Ernia: «Con “Gemelli” gioco sulla dualità del mio carattere e della musica»

Nel nuovo album di Ernia si rispecchiano le sue diverse anime e le molteplici ispirazioni sonore. Tanti i feat. da Rkomi a Fabri Fibra. La nostra intervista
Ernia
Ernia. Credit: Alessandro Treves

Quello di Matteo Professione – da tutti conosciuto come Ernia – è uno dei percorsi più particolari della scena urban / hip hop degli ultimi anni. Partito con l’esperienza Troupe D’Elite (nei quali militava anche un giovane Ghali), nel 2017 si reinventa come solista con una formula rap in equilibrio fra la vecchia scuola e le nuove tendenze: Come Uccidere un Usignolo è un successo.

Dopo 68, uscito due anni fa, adesso è la volta della terza prova in studio: Gemelli, arrivato ieri, venerdì 19 giugno, per Island/Universal Music. Per lui è il suo disco migliore. In ogni caso, è un album variegato nelle ispirazioni sonore e realizzato senza la pressione di dover dimostrare il proprio valore a tutti i costi. Un Ernia “un po’ più per tutti”.

Ci eravamo lasciati con il racconto track by track di 68, un album molto diverso da quello attuale. Di fatto Gemelli suona molto più urban rispetto al tuo stile ed è un album molto più completo. Necessità di sperimentare o un’opportunità nata durante la realizzazione?

È più un’opportunità nata durante la realizzazione. Ho fatto Gemelli con lo stesso spirito con cui ho fatto Come Uccidere un Usignolo. Era un album fatto da me in cameretta. È stato un anno positivo: si sente che sono un po’ più rilassato. In 68 ero un newcomer che veniva dal primo disco e in più ero stato venduto come quello che sapeva scrivere, quindi ho sentito la pressione del dover dimostrare qualcosa, ero proprio appesantito. Gemelli invece scorre molto più facilmente, è un po’ più per tutti. Col senno di poi, 68 è un album fatto per il fan in fissa con Ernia, che ascolta e capisce il disco. Uno sconosciuto magari no.

Ho trovato un Ernia particolarmente romantico, soprattutto in due tracce: Superclassico e Ferma a Guardare, in cui però sei quasi rassegnato al fatto che le relazioni non sono cose per te, perché o sono finite o finiranno in modo negativo. Ma perché?

Un Ernia romantico c’è sempre stato, perché in ogni disco metto un paio di tracce romantiche. In questo album sono molto più “canterine”. Comunque anche in 67 avevo fatto Lei No (Il Tradito). In Come Uccidere un Usignolo c’era Bella, in 68 c’era Sigarette e Tosse. Sì, sono un po’ rassegnato, non sono uno che crede particolarmente nel “per sempre”. Ferma a Guardare è il secondo pezzo che ho fatto del disco. Il primo pezzo è Vivo. Io non riesco a scrivere di questioni d’amore se non sono cose realmente accadute o che stanno accadendo.

Qual è il brano di Gemelli che rispecchia perfettamente il Matteo attuale?

È difficile rispondere. L’album si intitola così perché gioca sulla dualità quando in realtà i gemelli possono anche essere più di due. Poi io sono ascendente gemelli. Questa cosa richiama alle varie sfumature del mio carattere. Su di me si è sempre visto nella musica: faccio un pezzo “simil-indie”, poi faccio una cafonata, con la stessa naturalezza. Non mi impongo di fare tutto l’album rap: se mi viene fuori un episodio un po’ più cantato io lo accolgo a braccia aperte. Del resto Jay-Z, che è il più grande rapper della storia, ha fatto una carriera passando da pezzi conscious, a pezzi street fino a pezzi pop senza snaturarsi. Penso che passare da un genere all’altro con estrema naturalezza non mi snaturi. Se facessi un pezzo come gli FSK farei ridere.

Ascolta qui Gemelli di Ernia

L’intervista completa sarà disponibile sul prossimo magazine di Billboard Italia.

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