Nascono come duo nel 2015. James Cullen e Dan Cobb – in arte i The Tender – hanno pubblicato il loro album di debutto Modern Addiction alla fine dello scorso anno. Per il duo il successo è arrivato dopo la pubblicazione di Armour, brano che in poche ore ha contato migliaia di ascolti su Soundcloud.

I The Tender si esibiranno il prossimo 28 aprile al Serraglio di Milano: questo sarà il primo concerto in Italia del duo. Li abbiamo incontrati per comprendere le loro emozioni a pochi giorni dal debutto nel nostro Paese.



Come siete diventati i “The Tender”? Come e quando avete deciso di iniziare a fare musica insieme?

Ci conosciamo fin dai tempi delle scuole. Abbiamo un paio di anni di differenza ma abbiamo iniziato a vederci e a scrivere musica insieme. Il tutto ha preso il via con una band indie (chiamata New Desert Blues) che abbiamo creato qualche anno fa. Abbiamo scritto tanto e poi abbiamo invitato quattro amici a farci compagnia nella band. In questo modo il nostro controllo creativo della band si è presto smorzato ed era diventato un po’ più complicato fare musica nel modo con il quale inizialmente usavamo fare. Abbiamo deciso di provare con un po’ di musica elettronica e abbiamo scritto un po’ di roba. Eravamo solo noi due ed è stato facile perché abitavamo insieme (così come oggi). È stata la prima volta che abbiamo creato un pezzo di musica elettronica e da lì in poi abbiamo continuato.

Avete raggiunto il successo con Armour. Dopo che l’avete lanciata su Soundcloud è subito arrivata a migliaia di riproduzioni. Come è stato?

Beh, è stato surreale anche perché abbiamo scritto il pezzo una mattina, lo abbiamo pubblicato verso ora di pranzo e il giorno dopo era già in prima su Reddit. Da lì abbiamo deciso di pubblicare il nostro primo EP e abbiamo scritto il resto delle canzoni le due/tre settimane successive a casa, nella camera da letto di James, dove avevamo un piccolo studio. Da allora ci siamo divertiti tantissimo e abbiamo pubblicato pezzi nuovi appena possibile. È tutto molto libero.

Nel vostro album di debutto Modern Addiction parlate delle relazioni dal punto di vista del benessere ma anche della dipendenza. Perché questa scelta?

Volevamo portare i temi dell’album alle basi della musica. La musica è qualcosa di primitivo che tocca gli uomini in modalità che ricordano i comportamenti istintivi. Volevamo unire questa cosa con i sentimenti collegati al ballare, gioire, amare e con le dipendenze che agiscono in un modo simile. Tutte queste cose giocano con le endorfine all’interno del tuo cervello e volevamo che la musica fosse uno stimolo per questo.



Come descrivereste il vostro genere? Quali sono le vostre influenze musicali?

Non riusciamo a descriverlo in un’unica frase. Forse “indie-electro” o “dark pop” sono le descrizioni più semplici. Noi volevamo unire la struttura dell’elettronica con i suoni più organici di batteria e basso , ma mantenendo un groove malinconico. Noi abbiamo tantissime influenze, ma proviamo a non avvicinarci troppo a nessuna di esse, in modo da creare qualcosa di veramente inedito. Ascoltamo molto Tame Impala, The National, The War on Drugs, Air, Bonobo, Jungle, Bon Iver, Charles Bradley, Blur e i The Beatles.

Vi esibirete il 28 aprile al Serraglio di Milano (qui le informazioni per l’acquisto dei biglietti). Come vi sentite? È il primo incontro dei The Tender con il pubblico italiano?

Siamo davvero felici di suonare in Italia. È un paese che adoriamo e che abbiamo visitato un paio di volte in vacanza, ma nessuno di noi è mai stato a Milano. Abbiamo entrambi amici italiani qui a Londra, quindi per noi sarà davvero bello suonare nella loro terra. Inoltre, riceviamo spesso messaggi davvero carini da fan italiani, quindi, davvero, non vediamo l’ora di suonare al Serraglio.