I The Killers sono ancora “Glamorous Indie Rock & Roll”. Il racconto del concerto al Milano Summer Festival

In scaletta i brani iconici della band di Las Vegas, per quasi due ore di musica. Non manca un tributo all’Italia, con Brandon Flowers che intona sul palco “Ti Amo” di Umberto Tozzi
Brandon Flowers The Killers
Brandon Flowers, foto di Rob Loud

Quella di ieri è stata una serata Straordinaria (con un s maiuscola doverosa) per gli amanti della musica. Da una parte, nel tempio del calcio meneghino, i Rolling Stones, per l’unica data italiana del loro tour europeo per i 60 anni di carriera, e dall’altra i The Killers, all’Ippodromo Snai San Siro per il Milano Summer Festival.

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Un concerto rimandato per due anni, causa pandemia. Due dischi nel mezzo, Imploding the Mirage e Pressure Machine, che ancora una volta hanno sottolineato l’evoluzione e la raffinatezza della band di Brandon Flowers.


Ad aprire il concerto dei The Killers sono i The Lathums, band di Wigam (come più volte sottolinea il cantante) che scalda il pubblico in attesa del gruppo di Las Vegas. Per chi non li conosceva, come me, è stata una piacevole sorpresa. Il segno che quel “Glamorous Indie Rock & Roll” di cui cantavano proprio i The Killers nel loro primo album, Hot Fuss, è ancora vivo e gode di buona salute.

L’Ippodromo, va detto, non è pienissimo. La calda estate dei concerti ha segnato sì un grande ritorno della musica live, ma anche uno “scendere a patti” con i tantissimi eventi. Bisogna fare delle scelte, e il dono dell’ubiquità, per il momento, non è riservato a nessuno. Tra l’altro, un appello a chi gestisce il food & beverage di questi grandi eventi: un panino prosciutto e formaggio non può costare 12 euro. Stesso discorso per una birra, venduta al prezzo stellare di 8 euro. Questi dettagli, comunque, fortunatamente non compromettono la buona riuscita dei concerti, ma pesano solo sulle tasche di chi partecipa da spettatore (che comunque non è poco).

The Killers: una scaletta “da sogno” e i 41 anni di Brandon Flowers

I The Killers arrivano sul palco con l’ormai canonico quarto d’ora di ritardo. Saranno stati dietro le quinte a festeggiare Brandon Flowers, che ha spento 41 candeline. Un bel modo di celebrare il proprio compleanno, quello di esibirsi di fronte al pubblico adorante del Milano Summer Festival.

La band propone una scaletta da “concerti dei sogni”. Brandon e compagni si concentrano soprattutto sui loro grandi successi, da Human, che arriva quasi a fine concerto, a Somebody Told Me, che fa scatenare il pubblico.

Il frontman dei The Killers non si ferma un attimo, neanche quando inizia a piovere. C’è chi dice che Mick Jagger, che ha sconfitto il Covid in poco meno di una settimana, sia anche riuscito nell’impresa (quasi da Dio) di far smettere quella leggera pioggerella che bagna e rinfresca il popolo della musica a Milano. Noi un po’ ci crediamo.

The Killers
The Killers, foto di Rob Loud

Brandon Flowers parla poco. Ringrazia il pubblico, anche quel fan che ad un certo punto gli allunga 20 euro. Un modo per ringraziarlo di aver suonato uno dei suoi brani preferiti. Certo che siamo proprio strani, ma il bello dei concerti è anche questo.

«Ognuno ha la sua luce. Per me sono mia moglie e i miei figli» racconta il frontman dei The Killers. A fare da sfondo ai brani, da Jenny Was a Friend of Mine a Smile Like You Mean It (uno dei brani più belli, a mio parere, della band), fino a Dustland Fairytale e Runaways e The Man, sono i visual, dove spicca anche il David di Donatello, sulle note di Human. Difficile, inoltre, non rimanere impressionati da tutta la band, uno su tutti Ronnie Vannucci, batterista e altra colonna portante del gruppo di Las Vegas.

Durante lo show arriva anche un momento totalmente inaspettato. Brandon Flowers poggia per terra un foglio, guarda il pubblico e intona Ti Amo di Umberto Tozzi. Omaggio al nostro Paese e al suo pubblico.

Il concerto si chiude con The Man e le immancabili Human e Mr. Brightside. Quest’ultima portata in una doppia versione. La prima meno d’impatto di quella originale, che invece chiude il concerto, con il pubblico che canta ogni singola parola.

I The Killers sono ancora “Glamorous Indie Rock & Roll”, nonostante con gli ultimi due album ci abbiano dimostrato che la direzione presa dalla band è diversa. Sono cambiati, ma non per questo il pubblico ha smesso di seguirli, da quel lontano 2004.

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