Esclusiva: Alesso racconta “Midnight” con Liam Payne e i suoi ascolti

Come nasce un singolo pop? Come trascorre le sue giornate un DJ da milioni di streams e views? La nostra intervista, unica per l’Italia, con Alesso
Alesso, foto ufficio stampa
Alesso, foto ufficio stampa

Che cosa fa in quarantena Alesso, DJ da milioni di stream su Spotify? Nonché centinaia di esibizioni ai festival più grandi collezionate sul curriculum? Lo avete già capito: quello che facciamo tutti.

Magari, ecco, aggiungendo la produzione di un bel po’ di musica. Alesso, DJ svedese di origini italiane (all’anagrafe, infatti, risponde al nome di Alessandro Renato Rodolfo Lindblad) è a Los Angeles da qualche anno. Non soltanto per motivi legati al lockdown ma per lavoro. Forse vale la pena ricordare giusto un paio di dati per inquadrare subito l’artista. Magari dei due singoli che hanno spaccato ovunque: Heroes (we could be) feat. Tov Lov con 458 milioni di streams su Spotify e 202 milioni e passa di views su YouTube e Let Me Go con Hailee Steinfeld, 720 milioni di streams su Spotify e 81 milioni di views.

Da qualche settimana Alesso ha pubblicato il singolo Midnight con Liam Payne e noi di Billboard siamo stati gli unici in Italia ad averlo intervistato in un periodo così particolare.

Qual è il tuo stato d’animo in questo periodo?

Devo dire che sono abbastanza tranquillo. Certo sono isolato, una volta a settimana vado in un negozio di alimentari vicino a casa, forse anche una volta ogni due settimane. E basta. Certo produco un sacco di musica in questi giorni, quello sì.

La tua ispirazione per produrre è buona? Non è detto che aver tanto tempo regali un buon mood.

Massì, dai, abbastanza. Cerco di produrre ma anche di prendermi il mio tempo per rilassarmi, perché durante l’anno sono sempre in tour e sotto stress. È stato strano all’inizio ma poi mi sono abituato. I primi giorni continuavano ad arrivarmi notizie di date cancellate e mi stavo preoccupando parecchio. Poi ho iniziato a pensare: andrà come andrà.

Cosa ti manca di più?

Mi mancano tanto i miei spettacoli davanti al mio pubblico ma anche la mia famiglia che è in Svezia. Sono veramente dispiaciuto per mia mamma che non può andare da nessuna parte.

E della Svezia senti la nostalgia?

Della mia famiglia, appunto. Ovviamente Stoccolma è una città stupenda che mi manca quando sono lontano, ma al primo posto ci sono loro.

Hai mai pensato che potesse non essere il momento adatto per pubblicare Midnight?

No, perché pubblicare musica adesso significa aiutare le persone a distrarsi e a stare meglio. È così anche per me, perciò trovo sia imprescindibile.

La performance di te, Alesso, e Liam da James Corden seppur a distanza è risultata molto godibile: ti sei divertito? I concerti in streaming possono essere il futuro della musica live?

Ci siamo divertiti sì durante la performance di Corden. Secondo me tutto ciò che può intrattenere le persone in questo momento è giusto. Un paio di settimane fa ho tenuto un live set in streaming per il Tomorrowland festival con più di 200mila persone che si sono collegate. Quindi se uno show viene visto da così tanta gente è giusto che si continui a farlo.

Cosa succederà alla musica dance post-COVID-19?

Non voglio fare previsioni, vedremo cosa succederà. L’unica cosa certa è che tutti non vedono l’ora di tornare alla vita di prima e ai concerti.

Come è stato collaborare con Liam?

È stato estremamente naturale lavorare insieme, funny anche. Midnight è l’esempio perfetto di come devono andare le cose. Io non avevo in mente qualcuno di preciso che potesse cantarla e io e Liam non ci conoscevamo. Ma l’intesa è andata alla grande.

Alesso, preferisci quando le cose vanno in questo modo? Senza troppe impostazioni?

A volte è più facile quando le cose sono organizzate ma altre meno. Preferisco tenermi sempre aperto a tutte le possibili modalità di lavoro.

Cosa pensavi prima di collaborare con Liam degli One Direction: avevi dei pregiudizi verso di loro come boyband?

Sono una delle più famose band al mondo, adesso festeggiano 10 anni di carriera insieme: non ho mai avuto preconcetti nei loro confronti, mai.

Cosa stai ascoltando in questo momento?

So che sembrerà molto strano ma, dato che compongo musica continuamente, quando sono a casa ascolto tanto reggae, soprattutto Bob Marley. Mi rilassa, mi regala delle good vibes.

In questo momento di quarantena il reggae sta andando molto, gli ascolti di Bob Marley appunto sono saliti del 23%: pensi che ci potrebbe essere un ritorno del genere (e non solo del reggaeton che va alla grande in tutto il mondo)?

Non saprei, a me comunque piace tutto. Anche il reggaeton.

Hai un artista dance italiano che ti piace in particolar modo?

Sì! Benny Benassi!

C’è stato un momento preciso in cui ti sei reso conto di essere diventato davvero famoso?

Nel 2011, quando ho pubblicato il remix di Pressure di Nadia Ali. L’anno dopo quando mi esibivo come opening act a New York mi sono reso conto che tutti la cantavano a squarciagola. Soprattutto tanta gente era venuta per me, quando l’ho realizzato ne sono stato davvero orgoglioso.

Un pezzo come Midnight è candidato a diventare una hit pop. Tu ti senti più un artista dance o pop a questo punto della tua carriera?

Cerco di essere entrambe le cose: mi piacciono le melodie pop con grandi voci ma adoro i pezzoni che fanno ballare. Credo di rappresentare un buon equilibrio.

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