Mr.Rain: «Il periodo più nero è passato, ora sono più creativo che mai»

Il nuovo singolo Fiori di Chernobyl sta andando molto bene (è finito anche nella Global Viral Chart di Spotify). L’intervista a un Mr.Rain rinato
Mr.Rain
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Mr.Rain, alias Mattia Belardi, sta trascorrendo la quarantena in casa. Come tutti. Quindi come tutti anche il rapper di Desenzano in provincia di Brescia ascolta album, guarda serie tv («Ti consiglio Boys!», suggerisce lui) e film. Però quando ascolta musica su Spotify gli può capitare di vedere il suo pezzo Fiori di Chernobyl alla posizione numero 44 della Global Viral di Spotify. E questo non capita a molti italiani, anzi. In questo periodo solo Gaia Gozzi è sopra di lui con Chega (alla numero 27). «Davvero, non me lo aspettavo e fatico ancora a capire come mai!», racconta lui. «Certo so che il mio pezzo è stato molto condiviso su Instagram e su TikTok perciò immagino sia per quello».

In molti hanno già fatto presente a Mr.Rain come le parole di questo suo brano (che comunque, anche nella Top 50 di Spotify Italia oscilla tra la posizione 2 e la 3) siano perfette per descrivere il periodo che stiamo vivendo. “Perché è dagli incubi che nascono i sogni migliori/ Anche a Chernobyl ora crescono i fiori”, recita il testo.

Ma Mr.Rain oltre a ribadire che si tratta di una coincidenza dato che il brano è stato scritto mesi fa, ha voluto anche precisare che il disastro di Chernobyl del 1986, avvenuto 5 anni prima della sua nascita, non c’entra proprio nulla. «Fiori di Chernobyl è nato in un giorno in cui mi sono semplicemente chiesto se in un posto che era stato devastato potessero crescere ancora i fiori. Solo perché avevo vissuto un periodo veramente brutto e mi chiedevo se si riuscisse a venirne fuori a un certo punto. La risposta è stata sì. Per me, grazie a questo nuovo singolo».

Per tanti mesi Mr.Rain in effetti è stato fermo. Dopo un grande successo arrivato grazie al singolo Carillon e all’album Memories nel 2015. Dopo i singoli I grandi non piangono mai, Ipernova, La Somma con Martina Attili e Un domani con Annalisa nel 2018, l’album Butterfly Effect. Poi c’è stata una pausa a causa di un momento decisamente no.

Si potrebbe quasi dire che quei mesi siano stati peggiori di queste giornate assurde?

Sì, si può dire. Anche se vivo in centro a Brescia e qui la situazione è veramente spaventosa. Non si vede nessuno per strada e arrivano solo notizie negative. Però a parte il fatto che mi manca il contatto fisico con le persone, vedere gli amici, i miei famigliari e anche i fan, non sto male. Mi sento molto creativo in casa mia.

Come fai ad autoprodurti, scrivere i testi e girare i video? Almeno per l’ultima clip di Fiori di Chernobyl ti sei avvalso della collaborazione del regista Enea Colombi ma hai mai pensato di chiedere aiuto a un produttore?

Ci ho pensato, perché in effetti perdo tantissimo tempo a voler fare tutto io. Per la produzione di Fiori di Chernobyl mi ha dato una mano Fausto Cogliati, con tanti suggerimenti. Per l’album, che voglio far uscire quest’anno, infatti, ho chiesto una mano a Frankie, invece, un giovane produttore di Milano. Però non ci posso far niente: mi piace scrivere, pensare ai video e ai suoni, a tutto.

Quasi preferisci tutto questo alle esibizioni dal vivo?

No, quello no, adoro i concerti. Ovviamente mi mancano ma come a tutti penso.

Ti sei fatto un’idea di quando si potrebbe tornare e come?

Io non credo che si riuscirà prima di un anno. Mi piacerebbe se fosse prima, eccome, ma la vedo troppo dura. Del resto tornare con le mascherine e con la distanza di sicurezza mi sembra che tolga la poesia e il senso di andare ai concerti.

Hai sempre detto di sentirti un outsider nel mondo del rap italiano: ti senti ancora così?

Altroché. Anzi adesso ancora di più, sento che le mie sonorità non sono vicine a nessun artista italiano in questo momento.

Ma ti piacerebbe collaborare con qualcuno?

Quello sì, ma perché penso che si possa sempre imparare qualcosa quando si lavora con altri artisti.

E se dovessi indicare un nome?

Magari, ecco, forse Coez e Ultimo credo siano vicini al mio mood.

Quali artisti stranieri ascolti invece in questo periodo?

Ora Mackelmore, NF, Billie Eilish.

Ma TikTok lo segui? Perché anche lì il tuo video è andato alla grande.

Ovviamente sì perché penso sia utile per un artista al giorno d’oggi. Ma non so quale sia il segreto per cui un pezzo vada bene piuttosto che no. Penso sia per un pubblico più giovane di me. Io voglio solo concentrarmi sui miei pezzi e sui video, senza pensare alle strategie.

Ne dovranno uscire ancora un paio vicini come contenuto a quello di Fiori di Chernobyl per creare una trilogia?

Esatto. In realtà sto pensando a tutto un album come colonna sonora di un corto. Per cui entro breve, i prossimi mesi diciamo, potrebbero uscire altri 2/3 singoli che anticiperanno l’album. Adesso non mi voglio più fermare: questo è sicuro!

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