Fasma: «I ricordi e le relazioni personali: ecco “Indelebile”»

Fasma ha pubblicato oggi il suo nuovo singolo, Indelebile. Un brano intenso dove ha trovato il coraggio di parlare di sé. La nostra intervista
Fasma
Fasma, foto di Michele Perna

Nel momento in cui pensiamo a qualcosa di “indelebile” ci vengono in mente diverse cose. Il pennarello con cui abbiamo scritto sui banchi di scuola e i tatuaggi. Ma indelebili sono anche le cicatrici, la storie d’amore e d’amicizia passate, le relazioni con gli altri. E di tutto quello che è passato cosa rimane, se non i ricordi? E Indelebile, il nuovo brano di Fasma pubblicato oggi, venerdì 7 maggio, mira proprio a racchiudere i ricordi in una canzone.

Fasma dopo il Festival di Sanremo ha deciso di non pubblicare un album, ma una serie di singoli. Anche se, come ci ha raccontato durante la nostra intervista: «Non mi piace chiamarli così, perché ogni canzone è un pezzo di me. Indelebile, in particolare, è una parte di me che regalo alle persone, sperando che possano farla propria».

In Indelebile c’è una parola molto ricorrente, declinata in vari modi: ricordi. Sei una persona nostalgica?

No, vivo molto nel presente. Sono però consapevole del fatto che i ricordi ci rendono chi siamo e che chi rinnega il passato sarà costretto, in qualche modo, a riviverlo. Per questo i ricordi sono utili, perché spesso facciamo di tutto per dimenticare, quando dovremmo fare l’esatto contrario.

“Sei una bella musica, ma sbaglio gli accordi”. È una frase che unisce perfettamente il tuo desiderio di raccontarti attraverso la musica e il focus del brano, l’amore.

C’è voluta tanta maturità per dire questa frase. Soprattutto, tanta consapevolezza. Fa parte di un bridge che è un po’ il momento clou di Indelebile. Tra l’altro qui parte una chitarra, proprio per far capire che sì, c’è un accordo che forse non è perfetto, ma suona. È una frase davvero personalissima, e vorrei che le persone la prendessero e la facessero propria, trovandogli il significato che più li rispecchia.

Fasma: «Ho trovato il mio interlocutore nella musica»

Sia con Indelebile che con Parlami hai intrapreso un percorso in cui cerchi di sviscerare la tematiche delle relazioni, sia amorose che personali.

Penso che quando si è bambini si tenda a dare la colpa ai genitori per i propri errori. Quando cresciamo continuiamo a dare la colpa agli altri, magari ad un amico. Questo per dire che il relazionarsi con chi si ha di fronte è un modo per capirsi, perché le persone hanno iniziato a farlo solo quando si sono incontrate. Io ho sempre fatto musica per necessità. Sono una persona che sorride tanto, ma poco solare. Forse per questo non ho mai avuto la necessità di comunicare quello che avessi dentro, perché non ho mai avuto un interlocutore a cui potermi raccontare. E non l’ho avuto non perché mi è mancato, è stata una scelta personale. Poi, però, ho trovato il mio interlocutore nella musica. Oggi sono più consapevole di chi ero, di chi sono e chi voglio essere, e questa sicurezza è arrivata anche nelle canzoni. Ho tirato fuori il coraggio che mi mancava per parlare sempre più di me.

Rispetto ai tuoi lavori precedenti sembri meno “arrabbiato” e più consapevole.

Non ho mai ottenuto nulla di bello con la rabbia. Proprio per questo nel mondo di oggi bisogna ponderare, sia cosa dici che come lo dici. A volte è più importante la forma del contenuto. Quindi, noi stiamo trovando la nostra forma, che non è quella convenzionale, urlata. Ad urlare ci vuole poco, ma tenere la voce alta è diverso, oltre che molto difficile.

Dal rapporto con GG alle “questioni di tempo”

Abbiamo parlato di interlocutori e figure di riferimento. Mi sembra che oltre alla musica, un altro sia il tuo produttore, GG. Avete un rapporto fraterno.

Lui è un punto di riferimento per me, per chi mi sta vicino e per chi mi vuole parlare. Siamo complici e amici da sempre e quello che ci unisce di più è la voglia di sognare. Per Indelebile abbiamo realizzato un videoclip all’interno del quale abbiamo scelto di inserire l’immaginario della Harley Davidson. Domani, inoltre, le persone potranno ascoltare il brano in diretta dal mio profilo. Abbiamo organizzato una cosa molto particolare: un gruppo di harleysti, con delle nostre giacche, girerà per Roma. Così, chi mi segue potrà vedere la città e ascoltare la mia nuova canzone. Questa è un’idea folle, qualcun altro mi avrebbe detto che non avremmo mai potuto realizzarla. Invece con lui è stato possibile.

Tu sei un cantautore, più che un rapper. La tua musica vive di contaminazioni. Questa cosa ti spaventa? Hai paura di non riuscire a trovare il tuo posto?

Sono cresciuto con questa paura, ma penso di averla superata. Credo di non aver più paura di niente e di nessuno, soprattutto del futuro. Quando hai paura di qualcosa che ancora non esiste, tanto vale chiudersi in una stanza al buio e avere paura di quello, così almeno non sei l’unico. La mia paura più grande non è quella di non trovare il mio spazio, perché so che riusciremo a prendercelo. In questo momento l’unica cosa che davvero mi limita è il tempo. Vorrei fare tutto subito, ma aspettare a volte è la cosa più giusta.

Ernia ha realizzato un Tedx per l’Università Cattolica in cui parla proprio del tempo, della fame di voler avere successo e farsi conoscere, e dell’importanza di aspettare e fare le cose con i tempi giusti.

Io ho iniziato a leggere, per lo più saggi e romanzi storici. E mi hanno fatto capire non solo il reale significato del tempo, ma anche che le tematiche sono ricorrenti. Mi ha fatto paura, e mi ha divertito allo stesso tempo, vedere come canzoni di 30-40 anni fa dicano le stesse cose di un poema di 500 anni fa. Pensa ai Promessi Sposi e al Covid, è l’esempio più palese. Il tempo ci sembra un nemico molte volte, perché non lo possiamo controllare, ma può essere anche il nostro migliore amico. La foga deve servire per creare qualcosa che rimarrà, e per farlo ci vuole tempo. È la fretta la nostra peggiore nemica.

Ascolta Indelebile di Fasma

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