Se ti piace il rap, non puoi non aver amato il Propaganda Festival

Siamo stati al Circolo Magnolia per la festa milanese del marchio fondato da Andrew Propaganda e Noyz Narcos, che sul palco si è portato dietro un bel po’ di amici che hanno infiammato la situazione
Noyz Narcos, Propaganda Festival 2022 (foto di Stefano Iannuso)

I boati che arrivano dal main stage riecheggiano già all’ingresso del Circolo Magnolia, luogo di ritrovo di bella musica e bella gente situato tra l’aeroporto di Linate e il centro della città e venue ospitante della quarta edizione del Propaganda Festival. Mentre nel parco seguiamo devotissimi fan con maglie targate rigorosamente NN e TruceKlan, capiamo subito il motivo di tanto entusiasmo. Ad accendere la miccia del pubblico del Propaganda Festival c’è infatti Ensi, ogni volta sempre più in forma di quella prima. Accompagnato dal fedele DJ 2P in console, improvvisa un freestyle da paura con una piccola scoccata ad uno dei dischi più chiacchierati delle ultime ore (“Non sono nel disco di Skinny, ma ogni disco in cui sono non skippi”), mandando il pubblico in visibilio.


L’universo Propaganda raccontato in un documentario

Il testimone passa poi a Speranza e Gemello, ma i fan che a mano a mano hanno riempito il parterre del Propaganda Festival aspettano solo lui: l’ottavo re di Roma (okay, per voi amanti del calcio è il Pupone, per noi amanti del rap è Noyz Narcos). L’arrivo di Noyz è preceduto dalla proiezione del documentario prodotto da Circus Studios, Propaganda e Gargoyle che racchiude i momenti migliori del tour estivo del truceboy e da cui emerge tutto lo spirito del brand, o meglio, della famiglia Propaganda. Più che di un documentario, si tratta di un vlog di pochi minuti che però sono sufficienti per trasmettere tutta la devozione e l’amore che i fan nutrono nei confronti di questo progetto e del suo genitore 1.


Propaganda, infatti, è probabilmente la realtà più strettamente hip hop che esista in Italia, attiva nelle branche più importanti di questa cultura e che ha saputo creare un forte clima di aggregazione e appartenenza, non solo tra i membri del team, ma anche tra i fan. Una realtà che ha le sue radici ben piantate nella capitale, ma si è espansa a Milano (per questo la scelta di un doppio festival, a Roma e nel capoluogo lombardo) senza mai snaturarsi, così come a non snaturarsi mai è stato Noyz Narcos.

Da “Virus” a “Non dormire”: lo zoccolo duro di Noyz Narcos

Forse sembrerà banale, ma sarà questo uno dei segreti per cui dopo tutti questi anni sotto al palco hai ancora il tuo zoccolo duro che sa tutti i tuoi testi a memoria e ti acclama come – appunto – un re? Dai pezzi più nuovi tratti da Virus, a quelli più iconici come Zoo De Roma, Non dormire, Wild Boys insieme a Gast e le immortali Verano Zombie e Deady Combination con Gemello (sì, In The Panchine, chiamatela come vi pare), il pubblico del Propaganda Festival non si perde neanche una barra e il calore che trasuda dalla prima all’ultima fila è palpabile.

Lo ammetto: da rappusa convinta, c’è stato un periodo in cui ho faticato a credere nella scena, la disillusione nel vedere che spesso a dominare erano le logiche di mercato e non l’arte per l’arte si faceva sempre più acuta. Tra le figure che ogni volta riescono a riportarmi sulla retta via e a ricordarmi quanto io ami questa roba c’è sicuramente Noyz Narcos, granitico nel suo rimanere sempre se stesso senza mai arretrare di mezzo millimetro. Noyz fa quello che vuole e lo fa come vuole. Niente canzoncine virali per TikTok, niente musica edulcorata per palati più delicati, solo merda truce sempre, fino alla morte.


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