Da Fabri Fibra a Caparezza, 7 rime su Pasolini a 45 anni dalla morte

Il 2 novembre 1975 ci fu il misterioso assassinio di Pier Paolo Pasolini, protagonista di una storia che ha segnato anche il rap italiano
Pier Paolo Pasolini

45 anni fa si consumava una delle morti più controverse della storia italiana. Il 2 novembre 1975 veniva ucciso Pier Paolo Pasolini, intellettuale fra i più importanti e scomodi del Novecento, che ancora oggi non cessa di generare interesse per le sue opere, riflessioni e profezie socio-culturali.

Non è un caso che PPP rimanga una delle figure del secolo scorso più citate e riprese. Soprattutto alla luce di quel che siamo diventati. È stata spesso e volentieri la contrapposizione tra Pasolini e la società dei consumi a ispirare diverse generazioni artistiche successive alla sua.

Il rap non fa eccezione, e prodotti come Accattone o Petrolio hanno lasciato un’impronta anche nelle strofe degli mc’s nostrani. Una connessione, quella tra il poeta e i rapper, che non deve stupire. Sappiamo quanto il genere sia permeabile agli eventi culturali di rottura, e Pasolini è risultato accattivante agli occhi dell’hip hop soprattutto per il suo essere voce e penna corsara, fuori dal coro.

Si aggiunge inoltre un destino accomunato, per certi versi, dal ritrovarsi spesso e volentieri nell’occhio del ciclone per temi, vita privata e linguaggi utilizzati. È forse proprio quella scomodità il fattore che ha spinto molti esponenti del movimento ad avvicinarsi a lui.

Per questo abbiamo raccolto alcune delle rime dedicate a Pasolini nel corso della storia recente del rap italiano.

Fedez, Parli di rap?

Parli di hip-hop, parli di rap, parli di Old School, parli di che?
Rimpiangi i vinili al battello a vapore, io Pasolini, De André, Falcone

Facciamo un salto nel 2011. Quando Fedez rappava, senza se e senza ma. Erano gli anni in cui artisti come lui, Emis Killa e Gemitaiz varcavano i cancelli dorati del game, raccogliendo i frutti seminati nel terreno mainstream da colossi come Fibra e i Dogo. Nel ritornello di Parli di rap?, in collaborazione con lo stesso Gemitaiz, Fedez propone il suo personale “presepe vivente”, in cui non manca PPP. Un’ispirazione cruciale per mettere bene in chiaro lo scarto culturale tra lui e tutti gli altri.

Fabri Fibra, Dagli sbagli si impara

Guardavo le stelle, nella testa ripetevo le rime più belle
Appena scoperte, Pasolini è morto “per te” come i Baustelle

Citazione nella citazione per il Fibroga di Guerra e Pace, album esplicitamente ispirato al classico di Tolstoj, al Neorealismo e alle pellicole di Pasolini, come Accattone.

Nel duetto con Elisa Dagli Sbagli si impara, Fibra non cita soltanto l’omicidio efferato del regista di Uccellacci e uccellini, ma anche un singolo dei Baustelle, Baudelaire, in cui compare la line “Pasolini è morto per te. Morto a bastonate per te”. Lo stesso singolo è ripreso nel ritornello di un altro pezzo di Guerra e Pace, Bisogna scrivere.

Caparezza, Giotto Beat

Dicci tu qual è la prospettiva! Pasolini perdonami!

La penultima line di Caparezza alla fine di Giotto Beat (Museica, 2014), pur non essendo una rima, riassume perfettamente non solo il succo del pezzo, ma anche lo spirito dissacrante e disincantato di una buona parte della labirintica discografia dell’artista di Molfetta, che ci ha abituato a fini letture critiche di alcune delle pagine più nere del nostro presente. Proprio come faceva PPP, a cui Capa si rivolge direttamente senza velare il proprio imbarazzo.

J Ax, Limonare al multisala

Ma questo film è un pacco
Ci sta prendendo in giro
Ma dove sono sti ragazzini
Che fanno flessioni sopra i gradini
Non è che chiedo di Pasolini
Però non sono tutti Pariolini
O trentenni in crisi

Il Pasolini di Ax viene chiamato in causa per ironizzare sulla qualità di un certo cinema nostrano. Con consueta ironia, il cantante milanese propone una delle sue classiche immagini confezionate sull’equilibrio tra fugaci riferimenti alla cultura alta ed episodi di quotidianità. Il tutto rigorosamente messo per iscritto con un linguaggio trasversale e coinvolgente.

Bassi Maestro, Sushi Bar

Qualcuno che ti schiaccia ti considera un insetto
Un inetto
Inetto se la vivi come i film di Pasolini e ghetto

Pochi hanno saputo raccontare (e vivere) le periferie come Pasolini. Ce lo ricorda uno dei padrini dell’HH italiano, che sceglie di citare il poeta per far materializzare in testa all’ascoltatore quel riconoscibile e cencioso immaginario di borgata, tra povertà, violenza e ascensori sociali guasti.

Fabri Fibra, Questo è il nuovo singolo

E i miei soldati sono ancora al fronte
Come con Pasolini cancellate le impronte

Torniamo alla discografia di Fabri Fibra, anche se ci allontaniamo dall’artista del 2013. Questo è il nuovo singolo risale al 2007, quando nella penna del rapper marchigiano scorreva ancora un torrenziale spirito incendiario e sanguinario che avrebbe poi incanalato in una diversa maturità e forma d’espressione.

Ai tempi, molte delle sue rime erano indigeribili per il pubblico generalista. Veri e propri pugni nello stomaco, capaci di proporre narrative forti, disagi personali e miasmi sociali in un colpo solo, senza censure. La misteriosa morte di Pasolini è solo uno dei numerosi punti interrogativi imputati alla società italiana, tra establishment e gogna popolare. Ancora una volta, Fibra molla uno schiaffone che ci lascia frastornati, ma nella riflessione.

Ghemon, 64 Bars

Ma che cazzo ridi/ L’Italia prima ti ammazza e dopo ti venera / Come con Pasolini

Sulla morte violenta di PPP è tornato anche uno dei migliori parolieri del rap italiano, nel format RedBull 64 Bars. Sulla strumentale realizzata da Andry The Hitmaker – apprezzato producer della nuova generazione –, Ghemon ha trovato posto anche per Pasolini. Difficile individuare un intellettuale così tanto citato (anche a sproposito) dal ’75 in poi. E dire che quando era in vita molti lo avrebbero fatto tacere volentieri.

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