Tocca a Noi: tutte le informazioni sul concertone per l’Ucraina a Bologna

Si terrà domani (martedì 5 aprile) in Piazza Maggiore l’evento benefico nato da un’idea della Rappresentante di Lista. Il ricavato andrà a Save the Children per aiutare i bambini colpiti dalla guerra
Tocca a Noi - Bologna
Bologna, Piazza Maggiore (fonte: ufficio stampa)

Tutto è partito da un semplice tweet postato dalla Rappresentante di Lista il 28 febbraio, all’indomani dello scoppio della guerra in Ucraina: “Un concertone per raccogliere fondi per i profughi e la popolazione colpita. Noi ci saremmo. Chi vorreste su quel palco?”. In breve tempo l’idea si è fatta progetto concreto e domani, martedì 5 aprile, andrà in scena in Piazza Maggiore a Bologna Tocca a Noi – Musica per la pace, il grande evento per raccogliere fondi a sostegno di Save the Children e dei bambini colpiti dal conflitto.


Tocca a Noi (evento a ingresso gratuito) ha registrato il tutto esaurito in meno di due ore dall’apertura delle prenotazioni. Erano a disposizione 7000 accessi alla piazza. Tutti possono contribuire donando 2 euro con un SMS al 45533 dal proprio cellulare e 5 o 10 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa. Si può inoltre dare il proprio contributo attraverso il sito internet di Save The Children.


La lineup di Tocca a Noi

Il concerto vede in cartellone Brunori Sas, Diodato, Elisa, Elodie, Fast Animals and Slow Kids, Gaia, Gianni Morandi, La Rappresentante di Lista, Noemi, Paolo Benvegnù, Rancore, The Zen Circus.

Condurrà l’evento Andrea Delogu e parteciperanno anche Ema Stokholma e Daniele Piervincenzi. Giovedì 7 aprile, poi, il concerto sarà trasmesso su Rai 3 e Rai Radio2 a partire dalle 21.15.

«Quello che sta succedendo in Ucraina è disumano e questo è il momento di alzare una voce comune», ha detto Gianni Morandi. «La mia solidarietà va a tutti coloro che stanno soffrendo per il conflitto. Ma soprattutto va ai bambini, spettatori silenziosi e protagonisti innocenti di una guerra tra adulti che subiscono ingiustamente».

Elisa aggiunge: «Non si può stare in silenzio e far finta di niente quando le scuole e gli ospedali vengono distrutti, i civili muoiono sotto le macerie, migliaia di persone sono costrette a nascondersi e scappare per proteggersi dalle bombe, e chi la pensa in maniera opposta viene arrestato e messo a tacere. Noi abbiamo una voce e dobbiamo farla sentire, uniti a Bologna e sempre».

E Gaia ha dichiarato: «Sono fiera di poter utilizzare la musica come veicolo sacro, di risveglio spirituale e aiuto reciproco. In questo momento così difficile, in cui l’odio e la morte continuano a bussare ai nostri cuori. Tocca a noi ricordarci che siamo tutti capaci di scegliere la luce, la forza, se non per noi, per chi in questo momento non ha il privilegio di scegliere».

Tocca a Noi - Save the Children

I commenti sull’iniziativa

«Stanno arrivando ogni giorno centinaia di profughi dall’Ucraina, soprattutto donne e bambini», ha detto in conferenza stampa il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. «Ma non ci dobbiamo dimenticare dei milioni di persone che rimangono lì e stanno vivendo un’esperienza inimmaginabile per noi. Questo è qualcosa di più di un semplice concerto. È un modo per mandare un messaggio a chi ci chiede di mobilitarci. La musica è uno dei linguaggi più capaci di attraversare i confini».

Dario Mangiaracina della Rappresentante di Lista ha raccontato: «Quel tweet è partito da un’urgenza che abbiamo sentito. Eravamo a Milano a una manifestazione per la pace e abbiamo sentito la necessità di fare qualcosa. Essendo musicisti, la prima idea è stata di organizzare un concerto per raccogliere fondi. Da lì si è attivata una macchina incredibile. Oltre ai nomi in cartellone, ci sono tanti altri artisti che hanno aderito all’iniziativa, pur non partecipando con noi sul palco. È stata un’onda che ci ha riempito di gioia».

È dal 2014, con la prima crisi in Donbass, che Save the Children è presente in Ucraina. Distribuisce aiuti sia alle famiglie tuttora presenti nel paese che a quelle che sono fuggite nei paesi limitrofi. Daniela Fatarella, direttrice generale dell’organizzazione, ha detto: «Siamo ancora dentro al paese, lavoriamo attraverso partner locali che continuano a distribuire aiuti. Lavoriamo all’interno di tutti i confini: Polonia, Romania, Lituania, Moldavia, dove vediamo arrivare fiumi di donne e bambini. Dall’inizio della crisi, un bambino al secondo è diventato profugo. Ad oggi sono arrivate in Italia 80mila persone, ma se i flussi si mantengono così diventeranno molte di più».


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