“Ciao Italia”, viaggio nel paese che ballava negli anni ’90: l’anteprima del documentario

Un prodotto discografico nato da un’idea di Daniele Shield Contrini che ha preso forma in un doppio vinile e ci fa ricordare lo straordinario successo del genere underground. Ecco un assaggio del documentario che ha accompagnato il progetto
Ciao Italia - anteprima
(Fonte: ufficio stampa)

Il nostro Paese è sempre stato un centro nevralgico della musica dance. Chi è stato testimone dell’innamoramento generale del film La Febbre del Sabato Sera tra il 1977 e il ’78 lo può comprendere appieno. Fu in piena epoca degli anni di piombo, quindi probabilmente era anche una forma di escapismo collettivo. Oltre all’esplosione di discoteche e club in tutta la penisola, assistemmo al fiorire di nuove figure professionali come DJ, conduttori radiofonici, impresari, legati al mondo della notte. La digressione storica è necessaria per capire il fenomeno anni ’90 della scena “underground”. Questa era diretta discendente del fenomeno house a Chicago, Detroit e New York, ma con alcuni particolarissimi accorgimenti. Per esempio l’enfasi sulle robuste linee di basso, l’accento su delle melodie oniriche e la tendenza a creare un’atmosfera straordinariamente sensuale. Era un matrimonio perfetto tra l’edonismo sfrenato della scena USA e una certa erotica dolcezza mediterranea.

La compilation Ciao Italia

Ciao Italia. Generazioni Underground nasce da un’idea di Daniele “Shield” Contrini, con la direzione artistica di Stupefacente Studio. Il progetto ha preso forma in un doppio vinile, con un inserto firmato dal giornalista Elia Zupelli, che ricostruisce l’affresco di un’epoca attraverso le voci dei protagonisti, fotografie, interviste, rarità e abbagli notturni dal dancefloor. Accompagna il progetto un documentario di cui vi presentiamo un estratto in anteprima.

È un prezioso tributo agli artisti che hanno scritto questa storia, spesso costretti a tanti alias da non ricordarsene nemmeno, sicuramente meno celebrati dei loro colleghi di oggi: Andrea Gemolotto, Massimino Lippoli, Fabrice, Mr. Marvin, Davide Rizzatti e Angelino Albanese per la DFC, Ricky Montanari e Flavio Vecchi (Love Quartet), Paramour, Adrian Morrison e DJ Ralf per la Heartbeat. Passando per le produzioni di Alex Neri e Marco Baroni (già Kamasutra, Green Baize, Agua Re, fino a diventare i Planet Funk) per la Palmares.

E ancora, Don Carlos e Stefano Tirone (insieme Montego Bay Experience), Francesco Montefiori (aka Key Tronics Ensemble e Soft House Company) e Claudio “Moz-Art” Rispoli (Jestofunk e Omniverse) su Irma e Antima Records, Leo Mas, Rago e Farina, MBG, Paolino Bova, Gianni Bini e Paolo Martini.

Senza dimenticare nomi che sono rimasti più nell’ombra ma che hanno dato linfa e spessore alla musica made in Italy come Leo Anibaldi, Andrea Benedetti e Eugenio Vatta (Frame), Leandro Papa (Last Rhythm e Stonehenge), Cesare Cerulli e Toni Verde (Blue Zone), Graziano Ragni (High Tide), Massimo Berardi (Underground Nation Undertour Sensation e Cosmic Galaxy), Massimo Zennaro e tutti i produttori che per esigenze di spazio non sono stati inclusi in questa raccolta.

Ciao Italia è una storia che suona ancora incredibilmente attuale, i cui riverberi continuano a essere oggetto di venerazione tra DJ, clubber e cultori musicali di nuove generazioni.

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