Sugli zigomi porta tatuate la parola “arte” e una croce cristiana. «Mi sento il più fresco di tutti. Qua non c’è nessuno che fa trap così e quindi c’ho la sauce, il sugo». Una parola che, spiega Nashley, «può essere presa come vuoi. “C’ho il sugo in tasca” vuol dire che puoi avere l’erba così come i soldi. Può essere quello che vuoi. Il sugo è lo swag. Il sugo siamo noi».

Il gruppo nasce nell’estate del 2017 e in meno di un anno si fa notare per canzoni come Me Lo Sento, OiOiOi, Come Se Fosse Normale, Bang, ACE, Piano Piano Way, la posse track 420 e soprattutto la hit Guarda Come Flexo, certificata Oro a marzo e in corsa per un Platino entro l’estate. «Il giorno che l’ho registrata mi ricordo che sono uscito dallo studio e ho detto “Boh, questa qua non mi convince”. E invece…», racconta MamboLosco, il più in vista dei cinque. «Io sono vecchio, sono del 1990, in questo mondo qua sono borderline. Se perdo questo treno ho perso tutto». I suoi soci, come molti dei suoi fan, hanno tra i 18 e i 22 anni.

«Mambo lo conosco da una vita», dice Nashley, classe 2000. «Siamo vicini di casa a San Pio (quartiere periferico di Vicenza, ndr). NΛRDI è di Montecchio Maggiore, Edo e Kerim sono di un paesino verso Padova. Io ho mollato la scuola in terza superiore. Adesso ogni giorno o sono in studio o sono in giro per la musica». Ricorda MamboLosco: «Il primo concerto che abbiamo fatto è stato memorabile. Eravamo in apertura a Ghali, il posto era pieno e mi ricorderò per sempre che quando Ghali è salito sul palco la gente ha cominciato a gridare “Mambo-Mambo” per due minuti. Ne voleva ancora, gli stavamo rovinando il live a Ghali». E continua Nashley: «I concerti vanno alla grande. Siamo partiti dall’uscire per 30 euro, il rimborso spese per la benzina, a oggi che chiediamo un cachet a tre zeri». «La risposta della gente è pazzesca – aggiunge NΛRDI – Non ce l’aspettavamo. Guardando le Instagram Story degli artisti che fanno i nostri numeri, a noi sembra che la risposta, nel nostro caso, sia più partecipata. Ci sembra di essere i migliori a livello di live».

Sugo Gang in concerto alla Supersonic Music Arena (TV)

Su Instagram apro una parentesi: se da un lato la trap si ascolta su Spotify, dove domina le classifiche, dall’altro si guarda su Instagram, dove i rapper trasmettono un reality show della loro vita in diretta sugli smartphone. L’artista usa il social per comunicare con i fan, consolidare la sua immagine, lanciare call to action e promuovere le uscite, e i fan lo supportano interagendo con lui e aprendo profili dedicati ai suoi outfit, alle sue rime e a meme sulla sua musica. Agli occhi di chi vive questo mondo, una buona presenza su Instagram è più preziosa di un’intervista sulla stampa di settore. Lo dimostra il racconto di come MamboLosco ed Edo Fendy siano entrati nella 777 Entertainment, l’etichetta della Dark Polo Gang che ha deciso di puntare su di loro.

«Un giorno stavo su Instagram e ho visto che c’erano due like di tonyeffebaby777, io so che a questi livelli i like non li metti a caso. Dopo un mesetto me ne ha messo un altro, e in una storia mi ha menzionato. Io gli ho risposto a quella storia, lui mi ha risposto, abbiamo cominciato a parlare e mi ha detto: “La prossima volta che vieni a Roma fammi sapere”. Io gli ho detto: “Prendo un treno domani e vengo giù”. Come dico in Guarda Come Flexo, loro “hanno riconosciuto il sugo”».

In cantiere c’è una collaborazione che uscirà prima dell’estate. «Quest’estate me la sento – dice Mambo – L’hip hop è mainstream, ci stanno i soldi, ciao… Adesso ci mischiamo un po’ di inglese, americanizziamo la scena, e non ce n’è più per nessuno. Iniziamo col fuoco». Un fuoco che dopo le vacanze continuerà con il nuovo disco di Nashley, lanciato dal singolo Baby Lady uscito l’11 maggio su Spotify. «Ci saranno featuring di persone importanti della scena trap italiana», anticipa.

Ma la Dark Polo Gang non è la sola ad aver riconosciuto il sugo. «Laioung è stato il primo big ad accorgersi di me – racconta MamboLosco – Mi ha detto: “Oh bro, vieni a Milano che ci becchiamo”. Io subito mi sono messo in macchina, sono andato e l’ho conosciuto. Lui è un animale, un mostro a lavorare».

Se questi endorsement non bastano per convincervi che MamboLosco e la Sugo Gang possano essere la next big thing della trap italiana, sappiate che lui ed Edo Fendy si esibiranno al Nameless Music Festival (Barzio, 1-3 giugno), sullo stesso stage di Sfera Ebbasta, Gué Pequeno e Fabri Fibra. Ed è ancora niente. «Secondo me c’è la possibilità di uscire, di andare in Europa. Entro fine anno ci vedrai in Francia, Germania, Inghilterra. Qua stiamo facendo la “Nuova Atlanta”. In Italia dicono che devi essere di Milano, devi essere di Roma, e invece non è vero un cazzo. Se c’hai il sugo, anche qua puoi farcela. Adesso come adesso, tutta l’Italia deve avere paura di Vicenza».

Da sinistra a destra: Edo Fendy, un fan, Kerim e Nashley