Solo amore per i Colle der Fomento: Danno e Masito raccontano l’autobiografia

Il loro primo libro prende il titolo da un’omonima canzone che cela uno dei segreti della loro integrità
Colle der Fomento - 1 - foto di L. Salticchioli
Colle der Fomento (foto di L. Salticchioli)

Come scrive il curatore e collega Fabio Piccolino nell’introduzione a questo bel racconto corale che è Solo amore (minimum fax), “i Colle der Fomento rappresentano un unicum non solo nel panorama del rap nazionale, ma anche all’interno della musica italiana. Quale artista può permettersi di pubblicare album con cadenza quasi decennale senza perdere l’affetto del proprio pubblico e conquistando anzi nuovi fan? Chi può godere di un affetto così sincero e duraturo nel tempo?”.


Tutto assolutamente vero. I Colle der Fomento sono una parte essenziale della storia del rap italiano. In queste pagine troverete storie che sembrano lontanissime nel tempo e nella modalità nell’essere vissute.


Erano i primi anni ’90, quando ancora un piatto Technics 1200, un mixtape su una C60, un videoclip in TV, appartenere a una posse e addirittura un introvabile modello di pantalone baggy made in USA erano utilissimi per la crescita della propria creatività ed estetica musicale, come anche i centri sociali e le radio libere. La stessa città, Roma, è cambiata: le piazze e le vie che una volta erano punti di ritrovo oggi sono altro.

Ma al di là di tutto questo, del tempo passato, è bello sapere che i Colle der Fomento mantengono dritta la barra dei loro principi, come molti dei loro fan si sono accorti nel 2018 con l’arrivo di Adversus, dopo lustri di silenzio discografico. La loro storia non è finita: intanto è l’ora di leggere Solo amore e questi contributi in esclusiva scritti da Simone “Danno” Eleuteri e Massimiliano “Masito” Piluzzi.

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Colle der Fomento, 1995 (foto di G. Pelusi)

Simone “Danno” Eleuteri

La musica ha bisogno o non ha bisogno di libri? Forse no, la musica in teoria basterebbe a sé stessa, e le parole spese intorno ad essa spesso sono superflue, di contorno. Un disco dovrebbe suonare e basta. Eppure per alcuni la musica ha un valore così speciale che tutto quello che le ruota intorno è speciale, e quindi scatta quella fame tossica di sapere, di conoscere, di scoprire un pezzo di più della storia (vera o falsa che sia, direbbe qualcuno, perché l’importante è che sia una bella storia). Per usare una metafora: se la musica è il mare, i libri che parlano di musica sono le carte nautiche che ti danno la rotta per navigare.

Mi sono immerso in alcuni libri “musicali” che mi hanno letteralmente cambiato la prospettiva. Mi hanno fatto riscoprire dischi che pensavo di conoscere già a memoria o mi hanno fatto conoscere angoli nascosti di alcune canzoni spiegandomi significati che ignoravo completamente. L’ascolto molto spesso ne ha guadagnato. È diventata un po’ una droga questa cosa dei libri che parlano di musica e di musicisti. Una sana dipendenza che alimenta un fuoco, questa fame di storie e di racconti.

Solo amore è la raccolta delle storie mie e di Masito, ma anche di DJ Baro e di Ice One, Kaos, Piotta, Craim. Perché il viaggio è collettivo. Questo libro è per tutti quelli che hanno seguito il Colle in questi anni e vogliono saperne un po’ di più, e per tutti quelli che hanno quella fame di racconti che sono legati alla musica, unico vero grande motore di questa storia.

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Foto originale della copertina di “Odio Pieno”, 1995 (ph. D. Morreale)

Massimiliano “Masito” Piluzzi

La musica in generale ma soprattutto il rap si alimentano spesso con il mito che cresce intorno agli artisti. Specialmente oggi che la diffusione musicale si affida quasi totalmente ai social network, il gioco è ancora più facile e l’impatto con la società più tangibile. Nei testi delle canzoni, quando le scrivi, puoi anche nasconderti. Puoi raccontarti come vuoi e far finta di essere qualcun altro, più forte, più sicuro… intoccabile. La musica resta per sempre e negli anni a venire il verdetto non sarà mai unanime, ogni ascoltatore avrà il suo, comunque mutevole nel tempo.

Raccontarsi in un libro è diverso se lo fai con onestà. L’insieme dei racconti sono i tasselli che compongono il quadro e possono rendere più chiara e completa la visione d’insieme. Ma la forza delle parole resta impigliata nella mente e basta un piccolo frammento per immaginare un mondo, la magia della musica. Spiegare cosa c’è dietro una canzone potrebbe deludere se abbiamo immaginato altro o meravigliare per la nuova profondità scoperta.

Quello che scrivo a volte mi spaventa. Sono cosciente che resterà per sempre e sento la responsabilità come un peso. Crescendo si sviluppa una lucidità che ti fa vedere le cose chiaramente: per la prima volta tutto appare semplice e capisci che non servono “infiorettature” per arricchire il piatto perché il contenuto stesso è più che sufficiente. Molte delle cose che ho capito di me e del mio gruppo le ho scoperte raccontandomi in questo libro, con meraviglia, quasi non fosse la mia storia ma un viaggio che ancora non è concluso, una promessa che devo mantenere.


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