Samurai Jay: il nuovo disco “Lacrime” raccontato pezzo per pezzo

Dopo il successo di brani come Sorry Mama, il rapper campano Samurai Jay arriva con il suo debut album, con l’amore tra i temi protagonisti
Samurai Jay / Claudio Foco

Domani uscirà Lacrime, il primo album ufficiale di Samurai Jay, reduce da mesi di ottime prove in cui ha potuto preparare il terreno a questo momento. 13 brani, 4 feat (Guè, Rkomi, Boro Boro e Geolier) e la produzione in un brano, Non mi chiami mai, di Kina che si sta facendo conoscere in tutto il mondo e di cui vi avevamo già parlato.

Per l’occasione, il giovane artista campano ha raccontato in esclusiva a Billboard Italia il progetto, tassello per tassello.

LACRIME

«La title track e il pezzo che ho scelto per aprire il disco racconta la mia storia, il mio percorso, racchiudendo gran parte della sua vita. È il brano più intimo del disco. Il brano, prodotto da Dat Boi Dee ha delle sonorità West Coast anni ’90 / 2000». 

EROI

«Prodotta da Shablo, Eroi è nata in quarantena (gran parte del disco è stata lavorata dal tavolino in camera di mia madre). La traccia racconta diversi momenti della mia vita, del malessere provato e della ricerca della mia strada. Parla della mia prima delusione di amore e di un amico che mi è stato molto vicino».

NAPOLI  

«Napoli è un inno da stadio, esprime il mio senso di appartenenza, la difficoltà reale che si incontra quando si vive nella periferia, dedicato a chi non è “abituato a nulla”. E’ un banger in cui canto che quello che voglio me lo vado a prendere».

RESTA CON ME FEAT. GEOLIER

«Resta con me è un pezzo sentimentale. Geolier è uno degli amici con cui ho a che fare da sempre, ci siamo sempre stati dall’inizio l’uno per l’altro, collaborare con lui è stato come invitare un fratello al matrimonio. Le sonorità del brano sono diverse, è una traccia sperimentale, che ha molte influenze ed è molto cantato. Abbiamo cercato di superare i limiti del rap. Parla di una storia d’amore complicata che alla fine, nonostante tutto, riesce a superare gli ostacoli». 

BOSS

«Boss nasce ad Amsterdam ed è prodotta da un producer olandese. Andammo in studio ma la mattina ero bloccato nella scrittura. Il producer mi ha ispirato e motivato, mi ha fatto sentire il primo beat e in un quarto d’ora avevo già registrato le strofe. È un banger che tira fuori il mio lato più egotrip».

HOMIES feat. GUE PEQUENO 

«Anche Homies nasce ad Amsterdam con Jimmy Huru, producer molto forte. Il feat con Guè invece nasce a Capri. Appena registrato il ritornello un amico, steso per terra , mi ha sollecitato a chiamare Gue. È una traccia di appartenenza: vengo dalla provincia e racconto con fierezza la lealtà e la fedeltà che mi lega alla mia famiglia e alla mia squadra». 

COSA VUOI DA ME?

«Un altro brano di amore: il concetto è “inutile che cerchi di riconquistarmi, è andata così”. E’ un singolo dalle sonorità pop, prodotta da Junior K. Parte del pezzo lo avevo già registrato in passato e ho deciso di dargli nuova vita».

BASTARDO 

«È il primo pezzo che ho lavorato con Dat Boi Dee, brano vecchio e anche la produzione, che è stata ripescata e cucita su misura su questo brano. Bastardo fa uscire il mio lato più sensibile e quello invece possessivo. Nel disco infatti ci sono tracce che raccontano la mia persona, non il personaggio e quindi anche i miei lati più oscuri».

CANZONI D’AMORE feat. RKOMI

«Un’altra canzone d’amore, questa volta con Rkomi. È forse la traccia più radiofonica del disco. Da quando è nato il ritornello ho pensato subito a Rkomi, pensavo fosse nelle sue corde. Mirko ha spaccato, il brano parla di amore ma da una prospettiva più positiva, partendo da un bel ricordo della persona in questione». 

GIUBBOTTO

«Giubbotto stacca il mood del disco. È una mazzata, è la guerra del Vietnam. Nel brano esce la questione della rivalsa: non mi andava bene quello che succedeva nella mia vita, per anni ho avuto il rigetto verso la società e verso come le persone ragionavano. Non mi piaceva il posto in cui stavo, vivevo in un certo malessere. Non sopportavo guardare gli altri che facevano le cose finché finalmente sono riuscito a guadagnarmi il mio spazio. Prima mi deridevano, ora mi chiedono aiuto. È uno sfogo, una traccia arrabbiata».

RICORDI 

«Brano che reputo magico, mi fa pensare alla magia. Mace ha “esagerato”, il sample che ha usato è come se mi avesse parlato, come se mi avesse confidato qualcosa. La canzone si è scritta da sola. Il brano parla del rancore alla fine di una storia in cui sopravvive una vena di amore, che rimane sempre nonostante la rabbia». 

MALDITO AMOR ft. Boro Boro

«Con Boro Boro sono stato presente in varie situazioni, c’è un legame molto stretto tra di noi. Non potevo non averlo nel disco, il sound del brano è rivolto al Sud America». 

NON MI CHIAMI MAI 

«Stavo per mollare tutto prima di scrivere questa cosa. Il brano è prodotto da Kina, artista che sta facendo il delirio in tutto il mondo. È campano e si inserisce nel filone lo-fi. La canzone è molto sentita e personale, parla di una cosa che non c’è più, è un brano emotivamente pesante. Chiude il disco perché ti lascia il nodo in gola e penso che sia perfetto per far capire il viaggio dell’album». 

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