Emis Killa & Jake La Furia presentano “17”: «Contro sfiga e pagliaccismi»

Esce oggi quello che è stato definito da molti come l’album rap dell’anno. Abbiamo intervistato Emis Killa & Jake La Furia e si sono tolti qualche sassolino
Jake La Furia e Emis Killa, per la prima volta insieme in un album intero
Jake La Furia e Emis Killa, per la prima volta insieme in un album intero

«Sarà l’album rap dell’album». «Una manata in faccia». «Una bomba». Sono solo alcuni dei commenti dei fan circolati sui social in attesa di 17: il primo lavoro che vede insieme Emis Killa & Jake La Furia. Loro d’altro canto fomentavano il clima con status di questo tenore: “Questo sarà un disco importante, se vi aspettate di ballare vi sbagliate. Vi faremo sentire l’odore del sangue”.

Un disco che è una torta multistrato che non può non ingolosire gli amanti del genere e che da oggi è finalmente disponibile in streaming e nei negozi. Un dolce arricchito dalla ciliegina ovvero i feat. di artisti di peso della scena come Fabri Fibra, Salmo, Tedua, Massimo Pericolo e Lazza. Anticipato da sfiziose chicche come le presentazioni di tutte le tracce grazie a brevi video su Instagram, oltre che dal singolo Malandrino uscito a luglio.

17 come i 17 brani presenti ma soprattutto come la data di nascita dei loro figli. Entrambi i figli di Jake e anche la figlia di Emiliano, così i due rapper hanno deciso di tatuarsi il numero anche in faccia. «Volevamo anche cavalcare la storia della sfortuna associata al numero e uscire proprio di venerdì 17. Peccato che la disgrazia è arrivata davvero e quindi abbiamo rimandato tutto: il disco era prontissimo mesi fa», raccontano i due.

Tanto hype a volte può fare male o comunque provocare una certa ansia ma a incontrare i due protagonisti insieme non si direbbe assolutamente. Sulla cover dell’album, entrambi impellicciati, dominano la situazione in groppa a due destrieri, con alle spalle una scena apocalittica e la stazione Centrale di Milano in fiamme. Anche dal vivo sembrano gestire bene la situazione, sono solo un po’ stanchi perché hanno dovuto rispondere già a parecchie interviste.

La cover di “17”, l’album di Emis Killa & Jake La Furia

Grande attesa da parte di tutti per questa uscita, voi due invece cosa vorreste dimostrare con questo lavoro?

Jake: Volevamo tornare a fare del rap fondamentalmente.

Emis: Esatto, non c’è nessuna missione dietro. Volevamo fare un disco rap che piacesse a noi in primo luogo e potesse divertire anche gli altri. Poi quello che voglio veramente è poter tornare al più presto a esibirmi dal vivo.

Quanta voglia avete di tornare sul palco?

Emis: Tantissima, tra un po’ mi esibisco nel mio condominio, guarda!

Jake: Tanta ma devo dirti la verità: sono un fenomeno delle discoteche ma è da un po’ di tempo che non faccio concerti. Li soffro tantissimo: sto male e mi viene da vomitare prima di salire sul palco, quando vado poi vado liscio, anzi, ma prima…

Emis: Chiediamo due camerini separati allora, ok? Comunque, anche io quando ero piccolino stavo malissimo prima di un live. Volevo mettermi due dita in gola per farmi passare la nausea e volevo scappare appena sentivo l’intro. Poi con il tempo mi è passato ma nel 2010/2011 è stato terribile.

Questa domanda non è solo per Jake che faceva parte dei Club Dogo: se vi dicessi che l’attitude che ho sentito mi ricorda quella dei primi album dei Dogo cosa mi rispondete?

Emis: È un complimento pazzesco.

Jake: Se lo spirito era fare del buon rap e questo ti sembra il risultato allora ci abbiamo azzeccato. Anche a me sembra un disco dei Dogo, comunque.

Emis: Attenzione perché poi arrivano i fan dei Dogo a dirci che non dobbiamo osare paragonarci!

Jake: Tanto arrivano tutti a criticarci lo stesso!

L’idea di collaborare è nata con il brano Fuoco e benzina (brano scritto da Jake e interpretato da Emis Killa) del 2018?

Jake e Emis: No! Ci conosciamo da tanti anni e alla fine non ricordo più chi del nostro entourage ci ha proposto di fare un album insieme. Noi non potevamo che essere contenti.

Jake non pensi di aver sdoganato il concetto di ghost-writing nel rap con quel pezzo? Anche per il fatto che Chadia Rodriguez ha sempre ammesso che tu l’aiutavi a scrivere i testi?

Jake: Mah più che ghost-writing direi che abbiamo ammesso senza problemi che si trattava di writing. Io non capisco perché in Italia ci si debba fare tutte quelle menate su questa questione: in America i rapper lo dicono senza problemi! Quando leggi i credits di Travis Scott trovi 50 nomi di autori! Non capisco tutto questo orgoglio autorale.

Emis: Anche Marracash, che è riconosciuto come una delle penne più abili, ha rappato un pezzo scritto da altri: Bravi a cadere (scritto, tra gli altri, da Dimartino e Colapesce ndr). Che problema c’è?

E tu, Emis, ti eri fatto dei problemi?

Sì, lo ammetto. Avevo già lavorato con degli autori nel senso che mio ero fatto aiutare da una melodista solo per determinate parti. Con Fuoco e benzina mi sono chiesto perché farlo, dato che ho sempre scritto e mi è sempre piaciuto. Ma Jake mi aveva detto che aveva un brano, mi era piaciuto un sacco e soprattutto veniva da un amico.

I produttori di 17 son tutti piuttosto conosciuti: da Low Kidd a Chris Nolan, da 2nd Roof a Big Fish, ma chi è questo Young Satana?

Emis: Entrambi siamo fan di Trap God, un emergente, pazzo totale che fa un genere parecchio hard-core. Stavamo quasi per coinvolgerlo in questo lavoro, così sarebbe stato l’outsider totale. Poi ci piacevano un sacco i beat così abbiamo deciso di chiamare il suo produttore, Young Satana.

Jake: Lo spirito di tutto il disco era quello: chiamare chi ci piaceva, senza guardare il nome per farlo suonare anche tutto omogeneo.

In No Insta criticate l’atteggiamento dei rapper sul social: ma voi non eravate per la difesa dell’egotrip sempre e comunque?

Jake: Non ci piace l’atteggiamento falso: questo esagerare sempre tutto quando la realtà è ben diversa. E poi diventano artisti da social e la musica è l’ultima cosa. Infatti si sente: la musica FA SCHIFO. Non è certo un pezzo contro Instagram.

Emis: Nelle barre dico non è che se ti vesti coi brand ti vesti bene, no? Poi nelle Instagram Stories stanno lì a minacciarsi e alla fine non se le dà nessuno! Ma dai! Voglio dire poi: ormai un po’ me ne intendo, no? Sono nel business musicale da anni e capisco se uno si può permettere un gioiello o meno. Perché devi metterti la collana d’oro finta? Si capisce che lo è, fai ridere. Mettiti un Casio di gomma e via… C’è troppo pagliaccismo in giro!

C’è anche un conflitto generazionale con le nuove leve di trapper, per esempio Jake quando rappi: “Mi dici Ok Boomer ti rispondo Ka Boom!”?

Jake: Questa è una cosa verso tutti i giovani che dicono Ok Boomer. Non c’è una polemica contro i giovani trapper in generale ma contro quelli che fanno schifo. Quelli che fanno solo musica LOL, capito?

L’ultima volta è dedicata a un tuo amico che è in carcere, Emis, e poi è presente Massimo Pericolo che si inserisce sullo stesso argomento: non avevate paura che parlasse sempre di prigione e basta?

E.: Ha scelto lui liberamente, senza problemi. Nel caso doveva essere un problema che sentiva lui. Come quando a me in un certo periodo specifico chiedevano di fare pezzi che parlassero d’amore. A un certo punto ho detto: ma anche basta!

Cosa pensate del post di Ghali che settimana scorsa aveva chiesto ad alcuni rapper perché non avessero scritto niente della vicenda di Willy Monteiro?

Jake: La gente deve smetterla di aspettarsi che i rapper dicano qualcosa, noi dobbiamo fare musica e basta. Sulla faccenda di Willy devono parlare gli inquirenti e i giornalisti, basta.

Emis: A me non è piaciuto. Ghali ha scritto: colleghi, due sono le cose o avete altro da fare tipo promuovere la musica o siete anche voi così o avete amici così (come i fratelli Bianchi, ndr). Non è così. Quella storia è stata terribile, mi ha toccato molto ma non me la sono sentita di aggiungere niente di più. La pensavo come tutti quelli che si sono indignati ma non volevo unirmi alle voci altrui. Tanti si sono esposti solo per fare i paraculi. Non ci vuole niente: come quando è morto George Floyd e scrivevano la frase “No Racism”, senza pensarci. Così è troppo facile e non è la mia strada.

Emis Killa e Jake La Furia saranno anche i primi artisti a riprendere gli instore, qui le date:

21.09.2020 – Milano, The Space Cinema Odeon, Sala 2

22.09.2020 – Torino, The Space Cinema, Sala 1

23.09.2020 – Roma, The Space Cinema Moderno, Sala 3

24.09.2020 – Napoli, The Space Cinema, Sala 1

Ascolta qui 17:

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