Best of 2021: i migliori album dell’anno selezionati dalla redazione (prima parte)

Nel secondo anno pandemico non è mancata l’uscita di buona musica, tanto italiana quanto internazionale. Ecco le release più notevoli secondo Billboard Italia
Migliori album del 2021 - 111

Fine anno, tempo di tirare le somme sugli album usciti negli ultimi dodici mesi. Le notizie di questi giorni sull’aumento dei contagi purtroppo spostano in là l’inizio di una vera ripartenza sul fronte dei live, ma in compenso in questo secondo anno pandemico non è mancata la buona musica, tanto italiana quanto internazionale. Del resto, vi sono ricerche (come l’annuale Engaging with Music di IFPI) che testimoniano come per la maggior parte delle persone – soprattutto giovani – la musica abbia offerto un insostituibile sostegno psicologico durante i vari periodi di isolamento.


La redazione di Billboard Italia – Tommaso Toma (direttore), Silvia Danielli (condirettrice), Federico Durante (caporedattore) e le editor Benedetta Minoliti e Cristiana Lapresa – insieme alle firme del magazine ha stilato una selezione degli album più notevoli del 2021. Ecco la prima parte.


Tommaso Toma

Mahmood, Ghettolimpo

(Island / Universal Music)

Il bianco e il nero, le occlusioni metropolitane nel Gratosoglio e l’abbacinante luce della Tunisia, la sfacciataggine rap e l’eleganza pop. Dopo essere rimasto avvinghiato dall’immediatezza di Klan, tutto Ghettolimpo entra nel cuore con il tempo. Un farmaco seducente, contro ogni virus del quotidiano. Composizioni fresche, mai turgide di guest & feat. Grazie Alessandro.

Tip-Top, Chanson d’ennui

(ABKO Music & Records)

Il maître à penser dell’indie inglese Jarvis Cocker si diverte a cantare canzoni d’autore francesi su suggerimento di Randall Poster, il music supervisor più cool al mondo, che lavora da sempre con il regista Wes Anderson. Per uno come me che va in deliquio per i sussurri sexy di Serge Gainsbourg, Brigitte Fontaine e Dalida, è stato come assaggiar miele in purezza, sentire Jarvis in questa veste.

Joy Orbison, Still Slipping

(XL Recordings / Self)

Sono ancora lontani i tempi del ballo senza pensieri, ci abbiamo provato ma non siamo totalmente liberi. Ma c’è sempre il tempo di trovare album che nascono sull’asse della dance e hanno un’anima. Sparko è un dubstep scuro, Swag un potente breakbeat/2step e in Better riecheggia l’eleganza di Matthew Herbert. Come ci ha detto lui: questa è musica dance lieta e malinconica assieme.

Silvia Danielli

Venerus, Magica Musica

(Asian Fake / Sony Music)

È uscito nel momento perfetto: quando a febbraio 2021 eravamo tutti chiusi in casa a causa della pandemia, e con queste note abbiamo potuto fare un viaggio quanto meno con la fantasia. Venerus gioca con il concetto della magia già dalla cover e continua a farlo con le produzioni, tra il soul, l’R&B, l’elettronica e ovviamente i testi. È un album corposo con molti feat. e sembra incredibile che sia solo il suo primo ufficiale.

Little Simz, Sometimes I Might Be Introvert

(AWAL Recordings)

Quando a settembre la lotta sembrava essere tutta tra Kanye e Drake a spuntarla è stata invece una giovane rapper anglo-nigeriana: Little Simz. Sometimes I Might Be Introvert: ci ha avvertiti con il titolo dell’album ma questo suo essere – a volte – introversa non ha reso meno interessante, anzi, quello che aveva da dire con un flow grintoso di tutto rispetto. E con una buona dose di soul, R&B, grime e a volte anche gospel e inserimenti di spoken word.

Chiello, Oceano Paradiso

(Thaurus / Island / Universal Music)

Chiello è uscito dal gruppo (in questo caso la FSK Satellite) e ha pubblicato un album che ha sorpreso ed è stato in grado di arrivare a tutti. Si è messo in gioco completamente e ha tirato fuori tutto (o quasi) il dolore che ha dentro. Per farlo ha creato un ottimo ibrido tra cantautorato indie, rock, scrittura urban e trap che sta già facendo scuola.

Federico Durante

Arlo Parks, Collapsed in Sunbeams

(Transgressive / PIAS / Self)

Il suo indie pop tinto di sfumature soul e R&B non esita a tuffarsi a capofitto nei recessi più spigolosi dell’animo umano e neanche a incorporare un ampio ventaglio di riferimenti culturali. Artisticamente onnivora, Arlo scrive canzoni al confine con la poesia pura (sua grande passione), che mette in musica con il suo timbro vocale dolcissimo e una produzione dall’eleganza discreta.

Easy Life, life’s a beach

(Island / Universal Music)

Leicester sembrerebbe un posto concepito appositamente per tarpare le ali all’immaginazione, e invece sortisce l’effetto opposto: la musica della band è solare e sognante, romantica e colorata. Oltretutto, nel melting pot culturale della città delle Midlands, l’approccio fondamentalmente “indie pop” degli Easy Life si apre a tante contaminazioni, dal rap al jazz. Una ventata di freschezza.

Iron and Wine, Archive Series Volume No. 5: Tallahassee Recordings

(Sub Pop Records)

Il “lost album” di uno dei più brillanti cantautori statunitensi degli ultimi vent’anni fotografa tutta la maturità artistica di Samuel Beam già tre anni prima dell’esordio ufficiale (The Creek Drank the Cradle, 2002). La modalità lo-fi (strumentazione acustica minimale, registrazione su 4 tracce) non fa che illuminare l’altissima qualità di songwriting. Cold Town e Why Hate Winter sono da lacrime.

Cristiana Lapresa

Adele, 30

(Columbia / Sony Music)

Un ritorno necessario per tutti noi, perché le gioie e i dolori dell’artista inglese sono un po’ anche i nostri. Dodici nuove prove musicali, compreso il singolo Easy on Me, ci hanno incantato, coccolato, ma anche stupito e commosso per le storie incastonate in ognuna di esse. E come le perle, sono ancora più belle quando nascono nelle avversità.

Marracash, Noi, Loro, gli Altri

(Island / Universal Music)

Il nuovo progetto del rapper della Barona chiude un trittico iniziato con Status e proseguito da Persona. Quando si lotta una vita intera per trovare se stessi, la resa dei conti arriva nel confronto con gli altri. In questa analisi profonda di un presente sempre più complesso e frammentato troviamo anche Guè, Calcutta, Blanco e altri ospiti da scoprire.

Kanye West, Donda

(Def Jam / Universal Music)

L’operazione Donda non è stata solo un’enorme impresa di marketing. Kanye sa che la sua arte non è la sola musica e ogni tassello di questo ambizioso progetto, dagli show negli stadi al suo personaggio, fanno parte del gioco. Fra rap, soul, gospel e tanto altro, Ye sa dove colpire e, quando lo fa, il colpo è sempre molto difficile da schivare.

Benedetta Minoliti

Mace, OBE

(Island / Universal Music)

Mace, con il suo primo album, ci ha trasportati in un viaggio onirico dalle voci variegate, dove però sono sempre le sonorità ricercate del produttore a farla da padrone. Un lavoro sinergico con alcuni degli artisti più interessanti del panorama italiano, senza barriere di genere e con sonorità sempre differenti.

Finneas, Optimist

(Interscope / Universal Music)

Finneas non è semplicemente “il fratello di Billie Eilish”, ma uno dei produttori americani più interessanti e, soprattutto, un artista in grado di mescolare generi diversi, passando dall’elettronica di The 90s a lunghi brani strumentali come la bellissima e avvolgente Peaches Etude. Un album che è una piccola perla, passato un po’ in sordina, ma che merita sicuramente un posto tra i migliori progetti del 2021.

Sam Fender, Seventeen Going Under

(Polydor / Universal Music)

Dopo il debutto con Hypersonic Missiles, Sam Fender è tornato con un progetto che segna la sua completa maturità, pescando ancora una volta dal meglio del rock anni ’80. Questa volta il cantante ha deciso di concentrarsi su tematiche personali, raccontando alti e bassi di un giovane che sta scoprendo (anche) quanto possa essere complicato diventare adulti.


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