Vaz Tè presenta “VT2M”: «Per spaccare serve un genio fuori dal normale»

Abbiamo intervistato il rapper genovese Vaz Tè: domani esce il suo album di debutto e lui non ha nessuna intenzione di rompere con la scena ligure
Vaz Tè
Vaz Tè

Se siete appassionati di rap, Vaz Tè non ha certo bisogno di presentazioni. In caso contrario, sappiate che da qualche anno la Liguria è diventata una felice oasi rap con alcuni dei migliori rimari di Italia.

Fra i suoi ambasciatori di punta, oltre a rapper come Tedua, Izi e Bresh, c’è anche un genovese classe ’92. Di nome fa Alessandro Guzzo, ma tutti i seguaci del rap game lo conoscono come Vaz Tè.

Per l’artista, cresciuto nella periferia Ovest di Genova, sono ore importanti. Domani, infatti, uscirà il suo atteso debut albumVT2M.

Un progetto ricco di colpi di scena, sia per i nomi in tracklist che per i contenuti.

Non mancano i passaggi in cui si rappa, senza se e senza ma, pur senza rinunciare alla freschezza e alla varietà del suono. Fa in un certo senso notizia, perché troppo spesso assistiamo al contrario e numerosi progetti si arenano tra i compromessi.

Solo il tempo confermerà la bontà delle scelte, ma le qualità son tutte ben calibrate, anche quelle dal sapore più familiare.

Sì, perché al di là delle novità, chi segue Vaz Tè dal giorno 1 riconoscerà più di una cifra stilistica, a partire dal citazionismo calcistico che fa da spina dorsale al progetto. Per chi non lo sapesse, anche il nome d’arte del rapper è legato al calcio: si rifà infatti a Ricardo Vaz Tè, calciatore portoghese che militava nel West Ham.

Ma la cosa più importante, è che la fan base riprenderà direttamente con Alessandro un dialogo che era stato posticipato per troppo tempo. Ed è stato lui stesso a confermarcelo.

La cover del debut album VT2M

In S4TW (Sorry 4 The Wait) ti scusi per l’attesa: la pandemia ha stravolto i tuoi piani d’uscita?

No, non direi. In realtà la pandemia è stata il momento in cui mi sono concentrato del tutto su un disco che a lungo è stato solo rimandato a seconda delle vicissitudini. S4TW te l’appoggio: è molto significativa. Chiedo perdono ai miei fan per tutto l’hype di questi anni e i falsi annunci.

Hype comunque giustificato…

Assolutamente!

Ascoltando WTSP, colpisce un’immagine in particolare, molto hip hop: “Quality Control la mia regione”. Oltre al talento, il pubblico ha sempre visto nella vostra scena un senso di coesione e di appartenenza.

Siamo tutti molto associati alla zona, sì.

Effettivamente nel vostro caso il legame col territorio è fortissimo. Ma non pensi che un domani non vorrai più essere associato a quella roba lì? Non c’è il rischio che si finisca a parlare sempre solo della scena ligure più che dei singoli artisti?

Penso che essendo spuntati come funghi tutti assieme, nessuno faccia ombra all’altro. Bene o male, per quel che ci riguarda, finché c’è arte ci sarà una componente della città di Genova che ritornerà e si sentirà nella musica. Con Quality Control volevo sottolineare soprattutto la qualità di ciò che esce qui. Facciamo tutti arte. E per essere tutti artisti diversi ma tutti appartenenti allo stesso gruppo nativo, è un fatto statistico piuttosto straordinario.

Ogni traccia di VT2M è prodotta da un beatmaker diverso. A livello di sound, quali vibe e panorami musicali ti hanno guidato durante la creazione del progetto?

In realtà non mi sono fatto ispirare da un mood unico. Certo, attraverso il disco ci sono sempre io come filo conduttore che rappo, ma da S4TW a Mowgli & Tarzan, da Big Dog a Risky Road se ci fai caso son tutte vibe diverse. Non sono stato dietro a una linea stilistica, ho seguito la mia. Nei pezzi dove mi trovavo proprio bene, mi guidavano le rime che scorrevano. Più che la linea musicale seguivo il mio istinto. Altrimenti avrei potuto farne 10 come S4TW piuttosto che 10 come Big Dog.

Fra le collaborazioni ci sono delle piacevoli sorprese. Com’è nata quella con Roofio?

Ci siamo conosciuti nella nazionale Hip Hop…

Sempre il calcio che ritorna…

Esatto! Ha invitato me e Tobe in studio da lui, gli abbiamo fatto sentire due/tre pezzi e si è gasato. Poi da lì abbiamo creato Giotto.

In Mowgli & Tarzan rappi: “Il valore artistico è per sempre in evoluzione/ finché un genio autistico farà a pezzi la mia invenzione”.

È davvero forte come barra. Me ne son reso conto, in molti me l’hanno fatta notare. C’è il concetto del genio autistico, che non voleva chiaramente essere offensivo, ma che si riferisce all’essere slegati da tutto, elevandolo a una roba di astrazione della realtà. Il senso era: per spaccare così tanto, come sto facendo io, serve un genio sublime, di un’altra dimensione. Mi sono auto-celebrato in questo modo.

Vaz Tè

Ci sarà un’altra Drilliguria nel rap italiano?

Magari. Me lo auguro. Ma tieni presente che noi siamo ancora in fase di totale evoluzione. La luna della Drilliguria deve ancora calare. Per quel che riguarda le altre regioni, ad maiora, come si suol dire. Ognuna ha qualcosa di unico, non saprei dirti nello specifico. Napoli sta spaziando di brutto, sono tutti forti. Il napoletano poi permette anche di fare delle belle liriche.

Però anche a Genova e dintorni avete creato liriche uniche, pur senza parole tronche e simili.

Noi ci affidiamo solo al flow del nostro cervello.

Il pezzo che ti sei divertito di più a scrivere?

S4TW (risponde deciso, ndr). I fan di lunga data lo capiranno subito.

Anche il ritornello di quel pezzo è forte, e non è il solo del disco. Ti sei affinato come chorus maker?

Quella è una delle cose su cui mi dovevo concentrare di più. Per il tipo di impostazione street rap che ho io, i ritornelli non erano la mia passione. In questo disco sono la nota che più è migliorata.

 Tutto VT2M trasporta l’ascoltatore nel tuo mondo. C’è qualcosa che non ti sei ancora sentito di dire, nella tua musica? Magari per timore di non essere capito, o perché semplicemente non è ancora arrivato il momento di farlo.

No, non ho strategie di questo tipo, né mi auto-censuro. Anche perché ho passato da un bel pezzo la fase di scrivere bestemmie e cazzate varie nelle barre. Tengo sempre tutto dentro il mio livello di tolleranza. Sto facendo arte, sono giustificato a dire il cazzo che mi pare, me lo do da solo un limite.

Ascolta VT2M

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