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Dops e Litothekid, in esclusiva il track by track dell’EP “Knowmsayn”

Tre brani con cui il duo torinese presenta la propria idea di bass music, un suono concepito per essere suonato dal vivo con giradischi, sampler e sintetizzatori
Dops e Litothekid - Knowmsayn
Dops e Litothekid (fonte: ufficio stampa)

Esce oggi in digitale per Substrato Music Knowmsayn, EP che segna la prima collaborazione tra Dops e Litothekid. I due artisti torinesi provenienti dalla scena hip hop hanno prodotto tre brani di bass music concepiti per il dancefloor.

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Dops, DJ e turntablist, e Litothekid, producer e sound engineer, si sono formati nella scena hip hop torinese. Da tanti anni si conoscevano ma, solo durante la pandemia, in occasione di un incontro al Substrato Studio di Moncalieri, hanno scoperto di condividere varie passioni. Per esempio quella “Beat Scene” di Los Angeles, la sound system culture e, soprattutto, la bass music britannica.


Da queste affinità è venuta subito fuori l’idea di collaborare e così sono nate le sessioni in studio in cui hanno creato queste tracce. Il risultato è un EP di tre brani con cui il duo presenta la propria idea di bass music, un suono concepito per essere suonato dal vivo con giradischi, sampler e sintetizzatori, idealmente sfruttando la potenza di un sound system in modo da coinvolgere il pubblico senza mezzi termini.

Knowmsayn, il titolo, sta per “Know what I’m saying?” ed è una parola usata spesso nello slang hip hop che si sente anche in un sample usato nell’EP.

Knowmsayn

Con questo pezzo, title track dell’EP, il nostro intento era di produrre una traccia il più incalzante possibile per i dancefloor. E ci piaceva anche l’idea che avesse un’atmosfera cinematografica: se Knowmsayn dovesse far parte di una colonna sonora, il film sarebbe co-diretto da Spike Lee e Ridley Scott, un mix fra quel cinema “hood street” e uno sci-fi distopico.

Un altro aspetto molto importante è il sample vocale (“Keep it real, get your own shit, man, and be original”) che per noi rappresenta un vero e proprio statement, nel senso che rispecchia molto bene la filosofia hip hop che ci ha cresciuto, in cui al centro c’è la ricerca dell’originalità.

Step Up

Questo è il primo brano che abbiamo scritto per l’EP. È nato dopo alcune sessioni di ascolto e confronto ed è il nostro tributo al periodo della golden era della dubstep. L’idea era di riprendere le atmosfere vissute in locali come il Puddhu Bar della nostra Torino o il leggendario Plastic People di Londra dove c’era la storica serata FWD. Luci basse, odore di skunk, bassi che fanno vibrare la cassa toracica e gente accalcata che domanda a gran voce l’ennesimo “pullup”.

Entrambi abbiamo vissuto tra Torino e Londra il periodo in cui la dubstep britannica era al centro dei discorsi musicali per la qualità e l’originalità dei pezzi. Perciò l’idea era quella di far rivivere quelle sensazioni puntando su un sound essenziale, semplice, ma che spingesse di brutto.

Medicine

La nostra medicina per sopravvivere al quotidiano è la musica: ritmi spezzati, bassi profondi e scratch. Quando abbiamo creato questo brano eravamo in piena campagna vaccinale e ci dovevamo difendere da un nemico invisibile. Dunque il brano nasce per esorcizzare quel periodo buio in cui ci siamo ritrovati a combattere contro il virus.

Mentre lo producevamo abbiamo fantasticato su quale città ci sarebbe piaciuto visitare una volta riaperte le frontiere. Entrambi eravamo d’accordo: la città in questione era Los Angeles. Negli ultimi anni ha influenzato il nostro modo di fare musica grazie a realtà come Low End Theory, Beat Junkies e leggende come Daddy Kev.

Questo pezzo, infatti, è nato da una chiacchierata sulla “Beat Scene” di LA in cui abbiamo parlato anche di quella sana sperimentazione presente in quelle serate. Perciò abbiamo deciso di cambiare i BPM e andare su un tempo più hip hop che mantenesse la natura bass del brano. Il sample è arrivato dopo, in maniera casuale. Si sposa bene con il pezzo perché è preso da una puntata di un noto cartone animato in cui la protagonista insegue due persone con una siringa per far loro assumere una “medicina”…

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