“Padre Figlio e Spirito”: un disco per capire il futuro della FSK

È fuori il nuovo album di Taxi B, Sapo, Chiello e Greg Willen, che mira a puntellare lo status di realtà trap culto, grazie anche a grossi feat

È uscito all’una di notte Padre Figlio e Spirito, ultima attesa fatica del trio lucano composto da Sapobully, Chiello e Taxi B, intenti a fare la danza dei soldi sui tappeti di Greg Willen.

L’hype attorno al disco era stato portato alle stelle nelle scorse ore, quando era stata annunciata – oltre all’importante feat nazionale di Sfera Ebbasta – la presenza di Chief Keef e Tadoe.

Collaborazione memorabile al di là di ogni giudizio qualitativo. Dopo tutti questi anni, era ora che qualcuno riuscisse a portare Sosa e un tocco di Chiraq in un disco italiano.

Dopo essersi presa la fetta più grossa dal mercato dell’attenzione per le uscite rap del venerdì, per FSK si prospettano giorni intensi tra valutazioni, riscontri mediatico-commerciali e rapporti coi fan.

FSK e DPG: è ora di chiuderla

I 4 artisti, forse i più dirompenti emersi negli ultimi due anni (se la giocano con Massimo Pericolo) hanno fin dal primo giorno patito il confronto con un precedente sempre più scomodo. La Dark Polo Gang.

Scomodo perché, sia che ci si veda continuità o negazione, è un paragone che ritorna sempre a filtrare i giudizi della parte più acerba e fresca del pubblico che li segue.

Lo stesso pubblico che non ascolta rap da tantissimo, e per cui è più complicato andare oltre al battesimo della Dark e avere una visione più d’ampio respiro. Aggiungiamo che una band nel game è sempre più merce rara, e il gioco di specchi è servito.

Un gioco che non ha molta ragion d’essere, visti gli scarti notevoli che ci sono tra le due realtà. Troppo semplicistico ridurre il tutto al meme, e troppo pochi i punti fermi che li accomunano davvero, anche con altri colleghi. Uno su tutti, due producer troppo grossi per il mercato italiano.

Anche in virtù di questo continuo accostamento, a poche ore dall’uscita c’è già chi ha bollato Padre Figlio e Spirito come il disco che sancisce la vendita dell’anima di FSK al diavolo del mainstream. Il che, solitamente, non dispiace a tutti.

Nuova idea di gruppo

Più stimolante forse sostare su un’altro tipo di lettura: FSK potrebbe aver chiuso un ciclo con questo lavoro. Non perché non faranno altri dischi insieme, hanno perso il feeling col pubblico o altro. Anzi.

Il rap game si ritrova forse per la prima volta dopo tanti anni un collettivo in condizione di sopravvivere alle separazione senza traumi.

Se pensiamo alle varie chiusure nella storia, i Dogo furono un trauma, i Co’Sang furono un trauma, l’uscita di Side fu un trauma. Rapporti che, in un modo o nell’altro, hanno cambiato le cose, e il modo di percepirne i lavori.

FSK, dal canto suo, vive la paradossale condizione di essere attaccata spesso e volentieri come entità collettiva, ma di essere ricoperta di elogi sui singoli.

Sapobully ha un’attitude tutta sua, che è la sua forza.

Chiello solista si trasforma in qualcun altro, che nasconde sfumature e narrative degne di un disco solista.

Taxi B ha il potenziale per condividere strumentali importanti e fa qualcosa che in Italia nessun altro offre.

Greg Willen, ad oggi, è tra i tre migliori producer d’Italia, e non solo per una cultura musicale personale molto più tangibile rispetto alla media dei suoi colleghi.

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Il disco è fuori adesso. Buon viaggio

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Questo lavoro mette in mostra il gruppo sotto una nuova veste, per cambi di beat e esplorazioni vocali diverse da quello che ci si aspettava, mostrando inevitabilmente il fianco alle critiche degli integralisti.

Attraverso certe scelte, intende ribadire uno status di realtà trap-culto, lasciando però intravedere che si è già oltre alla fissità di un roster.

Più tendenti, semmai, alla flessibilità di un brand che abbraccia tante ramificazioni indipendenti senza mai soffocarle.

Non è un caso che di loro si sappia pochissimo, anche per via della mancanze di interviste. Una fuga volontaria dall’incasellamento.

In questo senso, ci suggerisce per il futuro che l’idea che il pubblico ha di FSK dovrà essere rivista. Con Chief Keef, i fan hanno ricevuto forse l’ultimo colpo ad effetto che poteva essere a loro familiare. L’ultima grande esagerazione, mettiamola così, di quello che si era prima.

Ma ogni componente di FSK sembra già scalpitare per il prossimo passo.

Prove generali per tutti, forse, di qualcosa di nuovo che non vincoli nessuno all’altro, permettendo a FSK di non morire mai, e ai 4 di ottimizzare i rispettivi talenti.

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