Non è semplice superarsi, sempre. Non è scontato fare un passo in avanti quando alle spalle hai una serie di grandi successi. Ma Jovanotti non si è fermato. Ha messo in moto tutto quello che poteva muovere, spostare, contaminare, e il risultato è davanti agli occhi di tutti da ieri sera, quando ha inaugurato il suo nuovo tour (il “Lorenzo Live 2018”) dal Forum di Assago.

Proprio ieri, lunedì 12 febbraio, il cantante ha aperto la tournée che lo vedrà esibirsi sempre al Forum per altre undici serate e che lo porterà in tutta Italia (e non solo) fino a giugno avanzato. Durante il live torna spesso l’immagine di Don Chisciotte, figura centrale di questo nuovo progetto dal vivo. Ha raccontato Jovanotti: «Ho capito che lui inizia la sua avventura alla mia età, a 51 anni. Ho pensato che fosse un segno».



E così, il concerto si è aperto con un corto (Le Nuove Avventure di Don Chischiotte di Manuele Fior) e con alcune frasi – lette in spagnolo dall’amico Miguel Bosé – che vogliono ben spiegare a chi è dedicata questa esplosione di energia: «Ai folli veri e presunti. Agli uomini di cuore. A coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro. A tutti quelli che ancora si commuovono. Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai segni. A chi non si arrende mai. […] A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà. A tutti i cavalieri erranti».

Subito dopo, ad aprire il concerto Ti Porto Via Con Me, la nuova Le Canzoni e Penso Positivo.  È impossibile stare fermi quando Jovanotti – con l’energia che lo contraddistingue – canta correndo da una parte all’altra del palco, su alcune passerelle che lo avvicinano sempre più al pubblico. Si alternano brani del nuovo Oh, Vita! (ultimo disco di Jova prodotto da Rick Rubin) ai successi di sempre: «Nella fase di preparazione del tour, quando ho detto che volevo mettere otto o nove brani del disco nuovo, ho visto la gente intorno a me preoccuparsi. Ma dopo tutto questo tempo avrò imparato a fare una scaletta!», ha scherzato Jovanotti a fine concerto parlando ai giornalisti. Come dargli torto?



Questo concerto – che arriva a trent’anni esatti dal primo vero concerto di Jovanotti, sempre a Milano – vuole essere un appuntamento gioioso tra “il Jova” e il suo pubblico: «Volevo che questo live fosse rock’n’roll, divertente. Lo desideravo meno impostato rispetto agli ultimi. Volevo che fosse una vera e propria festa». Così, sul parterre sono presenti tredici lampadari: «Ho pensato a un lampadario che trasformasse il palasport in un salone delle feste, ma anche in una discoteca», ha spiegato.

Il pubblico reagisce con entusiasmo ai frequenti cambi di ritmo dello show, anche (e soprattutto) quando Jovanotti si mette alla consolle e propone – verso metà live – un vero e proprio dj set. L’Ombelico del Mondo e A te, L’Estate Addosso e Tutto l’Amore Che Ho: i successi sono tanti.



In questo tour ogni dettaglio è curato alla perfezione (la direzione artistica è di Jovanotti con Sergio Pappalettera e Carlo Zoratti). I videowall alternano momenti di ripresa dal vivo («Con due telecamere da cinema, e non da tv come si usa sempre») ad altri già registrati dove Jovanotti si finge uno dei suoi tanti fan in mezzo al suo pubblico: «Volevamo dare l’idea che il visual fosse un’amplificazione (anche surreale, perché no?) di ciò che avviene nel palazzetto», ci ha spiegato. I vestiti (curati da Nicolò Cerioni) sono sempre eccentrici e curati nel dettaglio. Con Penso Positivo c’è pure un videoclip nel wall in cui compaiono alcuni tra i più celebri presentatori dei tg italiani (da Emma D’Aquino a Guido Meda, da Pierluigi Pardo a Maria Concetta Mattei). Insomma, non è un semplice concerto: c’è tanta condivisione di arte (vedi la nuova storia a fumetti con protagonisti Zagor e Jovanotti), musica e cultura (così come avevamo raccontato parlando del Jova Pop Shop).

Il concerto si chiude con Le Tasche Piene di Sassi, Mezzogiorno e un brano che vuole essere un inno, un riassunto di tutto ciò che si è vissuto nelle due ore e mezza precedenti: Viva la Libertà.