“Che Io Mi Aiuti”, Bresh tra introspezione e forza della collettività

Attraverso dieci brani Bresh si racconta, tra amicizie, ricordi e conflitti interiori. Un invito a confrontarci costantemente con noi stessi

I release party catapultano i giornalisti in un’atmosfera familiare. Invece di essere seduti ad una tavolo, composti e pieni di domande per l’artista, ci si ritrova a chiacchierare del più e del meno, magari sorseggiando un cocktail.

Se l’atmosfera di familiarità è sempre presente, la serata organizzata in occasione dell’uscita del primo album del rapper genovese Bresh ci ha fatti immergere in quella che è la grande famiglia del rap.

Nonostante l’attesa, Bresh ci ha regalato uno showcase che, seppur breve, ha messo in luce tutte le caratteristiche di un giovane rapper pronto a farsi scoprire dal grande pubblico. Sul palco, accompagnato semplicemente da una chitarra, Bresh ha presentato due pezzi di Che Io Mi Aiuti, il suo album di debutto.

Dopo l’inedito Rabbia Distillata, il rapper ha poi cantato il suo singolo No Problem, pubblicato a luglio 2019. Forse qualcuno si sarebbe aspettato, data la presenza di Izi e Tedua, di poter ascoltare le due collaborazioni insieme a loro. Ma, diciamocelo, Bresh è stato il protagonista indiscusso della serata e sul piccolo palco della saletta all’ultimo piano della sua etichetta, Sony Music, non ha avuto bisogno di supporti.

Il rapper, davanti al pubblico festante e caloroso, si è comportato come se fosse davanti ad un palazzetto gremito di persone. Sicuro di sè, le sue parole e il suo modo di stare sul palco sono così magnetici che è impossibile distrarsi.

La cosa che sicuramente colpisce, al di là della sua attitude, è che nel suo primo album si racconta senza filtri, portando in musica il suo vissuto, dai ricordi ai conflitti interiori, dalle amicizie agli amori.

Inutile cercare nemici…

Le dieci tracce di Che Io Mi Aiuti ci invitano ad un confronto diretto e onesto con noi stessi. «Non troviamo nemici se poi siamo noi quelli che devono cambiare per primi». Così il rapper conclude il suo breve show-case, sottolineando quanto sia importante non trovare un alibi ai propri insuccessi e ai propri guai. Siamo noi gli artefici del nostro destino ed è inutile cercare imperterriti un “nemico” sul quale sfogare le nostre sfighe e i disagi della nostra vita.

Andrea Brasi, questo il suo vero nome, presenta un album che non parla di singolo individuo, di io (richiamato anche nel titolo). Punta tutto sulla collettività e sul superamento dell’individualismo. Non a caso ha chiamato a collaborare alcuni rapper che definirli semplicemente colleghi sarebbe riduttivo: Rkomi, Tedua, Izi e Vaz Tè.

Che Io Mi Aiuti ci immerge nelle riflessioni personali del cantante e ci porta a confrontarci con tematiche generazionali complesse e attualissime, come la mancanza di riferimenti e la poca empatia che esiste nei rapporti umani.

Bresh è pronto a buttarsi nella mischia senza timore e il suo album di debutto non fa altro che confermarlo.

Ascolta qui Che Io Mi Aiuti di Bresh



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