PLASTICA racconta l’EP d’esordio “UV”, traccia per traccia

Sei tracce per viaggiare oltre la realtà, esplorando le emozioni e sensazioni che segnano i nostri giorni, raccontate da sonorità elettroniche con un tocco di esotismo
Plastica - UV - track by track - foto di Andrea Cenetiempo
Plastica (foto di Andrea Cenetiempo)

Venerdì 24 giugno è uscito UV, EP d’esordio della DJ e producer PLASTICA. Una colonna sonora ideale di diverse esperienze vissute prevalentemente in una Milano notturna, a volte in solitudine ma spesso in compagnia. Per questo l’identità di questo lavoro è incentrata sull’individuo a contatto con la collettività.


«UV è ciò che non vediamo, ma che in un modo o nell’altro può condizionarci e plasmarci», spiega Plastica. «È una radiazione eterea, impercettibile e intangibile, simbolo di immaginazione, musica, pensiero e creazione. Questo lavoro è un invito ad andare oltre, a dare importanza a ciò che non vediamo e a cercarlo per stare bene, come ad esempio ciò che ci lega agli altri e ci spinge a trovare nuove forme di espressione».


E ancora: «UV è anche una metafora di ciò che mi ha spinto a fare musica: sinergie e collaborazioni spontanee con persone che a cui sono stata e sono legata artisticamente ma anche umanamente. UV è un inno alla fluorescenza».

Sei tracce per viaggiare oltre la realtà, esplorando le emozioni e sensazioni che segnano i nostri giorni, raccontate da sonorità elettroniche con un tocco di esotismo. Diverse le collaborazioni per questo esordio: Laila Al Habash, Elasi, Missey, Marta Tenaglia, Splendore, Ethan e Marianne Mirage, per un EP quasi interamente al femminile (peraltro PLASTICA ha fondato insieme ad Elasi il collettivo di producer donne “Poche”). È presente anche una collaborazione internazionale con l’artista brasiliano Barro.

La producer e i suoi guest ci hanno raccontato il progetto traccia per traccia.

F.O.M.O. (feat, SPLENDORE, Marta Tenaglia)

SPLENDORE: La F.O.M.O. (Fear of Missing Out) è la paura di essere tagliati fuori da un evento o un’esperienza. È il pensiero costante che gli altri stiano facendo qualcosa di più interessante di quello che stiamo facendo noi. È la malattia della nostra generazione social. Il brano ironizza proprio su queste nostre ansie sociali, su questa necessità di dover essere sempre e ovunque, al massimo delle nostre capacità, nei nostri migliori outfit, con il nostro miglior sorriso. Ecco, questa canzone serve a ricordarci che non è necessario essere nella “scena” per vivere, ma anzi, spesso la vita è altrove.

PLASTICA: Il brano nasce nel 2021 ed è prodotto a quattro mani insieme a SPLENDORE. Emergono suoni eclettici e confusi che si alternano continuamente, come a rappresentare ciò che succede nella nostra testa in queste situazioni di indecisione che viviamo tutti i giorni.

GAME OVER (feat. ELASI, Barro)

ELASI: Capitano quei momenti nella vita in cui ci sembra di aver perso tutto, di essere arrivati al limite/borderline dei giochi. In questo pezzo ci vogliamo ricordare che finché esistiamo non esiste un game over, ma c’è sempre una nuova monetina da giocarsi. L’importante è saper aspettare e prendere il sole anche all’ultima spiaggia.

PLASTICA: GAME OVER è un brano dalle sonorità dance e giocose. La strofa di Barro, artista brasiliano, nasce durante una videochiamata per poi incastrarsi nel brano, tra cori esotici e arpeggiatori.

MARGHERITE (feat. Ethan, Marianne Mirage)

Marianne Mirage: Il minuto prima di rivedersi è sempre strano. Sospesi nel tempo, si raggiunge l’appuntamento pieno di voglia di riabbracciarsi. E quando ci si unisce, ci si scambiano le forme e si perdono i confini.

PLASTICA: Questo brano nasce in una casa in campagna: uno studio allestito per l’estate e un giardino, tra qualche gattino, un bagno notturno in piscina e qualche bicchiere di vino in compagnia. Un brano intimo ma esplosivo e ultra-positivo, nato dopo il primo lockdown dalla necessità comune di bellezza e buona compagnia.

MARGHERITE (Reprise)

PLASTICA: Il lato B di MARGHERITE ha un’anima dance ma comunque dolce e floreale.

FAME (feat. Laila Al Habash)

Laila Al Habash: FAME è un brano in cui si snoda un intreccio di bassi, voci, sensazioni viscerali e sconforto. Un tipo di sconforto che in fondo non la vince mai del tutto, perché la rabbia e la fame di rivincita hanno sempre la meglio.

PLASTICA: Il ritmo serrato e veloce abbinato a suoni dolci (tra cui un Mellotron e un Wurlitzer) accompagna il tema del brano, portandolo in un’atmosfera notturna e adrenalinica, ma al contempo introspettiva.

DARK DRAGONITE (feat. Missey)

Missey: DARK DRAGONITE parla di crescita e consapevolezza, come parte di un’evoluzione ostinata a sviluppare una nuova forza, maggiore rispetto a come si era prima, con tutti i pro e contro del caso. Il paragone è con Dragonite, ultima evoluzione del Pokémon Dratini, al suo stadio di crescita definitivo cambia completamente sembianze, sviluppa grandi ali, ha una corporatura imponente, ma al contempo il suo aspetto e sguardo risulta più pacifico e dolce di prima: “drago che sorride non si perde” come metafora di chi, consapevole ormai della propria strada, non si pone più dubbi. PLASTICA per me ha identificato esattamente questo concetto di drago, e questo mi ha ispirato nella creazione del testo.

PLASTICA: La part strumentale, con un loop in costante evoluzione accompagnato dalle batterie elettroniche di Emanuele Tosoni, vuole identificare questo concetto di crescita, seppur piena di suoni tenebrosi, rabbia e imprevisti.

Ascolta UV di PLASTICA


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