Dietro a “Hypnotized”: Purple Disco Machine si racconta in anteprima

La hit è prima ovunque così abbiamo intervistato Purple Disco Machine tra Phil Collins, segreti per sfondare e una certa Lady Gaga
Purple Disco Machine, foto ufficio stampa
Purple Disco Machine, foto ufficio stampa

A meno che non vi sia capitato nemmeno per caso di ascoltare la radio in questo periodo, è impossibile che non abbiate intercettato le note disco-house di Hypnotized, il brano del DJ-producer tedesco Purple Disco Machine, al secolo Tino Piontek, insieme al gruppo Sophie and The Giants. Il singolo, già certificato platino, sta spopolando praticamente ovunque e il suo successo è nato – come per ogni nemo propheta in patria che si rispetti – prima in Italia che nel suo Paese.

È primo nell’Airplay radiofonico italiano, primo della classifica italiana di Shazam, primo su iTunes e conta più di 45 milioni di stream. La scorsa settimana Purple Disco Machine è stato ospite di RTL 102.5 Power Hits Estate all’Arena di Verona e noi di Billboard Italia non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di essere i primi a scambiare quattro chiacchiere con lui al telefono per conoscerlo meglio e per capire il motivo della rinascita così evidente ai giorni nostri della disco music.

È sotto gli occhi di tutti la rinascita della disco o meglio della disco-house in questo momento: dall’album di Dua Lipa, Club Future Nostalgia, i remix in questa chiave del suo ultimo lavoro Future Nostalgia dove sei stato coinvolto anche tu, a quello di Kylie Minogue che uscirà a novembre e si chiama appunto Disco: ti sei chiesto come mai?

Certo, è un ritorno evidente. Probabilmente è il suono che ricorda a tutti momenti felici e a tutti fa piacere riviverli. Sono 40 anni che esiste la Disco e non accenna a vedere un declino, tutt’altro, anzi pure i giovani si sentono connessi e vicini a questa musica. Comunque, sai qual è per me il segnale che un pezzo andrà? Se piace a mia figlia di 7 anni! E a lei Hypnotized è piaciuta subito, ma non solo: pure a mia mamma e a mia nonna! Quindi ho pensato: andrà alla grande!

Ti aspettavi tutto questo successo del pezzo?

A essere sincero, no. Quando è nata l’anno scorso non lo avrei mai pensato. Speravo che potesse diventare una hit ma non mi aspettavo di queste dimensioni. Soprattutto in Italia devo ammettere!

Ti capita di ascoltare Hypnotized in posti inaspettati?

Sai in Germania il pezzo sta crescendo ma non ha al momento lo stesso successo che ha nel vostro Paese. Ogni giorno qualcuno dei miei amici o della mia famiglia mi scrive: “Hey, abbiamo sentito il tuo brano alla radio!” Noi – parlo di me e i miei amici – in genere non ascoltiamo molto la radio perciò è ancora più strano.

Come era nata?

Un anno fa avevo iniziato a lavorare al brano, stavo facendo un video in studio per il mio canale Instagram e avevo caricato lì (e su Facebook) questa strumentale, un po’ per caso devo ammettere. Però ho avuto subito una reazione positiva inaspettata. Così ho deciso di coinvolgere Sophie and The Giants perché adoro la sua voce e credo che lei e la sua band siano unici. Le ho mandato la base e lei mi ha subito mandato indietro la topline. Be’ di solito si chiede sempre di cambiare qualcosa, invece per me era buona la prima!

Tu ascoltavi la disco da piccolo? Con tuo papà avevo letto?

Con entrambi i miei genitori e mia nonna ascoltavo di tutto, sempre. Iniziavamo dalla radio al mattino e mio papà era anche un grande collezionista di vinili e CD. Posso dire che la musica era una questione di famiglia ma con i miei sentivamo soprattutto rock e pop. Ho scoperto la disco da solo, alla fine degli anni ’90 e mi ci sono proprio appassionato.

Quale è stato il tuo primo concerto?

Credo con mia nonna a 7/8 anni ma non ricordo l’artista, e poi a 10 anni circa con i miei genitori: era il live di Phil Collins. Quel concerto è ben impresso nella mia memoria, soprattutto perché mi ha ispirato profondamente e mi ha spinto a dedicarmi alla musica come lavoro. Spesso cerco ancora di trarre energia proprio da quel momento.

Ti piace ancora Phil Collins?

Certo, sono ancora un grande fan di lui e dei Genesis. Anche per il tipo di show che hanno sempre proposto, con quel perfetto gioco di luci sul palco. Sono tornato a vederli diverse volte, continuo ad ascoltarli anche se preferisco i loro lavori degli anni ’80.

Quali artisti ti ispirano oggi? Per esempio, anche il sound di Christine And The Queens lo senti vicino al tuo vero?

Mi piace moltissimo, credo che sia un’artista unica e diversa da chiunque altro. Semplicemente non si interessa del mainstream e di quello che deve essere fatto per forza per compiacere gli altri. Questo è quello che voglio essere anche io: fare solo la musica che amo e non preoccuparmi del resto.

Questa è la via della contemporaneità: non fermarsi a un genere specifico?

Esatto. Credo che la ragione del successo della mia musica in questo momento sia perché è mia. Quando le persone mi dicono che dopo 30 secondi pensano “Ok è un pezzo di Purple Disco Machine”, penso di aver raggiunto il mio obiettivo ed è il miglior complimento. Non voglio nemmeno che i miei pezzi suonino tutti uguali.

Andavi spesso a ballare quando si poteva farlo liberamente?

Adoro la musica che si può ballare ma sono davvero pessimo a farlo. Sono il classico ragazzo che se ne sta nell’angolo del dancefloor. Vado a un sacco di concerti, magari con i miei figli, ma non mi capita di andare spesso in discoteca. Spero che la gente possa uscire presto comunque per distrarsi e non stare a casa tutto il tempo a pensare ai problemi.

Potresti mai suonare live con Dua Lipa per il suo album di remix?

Magari sì, perché no? Ho suonato live con Lady Gaga due settimane fa per il suo Zoom party. Ho pensato: se due anni fa mi avessero detto che avrei dovuto suonare per lo Zoom party di Lady Gaga ci avrei mai creduto? La risposta è no! Comunque mi ero occupato del remix di Rain On Me e poi sono stato invitato: è stato semplice in fondo.

Vorresti occuparti di altri generi nell’immediato futuro?

Certo lo farò, perché comunque non ascolto e non mi occupo solo della disco. Spero di andare ancora avanti con questo genere ma so che non sarà facile perché ci sono un sacco di aspettative. Penso che l’unica cosa che posso fare è non pensarci troppo e fare ciò che mi piace. Il mio album è finito, a causa del Coronavirus è stato posticipato, credo quindi che uscirà all’inizio del 2021. Spero che la gente lo apprezzi: credo che chi ha amato Hypnotized amerà anche l’album.

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