Da MACE a Venerus, il tocco R&B spopola. Ghemon aveva previsto tutto?

Progetti apprezzati come OBE e Magica Musica devono parte del proprio appeal a sonorità su cui Ghemon investe energie da anni
Ghemon/ fonte: ufficio stampa
Ghemon/ fonte: ufficio stampa

Ci sono artisti che sono riusciti a lasciare un’impronta indissolubile sul rap game pur portando la propria vena creativa al di là di quel recinto. Ghemon ne è un ottimo esempio. Nel corso degli anni, è riuscito ad arricchire la propria proposta musicale con puntuali contaminazioni. Quest’ultime erano pescate spesso e volentieri da sfumature della black music che con il rap mantengono storicamente un forte legame, ma che non tutti i supporter conoscono. L’R&B è una di queste. Non a caso, da ormai un po’ di tempo, Ghemon è molto più vicino al contemporary R&B che al rap. Basti pensare a progetti come Mezzanotte, Scritto nelle stelle o l’ultimo E Vissero Feriti e Contenti, pubblicato il 19 marzo scorso.

Le aperture di E Vissero Feriti e Contenti

È proprio l’ultima fatica discografica di Ghemon a restituirci lo stadio più recente del rapporto tra il cantautore e le sonorità R&B. La parola che rieccheggia, lungo tutto l’ascolto, è maturità. La stessa che Ghemon ha saputo perfezionare nel corso degli anni, quando ha più o meno gradualmente lasciato che fossero quelle vibe a guidare le sue parole, così da ritagliare pezzi unici, che lasciano qualcosa fin da subito. E, soprattutto, che ci permettono di non dover necessariamente uscire oltre confine per ritrovare quei mood. In E vissero Feriti e Contenti questa contaminazione è misurata a regola d’arte, anche a livello di organizzazione interna.

Trovarsi già al secondo brano in tracklist una canzone come Piccoli Brividi dà fin da subito un respiro internazionale al progetto. Lo stesso vale addentrandosi nel cuore del disco, dove Non posso salvarti e Lucido (Interlude) aprono una parentesi da cui non vorremmo mai uscire. La costanza, anche qui, è l’eleganza affinata da Ghemon nel tempo. Ma le scelte sonore e i cambi di flow nei passaggi citati sono davvero funzionali. Non solo per il taglio che danno al tutto, ma anche perché esaltano la voce dell’artista permettendole di aprire per intero il suo ventaglio di possibilità. Riscopriamo così tutta la luminosità e la morbidezza di cui Ghemon è capace. Proprio Non posso salvarti lascia entrare il sole nella stanza, aprendo le tende. Si respira tanta voglia di andare oltre l’accaduto, il passato, ciò che ci racchiude. Anche a metà di Piccoli Brividi, le lines sembrano quasi gocciolare sul vetro che ci separa dall’esterno dell’abitacolo, fermi nel traffico in una giornata di pioggia. Suona tutto bene, ma soprattutto suona tutto pieno e vero, perché l’R&B non sa mentire. E l’atmosfera è servita.

Al di là di Sanremo

Nonostante il piazzamento sanremese fosse a ridosso della zona rossa della classifica (21esimo posto, tra Coma_Cose e Francesco Renga), anche Momento Perfetto è stata elogiata per gli universi miscelati al suo interno. Ormai Ghemon è una garanzia anche per i palcoscenici generalisti – questa forse l’ultima grande differenza con i rapper della scena italiana a lui più vicini (si pensi a Mecna) – su cui è riuscito a dire la sua senza diluirsi. Merito di un percorso partito da lontano. E guardando ad artisti non ancora così trasversali, si potrebbe suggerire che quel lavoro possa aver indicato una via destinata ad essere sempre più frequentata, soprattutto per quello che riguarda l’influenza R&B.

La stessa che si può ritrovare in diversi passaggi degli ultimi lavori più apprezzati del nostro panorama urban. Lavori firmati, non a caso, da artisti che hanno fatto della versatilità una ragione di carriera. Si pensi a MACE e Venerus, che proprio due anni fa avevamo messo sullo stesso divano per un’interessantissima chiacchierata tra artisti.

Obe e Magica Musica

Nello specifico, i progetti OBE e Magica Musica sono impreziositi da venature R&B riconoscibili, che elevano i lavori rispetto a buona parte del resto dell’offerta musicale, e chiudono in un certo senso il cerchio tracciato da Ghemon.

Ben inteso, lo stesso producer MACE (dell’82, proprio come il rapper di Avellino) esalta da anni la propria formula musicale con le sperimentazioni più diverse. Venerus, di dieci anni più giovane, ha un background ricco, ma differente in termini quantitativi per ovvie ragioni. Eppure, per quel che riguarda l’R&B all’italiana, è una garanzia assoluta.

Il caso di Ghemon è particolare, perché ci porta ad uno di quei pochi artisti mainstream capaci di tenere saldamente i piedi in più mondi senza diluirsi. E lo fa sulle prime pagine che solo un evento come Sanremo può garantire. MACE è probabilmente prossimo a questo salto. La sua La canzone nostra, realizzata assieme a Salmo e Blanco, al momento in settima posizione delle Billboard Hot 100 ITALIA, è un grande successo commerciale a tutti gli effetti. Non dimentichiamoci poi del disco di Ghali, in cui ha lasciato un segno riconoscibile. Lo stesso Venerus si è ormai affermato come uno dei pezzi da 90 del gioco tricolore grazie alla sua plasticità.

Attribuire al solo Ghemon la nascita di questa tendenza sarebbe semplicistico. Ma è giusto tributare al suo esponente mediaticamente più riconoscibile un certo merito pionieristico. Non a caso parlavamo di maturità nel gestire la contaminazione. In pochissimi possono vantarla. Anche perché l’artista avellinese, ha dato molto anche alle nuove generazioni di rap cantautorale, a conferma della propria autorevolezza. E se artisti come Davide Shorty hanno avuto il coraggio di azzardare con l’R&B in Italia, è anche grazie a lui.

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