Blind: «Ho capito che quando esci dal talent devi ricominciare tutto da capo»

Il cantante classe 2000 ci racconta del suo nuovo singolo in collaborazione con Giaime, ma anche la vita post X Factor e il coraggio di uscire da un momento difficile
Blind Giaime
Blind e Giaime, foto di Marta Franco

La prima cosa che noto di Blind, nome d’arte di Franco Rujan, classe 2000, è che porta il cappellino anche in casa. Un particolare che potrebbe apparire rilevante, se non fosse che gli accessori per un cantante sono fondamentali. Ti rendono riconoscibile a tutti e raccontano chi sei.

La seconda cosa che noto di Blind, invece, sono gli occhi e il sorriso. Entrambi carichi di entusiasmo e soprattutto di speranza. Franco ha un passato difficile, tra problemi familiari e uso di sostanze. Una storia nella quale molti giovani si possono rispecchiare, ma anche prendere esempio. Perché Blind è la dimostrazione che ci si può rialzare, rimettendo insieme i pezzi e ripartendo da una passione, nel suo caso la musica.

Il cantante ha da poco pubblicato il suo nuovo singolo, Triste, in collaborazione con Giaime. Una storia d’amore finita raccontata con un mood totalmente opposto, più vicino alle sonorità tipiche dei tormentoni estivi.

Lo abbiamo intervistato su Zoom per farci raccontare questo nuovo brano, ma anche la vita post X Factor, il rapporto con Emma (la sua coach nel talent, ndr) e il rapporto con il successo e il mondo della musica, scintillante ma allo stesso tempo insidioso.

Triste è nato poco dopo X Factor, quindi perché aspettare per pubblicarlo? Cosa mancava al brano?

Mancava sicuramente Giaime (ride, ndr). Avevamo fatto tante versioni, registrate in studi diversi, finché non abbiamo capito quale fosse effettivamente il mood giusto. Anche così, però, mancava qualcosa e insieme al mio manager abbiamo contattato Giaime, perché si avvicina molto al mio mondo e mi piace come artista. Abbiamo lavorato in studio insieme, siamo diventati amici e abbiamo anche anticipato l’uscita del pezzo, che in realtà non era prevista per questo periodo.

E se non ci fosse stato Giaime?

Ci sono altri artisti con cui mi sarebbe piaciuto collaborare, ma in questo brano lui è perfetto. Credo avrei lavorato da solo, senza inserire un altro feat.

Il vostro brano ha sicuramente un mood estivo, anche se poi parla di una storia d’amore finita. Difficile far convivere insieme le due cose, no?

È un doppio senso voluto. Chi legge il titolo, Triste, si aspetta una canzone con quel mood, magari con degli accordi di piano, qualcosa che fa piangere. Io ho voluto fare esattamente il contrario, una canzone dalle sonorità happy con un testo triste, per far risaltare il gioco di parole e farla diventare una canzone estiva, perché questo è.

Qualcosa di nuovo sta per arrivare

Avete previsto l’uscita di un videoclip ufficiale?

È uscito il video lyrics, ma non uscirà altro.

Come mai?

Ti faccio uno spoiler: sto lavorando a nuova musica. Quindi, presto uscirà un nuovo singolo e pubblicherò anche il videoclip. Ti posso anche dire che non proporrò un altro feat, ma mi sentirete di nuovo da solo.

Non so se lo conosci, ma l’artwork di Triste mi ha fatto subito venire in mente le opere, un po’ disturbanti, di Extraweg. Com’è nata l’idea di questa cover iper colorata con i vostri volti distorti?

Abbiamo voluto fare dei personaggi in 3D per giocare sempre sulla questione mood happy/pezzo triste. Le nostre facce sono buffissime, con quelle mascelle distorte, mi hanno fatto davvero ridere.

Facendo un passo indietro, parliamo di Promettimi, tuo singolo precedente in collaborazione con Guè Pequeno e Nicola Siciliano. Un bel mix tra vecchia e nuova scuola.

Non me lo sarei mai aspettato di collaborare con Guè dopo il programma, sinceramente. Ci siamo visti ai quarti di finale e poi il pezzo lo abbiamo fatto a distanza, in piena pandemia. Diversamente con Nicola ci siamo visti, è nata una bella amicizia e quando ho fatto l’apertura al concerto di Emma al Carroponte l’ho fatto venire e abbiamo cantato Promettimi insieme. Quando vedo rispetto e amicizia faccio di tutto per coinvolgere gli altri e sono convinto che quel pezzo andrà a lungo andare.

Blind, dal rapporto con Emma alla vita post X Factor

Hai parlato della tua esibizione al concerto di Emma. Vi aveva fatto una promessa e l’ha mantenuta, facendovi esibire come opening durante le serate del suo tour. Che rapporto hai con lei?

Cantare al suo concerto è stato bellissimo. Quando sono salito sul palco ho rivisto di fronte a me il tavolo dei giudici, con Emma col vestito verde che dopo aver cantato mi ha detto “sei un cucciolone” (ride, ndr). Credo che adesso lei sia in vacanza e abbia sotterrato il telefono, ma ci sentiamo sempre, lei c’è e abbiamo veramente un bel rapporto.

A proposito del talent, com’è la vita post X Factor? Quali sono i frutti che hai raccolto da questa esperienza?

X Factor mi è servito tantissimo. Non mi ha solo aiutato a crescere, ma mi ha fatto capire come si sta in questo mondo da artisti, tra grandi, e mi ha fatto accumulare tanta pazienza. È bello avere tante persone che ti seguono, lavorare in studi e con produttori seri, perché non ho mai avuto niente di tutto questo.

Cuore Nero, il singolo che ti ha lanciato, ha avuto grande e immediato successo. Pensi che adesso la situazione si sia “stabilizzata”?

Sono dell’idea che quando esci da un talent devi ricominciare tutto da capo, come se non fosse successo nulla. Avere due dischi appesi vuol dire sicuramente tanto, ma allo stesso tempo penso che non voglia dire nulla, perché bisogna lavorare sodo, mattoncino dopo mattoncino, per creare qualcosa di solido e poter dire “ora sono forte”.

Usciti da un talent bisogna davvero conquistare i fan…

Sì, e penso di averlo fatto. Mi sento supportato e amato. Mi sono arrivati tanti messaggi da genitori che mi dicono che i figli vorrebbero seguire i messaggi che ho lanciato, a partire dall’inseguire i sogni e credere in quello che si fa, nonostante tutto. Poi usciti da un talent ci sta avere un calo, ma bisogna lavorare e fare bene, perché alla fine il tuo futuro è nelle tue mani e nella tua musica.

Tra l’altro ti sei anche approcciato a un altro tipo di scrittura: quella letteraria. Com’è stato raccontarti in Cicatrici?

È stata una conferma per me stesso, dove ho raccontato la mia vita e quello che ho passato, anche se ho solo 20 anni. La musica a volte non basta, quindi fare un libro dove ti racconti dalla A alla Z vuol dire tanto, anche perché è un mondo che non mi sarei mai aspettato di conoscere e mi ha permesso di raggiungere un altro pubblico, come tanti genitori, che vedevano i figli in difficoltà e magari avranno capito il motivo.

Hai avuto un passato difficile e il mondo della musica è sicuramente luminoso, ma allo stesso tempo oscuro e insidioso. Hai paura di non riuscire a sopportare il peso di quello che ti succede?

Non credo che potrebbe succedere. Una volta che ne esci capisci quanto vali. Ti può davvero succedere qualunque cosa, ma il passo lo hai fatto, tirando fuori forza e coraggio. Se questo mondo diventasse pesante non tornerei a fare quello che ho fatto, ma combatterei per superare il momento grazie alla forza che ho accumulato e tirato fuori in questi anni.

Articolo Precedente
Kanye West al listening party di "Donda" al Mercedes Benz Stadium di Atlanta. Foto: Kevin Mazur/Getty Images per Universal Music Group

Kanye West, 7 momenti importanti dal (secondo) listening party di "Donda"

Articolo Successivo
The Weeknd uscite

Dai grandi ritorni a The Weeknd, tre uscite da non perdere oggi


Articoli correlati
Total
3
Share