Billboard Radar: le perle nascoste della settimana da Marco Fracasia a Ben Rector

Il nostro radar propone alcuni dei progetti usciti la scorsa settimana, meno mainstream ma non per questo meno validi
Marco Fracasia, foto di Ludovica De Santis

Come sempre venerdì scorso, 14 marzo, è uscito l’articolo della redazione con le uscite più importanti della settimana. Ovviamente però, è impossibile coprire tutto. Ogni settimana, decine di brani vengono inseriti in una playlist “nuovi ascolti”, in una nota dello smartphone, in una wishlist magari. E poi vengono dimenticati. Così, molti progetti interessanti e validi passano “under the radar”, e si finisce per scoprirli dopo molto tempo, o perderseli del tutto. Ecco quindi alcuni degli album e EP che non hanno avuto molta copertura, ma che meritano di essere ascoltati.


Nel radar: le cinque uscite più interessanti

Teddy Grossman – Soon Come

Quale miglior modo di introdursi se non con un bel giro di piano, registrato da abbastanza lontano da dare l’idea di una stanza vuota, con magari un po’ di nostalgia? Teddy Grossman, di Philadelphia, sembra vederla così. La sua musica, a metà tra il retro soul e l’Americana, è fatta di una voce potente e capace, ritornelli che restano facilmente in testa e un arrangiamento spesso “stripped down” ma efficace. Scritto negli ultimi quattro anni, Soon Come è un esordio forte e sincero, che sembra aver già convinto la critica e non solo. Al termine di Power In Pain, si può infatti sentire il grande e compianto Bill Withers (1938- 2020) commentare il brano con un “Right on time, boy”. Sembra, insomma, che il momento di Teddy Grossman stia “arrivando presto”.


Billboard Radar: Leave It On The Line, Power In Pain

Marco Fracasia – Adesso Torni a Casa

Voce fuori dal coro, tono disperato, frasi un po’ criptiche e taglienti. Non si può chiedere di meglio come identikit di un artista indie, e Marco Fracasia rientra perfettamente nei criteri. Il suo Adesso Torni a Casa sembra veramente un buon punto d’inizio, un lavoro capace di muoversi su strade poco battute dai colleghi del genere. Tra citazioni a Black Midi e Beach House e arrangiamenti che passano da chitarre shoegaze a basi ambient degne dei Múm. Influenze che però non suonano mai copie, ma parti di un tutto. Un progetto che sa bene ciò che è e che, a mio avviso, farà parlare molto di sé nei prossimi mesi. Forse solo nella scena underground, ma sicuramente con merito.

Billboard Radar: Ipersoap, Ti Voglio Dire Quanto Sono Stato Male Con Te

Brandon Boyd – Echoes & Cocoons

Brandon Boyd è la voce degli Incubus, oltre ad essere un bravissimo disegnatore ed artista. A distanza di quasi un decennio dall’ultimo progetto solista, torna questa settimana con nuova musica. Durante la pandemia, il cantante californiano ha trovato le parole per raccontare la sua quarantena. Un album cupo e quasi privo di speranze, per un futuro che sembra un prossimo medioevo, un “nuovo secolo buio”. La produzione di John Congleton (Phoebes Bridges, Lana Del Rey, The War On Drugs e molti altri) aiuta a dare un senso di claustrofobia asettica, nel quale la voce cristallina di Boyd spunta come unico spiraglio di luce al quale aggrapparsi. Un lavoro intimo e sicuramente non “easy listening”, ma che merita e soddisfa l’attenzione che richiede.

Billboard Radar: Dime In My Dryer, Two Months And A Day

Ben Rector – The Joy of Music

Dalla disperazione ad una felicità quasi naif, Ben Rector e il suo The Joy of Music portano una dose di speranza e “presabbene”. Si, con due b. Rector presenta un album dal concetto semplice, ma non per questo banale. Dietro a titoli come Dream On, Living My Best Life c’è più di un paio di frasi da cioccolatini. Ci sono canzoni che riflettono la maturità dell’artista, la serenità che riesce a trovare nelle piccole cose, la soddisfazione di aver inseguito il proprio sogno e aver vinto. “’Cause it turns out that the hardest part of growing up is not getting old, is learning how the real world goes”. The Joy of Music è una vera e propria medicina per i nostri animi malati, e mai come in questo momento dovremmo salutarla con gioia e usarla per curarci.

Billboard Radar: Supernatural, Heroes

Riela – Llorar y Perrear

Riela è una cantante di Miami, con origini cubane e panamensi, che sa fondere diversi stili, influenze e lingue a creare un sound accattivante e vincente. Il suo Spanglish e la sua versatilità, che la porta da brani R&B come Sola ad altri più sperimentali e futuristici come Pluton, convincono e fanno pensare ad una carriera di successo per la giovane. Llorar y Perrear è una specie di secondo capitolo, parte di una trilogia legata ai tarocchi, come Riela ha raccontato ai microfoni di NPR (radio americana, ndr.). Dopo il primo EP Tranquila y Tropical, ispirato dalla carta del Matto, Vagabondo (Fool in inglese), questo si concentra su La Stella. “Un mazzo di tarocchi rappresenta il percorso del Fool. Rappresenta qualcuno di molto ottimista, pieno di energie e felice. E la Stella rappresenta una persona capace di separare le emozioni, cioè il cuore e la testa”. Aspetteremo il prossimo lavoro in compagnia de tu bonita música, cara Riela.

Billboard Radar: If You Let Me, Pluton


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