DJ, produttore famosissimo negli Stati Uniti, sei volte nominato ai Grammy, curiosamente è uscito nel periodo natalizio con Kaskade Christmas (Arkade / Sony Music). Non è così scontato che i DJ si mettano a fare omaggi al Natale, al limite sono impegnatissimi a suonare a Capodanno. Invece, come dice lui stesso: «Sono finalmente riuscito a mettere assieme la mia personale selezione di brani per le festività natalizie. Amo la sfida di ripubblicare la musica con cui sono cresciuto in un modo che unisce il vecchio e il nuovo. Il Natale è in fin dei conti divertimento, tanto quanto la musica». In più l’ottimo Kaskade si è prodigato a rispondere alle nostre “classiche” domande. Bravo!

Il primo disco che hai amato alla follia?

Vengo da una famiglia in cui tutti amano la musica. C’era sempre nello stereo qualche disco che girava e ho probabilmente amato un po’ tutto quello che i miei genitori mettevano. Ma se parliamo del primo intero album che ho adorato, è probabilmente Power Corruption & Lies dei New Order. Una sinfonia di “bellezza e paura” che è perfetta per le orecchie di un teenager.

Tre band o artisti che avresti voluto vedere ma non sei mai riuscito a farlo?

Prince, Kraftwerk e David Bowie.

La copertina più bella di sempre?

Non so se oggettivamente è così bella ma la copertina di God Save the Queen dei Sex Pistols è memorabile: esteticamente definisce in maniera indelebile il punk.

La città dove hai visto i locali più belli?

A Seoul devo ammettere che ho trovato dei club interessanti, anche a Tokyo. Entrambe le città, con la loro vita notturna, ti proiettano in una dimensione futura.

La colonna sonora più bella di sempre?

Blade Runner di Vangelis.

La canzone perfetta da ascoltare il giorno del proprio compleanno?

Happy Birthday to You.

E per fare l’amore?

Non svelo le mie carte segrete!

E per sfogare la rabbia?

Considerando tutte le recenti notizie sulle molestie sessuali, io ritengo che sia giusto ascoltarsi Woman di Ke$ha.


Q&A Extra

C’è una differenza tra il pubblico americano e quello europeo?

Sì, la noto. Il pubblico negli Stati Uniti sembra in generale più giovane e più “selvaggio”, invece quello europeo lo ritengo più sofisticato nei gusti. Queste audience europee sono più sofisticate nel complesso, ma alla fine tutti vengono a un mio show per ballare e divertirsi e le differenze svaniscono.

Che impressione ti ha fatto suonare al Tomorrowland?

Bellissima! È certamente uno dei festival più epici in circolazione: saranno la scenografia lussureggiante e i palchi giganteschi, tutto è perfetto. Ho suonato davanti a una mare infinito di persone che sorride e balla, impossibile non amarlo.


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