Da Lil Baby a 21 Savage, i 20 migliori rap album pubblicati nel 2020

Dal disco postumo di Pop Smoke all’atteso ritorno di Lil Uzi, anche quest’anno il rap game si è fatto valere a suon di dischi di spessore

Quest’anno l’industria musicale ha risentito dell’impatto della pandemia Covid-19. L’idea di pubblicare nuova musica preoccupava molti artisti all’inizio della primavera, poiché l’incertezza era ai massimi storici. Come muoversi con le pubblicazioni? I fan avrebbero supportato comunque i propri beniamini del rap game?

Quelle domande, per quanto lecite, non hanno fermato lo slancio della scena americana. Nonostante la situazione fosse ancora critica, molte star dell’hip-hop hanno comunque pubblicato album per soddisfare i loro fan. Dalle uscite postume (Mac Miller, Juice WRLD e Pop Smoke) all’ascesa di rapper femminili (Megan Thee Stallion, Chika e Flo-Milli), il rap è stato in grado di farsi largo per la strada accidentata del 2020.

20) Benny The Butcher, Burden of Proof

In Burden of Proof Benny the Butcher incassa colpi per tutti i 12 round dell’album, senza mai crollare a terra. Prodotto da Hit-Boy, Benny rappa con più sicurezza che mai. E perché non dovrebbe? Anche se non si sente famoso, restano pochi dubbi sul fatto che si sia affermato come un nome di spessore all’interno dell’hip-hop.

19) Gunna, WUNNA

Gunna non è il rapper più appariscente uscito da Atlanta, ma un progetto come WUNNA dimostra perché è una delle presenze più affidabili dell’hip-hop: non ci sono veri passi falsi nella sua tracklist estesa, impreziosita da alcuni best-of dell’anno (Skybox, Dollaz On My Head con Young Thug, la reunion con Lil Baby Blindfold) e sound di prim’ordine.

18) MoneyBagg Yo, Time Served

Quest’anno Bagg è balzato dritto nell’élite del rap game con il suo ambizioso lavoro Time Served, dopo aver tracciato una pista riconoscibile con la sua serie di mixtape Heartless.

17) Megan Thee Stallion, Suga

Prima della pubblicazione di Good News, il suo album di debutto ufficiale, Megan Thee Stallion ha reso felice le hotties con il suo terzo EP Suga, tra barre graffianti su singoli come B.I.T.C.H. e Captain Hook e sontuose ballate R&B in auto-tune come What I Need e Crying in the Car.

16) Mac Miller, Circles

«Good news, good news, that’s all they want to hear», si lamenta Mac Miller nel pieno del suo primo album postumo. Non dovrebbe sorprendere che il defunto rapper di Pittsburgh non abbia molto di questo da offrire su Circles, ma quello che ha da offrire, oltre i caldi arrangiamenti di Jon Brion, è forse comunque più gratificante: una sensazione di calma dopo la tempesta. Dice di star bene, e tu gli credi. Dice che non devi avere paura, e tu gli credi sulla parola.

15) Flo Milli, Ho, Why Is You Here?

L’ego sfacciato della 20enne rapper dell’Alabama emerge dal flow eccentrico che unisce il suo debut tape ottimamente prodotto. Con un campionamento dal brano Beef di Playboi Carti ed Ethereal del 2015, il singolo di successo di Flo Milli Beef FloMix offre grande energia. Grazie alla musica e alla viralità di TikTok è arrivato anche un accordo con la RCA Records.

14) Nas, King’s Disease

Il tredicesimo album in studio di Nas, King’s Disease, è manna dal cielo per la vecchia scuola e i nuovi fan del rap. Collaborando con il produttore Hit-Boy, Nas suona vivace e ringiovanito. L’album include passaggi straordinari come il feat con il duo Big Sean-Don Toliver in Replace Me. Da segnalare anche Spicy, dove Nas prepara una miscela esplosiva con A$AP Ferg e il nascente emergente locale Fivio Foreign.

13) Open Mike Eagle, Anima, Trauma and Divorce

Anime, Trauma and Divorce di Open Mike Eagle si divide in una confessione e in un’affermazione. Le ammissioni del rapper sulla mezza età e sui matrimoni rovinati da Netflix, pronunciate su produzioni pessimistiche e teneramente piene di sentimento, si fanno sentire pesanti, ma mai del tutto gravose, tendendo piuttosto una mano confortante.

12) Logic, No Pressure

Il 16 luglio, Logic ha annunciato che il suo nuovo album, No Pressure, sarebbe stato l’ultimo prima del ritiro. «È stato un decennio fantastico. Ora è il momento di essere padre», ha scritto l’MC nato nel Maryland in un post su Instagram. Da lì, ha lasciato che fosse la musica a parlare, come al solito. Nel corso di 15 canzoni, rende omaggio a tutti i suoni, gli stili e gli argomenti che lo hanno portato alla celebrità – che si tratti di campioni ben utilizzati, testi arguti o discussioni schiette sulla sua educazione e salute mentale. Il tutto tenendo d’occhio il futuro.

11) Westside Gunn, Pray 4 Paris

Dalla presenza di formazioni stellari come quella con Joey Bada $$ e Tyler, The Creator in 327, fino alla collaborazione con la leggenda di New York DJ Premier sul brano degno di nota Shawn Vs. Flair, è difficile ignorare la musicalità di Gunn in Pray 4 Paris.

10) Juice WRLD, Legends Never Die

Mentre i fan adorano e preservano Juice WRLD come il loro angelo che parla loro dall’alto, il defunto rapper affronta i suoi demoni nel suo primo album postumo Legends Never Die. Anche dopo la sua tragica morte per overdose accidentale a 21 dicembre 2019, Juice si libra come un faro lanciando barlumi di speranza in mezzo a cupe ballate confessionali ai suoi ascoltatori.

9) Chika, Industry Games

Dopo aver costruito una base di fan con i suoi freestyle su Instagram, Chika ha distribuito il suo mini-opus di sette tracce all’inizio del 2020. È la sua capacità di cambiare agilmente marcia dal rap al canto che rende questo EP un ascolto così eccitante.

8) Polo G, The GOAT

Non ci sono molti rapper attuali con un brio migliore per la narrazione di Polo G, il rapper di Chicago che ha sfondato lo scorso anno con la hit da top 20 Pop Out. The GOAT gli ha permesso di continuare a narrare i suoi umili inizi e i suoi dubbi nel rapportarsi alla fama, senza tralasciare versi corposi – Go Stupid, un vertice di giovani talenti rap come Stunna 4 Vegas e NLE Choppa, è un buon esempio in questo senso.

7) 21 Savage & Metro Boomin, Savage Mode II

«I seen good movies end bad plenty times», avverte Drake in Mr. Right Now. Nessun problema in questo caso. Questo sequel di successo è abbastanza brillante da coinvolgere i fan di lunga data in accesi dibattiti su quale capitolo della saga sia meglio. Ovviamente aiuta avere un cast di supporto di sole All Star: non solo Drake, ma anche Young Thug, Young Nudy e persino un vero vincitore dell’Oscar come Morgan Freeman, sensazionale voce narrante. Ma le star del progetto sono ancora 21 Savage, che interpreta sia il protagonista che l’antagonista del set con uguale aplomb, e Metro Boomin, che dirige l’album con la precisione di Ridley Scott e l’esplosività di Tony Scott.

6) Freddie Gibs & The Alchemist, Alfredo

Proprio come il piatto di pasta sulla cover, Alfredo non lascerà insoddisfatto nessuno dei presenti a tavola. Freddie Gibbs e The Alchemist hanno bisogno di soli 35 minuti per offrire un pasto di 10 portate variegate, costellate di star (Rick Ross, Tyler, the Creator, Benny the Butcher, Conway the Machine). Gibbs si guadagna la sua tanto attesa e meritata prima nomination ai Grammy – e la seconda di The Alchemist – come miglior album rap.

5) Jay Electronica, A Written Testimony

Semplicemente uno dei debut album più attesi della storia dell’Hip Hop. Ascoltando i due Jays (Electronica e Z), è difficile dire quale sia il veterano della Hall of Fame e quale sia il protetto affamato con qualcosa da dimostrare. Un LP atteso da dieci anni che supera le aspettative?

4) Lil Uzi Vert, Eternal Atake

Lil Uzi Vert ha impresso sul 2020 sul marchio, non solo con il tanto atteso album Eternal Atake e un’edizione deluxe integrale, ma anche con un album collaborativo con Future, Pluto x Baby Pluto. In ogni caso Eternal Atake è rimasto il piatto forte, una dimostrazione incessante di abilità tecniche e ganci galattici che stiamo ancora disimballando mesi dopo.

3) Run The Jewels, RTJ4

Il messaggio tempestivo dell’album ha accompagnato i manifestanti che scendevano in piazza chiedendo giustizia in seguito all’uccisione da parte della polizia di George Floyd il 25 maggio. Ha segnato anche il primo ingresso nella top 10 della Billboard 200 per il duo.

2) Pop Smoke, Shoot For The Stars Aim For The Moon

La maggior parte degli album postumi riflette su un’eredità preesistente. Per Pop Smoke, Shoot For The Stars Aim For The Moon – uscito mesi dopo la sua tragica morte all’età di 20 anni, proprio mentre stava per entrare nel mainstream – lo ha reso una superstar. Essendo uno degli album di maggior successo commerciale dell’anno, il full-lenght era pieno di ospiti di serie A che rendevano omaggio al rapper di Brooklyn (incluso 50 Cent, che ha contribuito a guidare il progetto come produttore esecutivo), oltre a prove verso l’R&B e suoni più soul che mostrano ciò che avrebbe potuto essere.

1) Lil Baby, My Turn

Lil Baby si è preso una grossa fetta di 2020 con il suo secondo album My Turn, che ha debuttato al numero 1 della Billboard 200 per poi trascorrere cinque settimane in cima. Il suo caratteristico baritono arricchisce il suo racconto tra synth, flauti e arpe. Ma The Bigger Picture, il suo contributo agli inni di protesta di Black Lives Matter di quest’anno – aggiunto alla Deluxe Edition dopo l’uscita di giugno – ha incorniciato il nativo di ATL come uno degli artisti più rilevanti del rap game nel 2020.

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