La loro ospitata di questa sera è fra le più attese della 68° edizione del Festival di Sanremo: Sting e Shaggy si esibiranno insieme sul palco dell’Ariston con il loro nuovo singolo Don’t Make Me Wait, che anticipa l’album “in coppia” 44/876.



Il brano, che vede i due artisti per la prima volta insieme, nasce per aiutare l’ospedale pediatrico di Kingston, capitale della Giamaica (terra di origine dello stesso Shaggy): il 6 gennaio i due cantanti hanno presentato per la prima volta live il brano in un grande concerto davanti a 20mila persone durante l’evento benefico “Shaggy & Friends” che raccoglie fondi per il Bustamante Hospital for Children.

«Ho passato molto tempo in Giamaica negli anni ’80 – racconta Sting in un incontro con la stampa prima della serata del Festival – C’è qualcosa di particolare in quell’isola: è fredda nel nord e calda nel sud. C’è un magnetismo fra gli opposti. Io credo che l’album rifletta questo in maniera gioiosa. Penso che sia un messaggio importante in questo mondo che si divide fra destra e sinistra, bianco e nero».

Non a caso Don’t Make Me Wait è un pezzo dalle evidenti suggestioni reggae, un genere musicale che ha sempre influenzato la produzione musicale di Sting dagli esordi con i Police fino a oggi. Inizialmente pensata solo per questo singolo, la collaborazione fra i due si è rapidamente sviluppata fino alla produzione di un vero e proprio album: 44/876 uscirà il 20 aprile.

«La Giamaica è casa per me – dice Shaggy (che non è nuovo a Sanremo: nel 2012 duettò con Chiara Civello) – Ci sono una community e una cultura reggae molto forti. L’Italia è il mio Paese preferito in Europa. Le persone, la cultura e l’atmosfera sono incredibili e molto simili alla Giamaica».

Non solo. Sting questa sera sarà anche protagonista dell’omaggio all’Italia interpretando Muoio per Te, versione italiana della sua Mad About You realizzata da Zucchero. «Mi hanno specificamente chiesto di cantare un brano in italiano – spiega – Molti anni fa Zucchero prese questa mia canzone e la tradusse direttamente in italiano. Così ho accettato di cantarla. In realtà è molto difficile cantare in italiano: ci sono molte sillabe. Ma mi sono preparato e se non è troppo veloce ce la posso fare. Se no, canterò in portoghese!».