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HIPHOP

Ascolta in anteprima “Ci Sentiamo Poi” di Moder

In anteprima per Billboard Italia il nuovo lavoro solista del rapper ravennate Moder: sedici scatti di vita per raccontare Sedici Polaroid, come le definisce il suo autore, sedici scatti di vita per raccontare “la nebbia, gli occhi grigi della provincia, i pub, la vita che ti ricorda che hai un debito da pagare”

Sedici Polaroid, come le definisce il suo autore, sedici scatti di vita per raccontare “la nebbia, gli occhi grigi della provincia, i pub, la vita che ti ricorda che hai un debito da pagare”. Il rapper ravennate Moder, attivo dai primi anni Duemila, torna con un nuovo lavoro in studio figlio di un continuo non fermarsi. Ci Sentiamo Poi (Gloryholerecords) è stato prodotto insieme a Duna e contiene i featuring con Murubutu, Claver Gold, Stephkill e DJ 5L. Le ispirazioni vanno dalla letteratura (Pasolini, Fante, Auster, Blake, Nietzsche), al cantautorato (Cohen, Conte, Filippo Gatti, Flavio Giurato) al rap (J. Cole, Talib Kweli, Stormzy, Mac Miller). Potete ascoltare Ci Sentiamo Poi integralmente qui in anteprima.

Ascolta in anteprima Ci Sentiamo Poi di Moder

Ci Sentiamo Poi – Track by track

Preferirei di No

Il brano Ci Sentiamo Poi è èna presa di posizione netta, la citazione è tratta da Bartleby lo scrivano, un racconto di Melville. In questo mondo di urla e di ego-pornografia dove tutti dicono la loro lasciando dietro un cimitero di opinioni parziali, la frase “Preferirei di no” è l’unica possibile ribellione. Stiamo diventando cadaveri smunti, piccoli “Bartleby” che si auto-costringono a morire di un’inedia di idee, un’inedia che ci mastica vivi e ci tramuta in orrende bestiole.

Birre in Lattina

Questo pezzo si è scritto da solo, in 20 minuti era finito. Credo sia una sorta di riassunto di ciò che sono nel bene e nel male. C’è il mare, c’è la città, c’è quella solitudine che ti abbraccia mano a mano che cresci e in fondo sai che non se ne andrà più. Ho sempre un foglietto stropicciato in tasca con qualche parola in rima scarabocchiata sopra. Scarabocchiare cartacce forse è solo un modo per illudermi che qualcosa può ancora succedere.

Bimbi Sperduti

Io e Claver Gold abbiamo condiviso palchi, ore di macchina, alcuni di questi momenti credo siano stati indimenticabili per entrambi. Siamo diversissimi io più estroverso e casinaro, lui riflessivo e attento ma in tutto questo ho sempre riconosciuto qualcosa che ci univa. Ricordo quando ci vedemmo per la prima volta a una serata a Bologna da allora in una qualche maniera ci siamo sempre tenuti in contatto coinvolgendoci in pezzi e serate. Passiamo anche mesi senza sentirci o vederci poi ci si incrocia e si torna nel 2013 quando tutto stava iniziando. “Bimbi Sperduti” in fondo è ciò che siamo entrambi. Il ritornello l’ho fatto interpretare a Steph che mi aveva già aiutato in “Viale Roma” la sua voce fumosa era l’unica che poteva cantare questo ritornello.

Mentre Urliamo

È una canzone d’amore sfocata, carne e cemento. Un livido che mi accompagna ogni giorno, e che ringrazierò per sempre. Il nostro matrimonio celebrato da preti in borghese dentro palazzoni scrostati che sono le nostre chiese… La cosa più vicina a un “per sempre” che conosco.

Piccola Iena

Quando morì mio padre cambiai per sempre. Per tanto tempo cercai di capire chi fossi e cosa volevo in quel turbine che sviluppò quel lutto imparai cosa fossero i debiti, il lavoro che guardavo negli occhi stanchi di mia madre. Imparai il sudore, la fame e l’odio, ogni piccola iena deve aspettare il momento giusto per avvicinarsi alla preda, e al momento giusto deve lasciarsi dietro ogni esitazione.

Il Panchinaro Fuoriclasse

Questo è il brano più “rap” di Ci Sentiamo Poi, uno sfogo lungo 52 barre. Vedo tutti sgomitare per un posto o meglio un ruolo: il povero, il buffone, il duro, il bello. Io sono lì che aspetto a bordo campo scaldandomi: sono pronto, mister.

Non Ne Posso Più

Sono fierissimo di questo pezzo. Parte da una mia idea che abbiamo poi assestato (grazie alla chitarra di Gianca, il piano di Peruch, il rullo di Frat e al contrabbasso di Checco). Lo abbiamo lasciato nudo e crudo per lasciare scorrere il flusso. Una serata come tante che potrebbe succedere dovunque. L’ho scritta ancora sbronzo, ho messo in fila quelle immagini sfocate ed è venuto fuori questo blues in hangover.

Dall’Altra Parte

Parlare di questo pezzo è molto difficile perché mi ha tirato fuori delle cose che mi terrorizzano: la morte, la sensazione che sia troppo tardi. Ma dentro c’è anche la voglia di una vita normale e la consapevolezza di avere tutto ciò di cui ho bisogno vada come vada.

10, 9, 8

Usare il raggae per testi di un certo tipo mi ha sempre intrigato. Se vogliamo, “10, 9, 8” è uno storytelling per lampi che cerca di raccontare gli anni capodanno dopo capodanno. Con me Forelock che è forse il miglior artista raggae italiano e confeziona un ritornello che sa di rivalsa.

La Musa Insolente

Murubutu è un amico da molti anni, ma non mi ero mai misurato in uno storytelling insieme a lui. Siamo partiti dalla biografia di un noto brigatista per indagare cosa spingesse un uomo a mettere la propria vita sul piatto in nome di un ideale. L’ispirazione ce l’ha data il beat di DJ West. Gli anni di piombo prima e il delitto Moro poi hanno segnato un triste capitolo di questo paese, generazioni di giovani sono bruciate nel fuoco delle idee lasciando interrogativi aperti. Il finale è una riscrittura della realtà: cosa resta alla fine? Felicissimo di aver fatto un pezzo con Alessio e lo ringrazio per ogni barra.

Notti di Catrame

Il futuro è un pescecane che ci sbrana pezzo per pezzo e la fine è ugualmente scontata per tutti. In questo casino di mondo dove tutto pare avere una scadenza ed un prezzo io mi sono chiesto cosa volessi, non sono sicuro di saperlo, ma l’unica risposta che mi è uscita è “non voglio diventare ricco ma avere una scelta”.

Assassini

In questi anni assurdi per il nostro paese ho visto i potenti farsi profeti, ho visto persone normalissime trasformarsi in bestie, chiudere le orecchie e aprire le fauci. Ho visto l’indifferenza diventare connivenza, ho visto ridere dei morti, ho visto le forze dell’ordine uccidere, ho visto la paura prendersi tutto e tutti lì a fare aperitivo. Io mi ricordo di voi, infami, non mi fate paura anche se siete tanti, e griderò sempre a squarciagola che siete ASSASSINI.

Quando Torni a Casa

Questo pezzo è per Matilde e Adele le mie due figlie. Mi hanno ricordato come perdermi nelle venature delle foglie, come sia importante avere i sassi e i fiori in tasca. Mi hanno insegnato come si sta in piedi e come si può uccidere la paura. Io spero di aver lasciato loro qualcosa, io che sono bravo solo a “immaginare” a “non mollare mai anche quando si dovrebbe”. Grazie piccole, sempre vostro papà.

Frantumato

Il mio rapporto con l’alcol è sempre presente in qualche modo ma questo brano in particolare. Frantumato è la cronistoria di una sbronza inutile e triste… quelle da cui ti svegli con un gran mal di testa e troppi rimorsi. Alex ha reso il ritornello un mantra che sento ogni volta che bevo.

Bolle di Sapone

Questo pezzo è dedicato a chi ha creduto in me, in primis la mia compagna. Mi ero sempre sentito invincibile ma ora so la verità ed è stato durissimo accettarlo. Non so per quanto tempo riuscirò ancora a vivere come vivo ma ormai lo devo a tanti quindi continuerò ad attaccare muri di nebbia e mulini a vento per un bel po’.

Tieni il Resto

Io e Koralle siamo cresciuti insieme in questa cosa della musica. Poi i Lato Oscuro si sono sciolti, lui è diventato godblesscomputers, io ho fatto il mio primo progetto solista. Ma non ci siamo ma persi di vista nemmeno quando stava a Berlino. Quest’estate ci siamo visti a una serata in cui cantavo, la notte stessa mi ha inviato questa base e l’ho fatta suonare per mesi fino a che il giorno prima di chiudere il disco le parole sono uscite. Ho capito subito che questo pezzo sanciva la fine di Ci Sentiamo Poi. Aveva in sé una parte di ogni pezzo. C’è un momento in cui il disco da tuo diventa un’entità a sé, credo sia successo quando ho ascoltato questo pezzo che dedico a tutti i baristi che mi sopportano.

Moder – Bio

Lanfranco Vicari alias Moder è un rapper di Ravenna. Inizia a scrivere rime nel 2000 ed è fondatore del collettivo “Il lato oscuro della costa”. La passione per musica e parole lo porta ad occuparsi di organizzazione e direzione artistica (al Cisim nella frazione multiculturale di Lido Adriano), a mescolarsi ad esperienze teatrali con il Tetro delle albe, ad occuparsi di laboratori di scrittura. Dal 2011, finita l’esperienza coi Lato oscuro, ricomincia con un nuovo percorso. Nascono Niente da Dirti (mixtape), Sottovalutato (EP) e il primo album solista, 8 Dicembre. Ci Sentiamo Poi è il suo ultimo album.

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