Stromae: vedi alla voce “creatività”. Il racconto del live al Milano Summer Festival

Il cantante belga è già nel futuro, tra cani robotici, braccia meccaniche, luci e una scaletta di 18 brani, dal suo ultimo album alle immancabili mega hit
Stromae
Stromae, foto di Maria Laura Arturi

Stromae si è fatto attendere ieri sera, iniziando il suo concerto con poco più di mezz’ora di ritardo. Ma, alla fine, i suoi fan lo hanno atteso per sette anni, quindi aspettare qualche minuto in più probabilmente non ha cambiato la vita di nessuno. I 16mila del Milano Summer Festival, rassegna che sta portando tantissimi artisti italiani e internazionali all’Ippodromo Snai San Siro, sanno aspettare.


Sul palco, come opening act di questa caldissima serata di Milano Summer Festival, ci sono Rhove e Margherita Vicario. Il primo, scelta piuttosto bizzarra, me lo perdo, purtroppo. Margherita è a suo agio e sul palco porta i suoi brani più amati. Un bel banco di prova, in attesa dello Sziget.


Quando il sole è quasi scomparso, ecco accendersi il grande schermo sul palco, che illumina le quattro postazioni che ricordano quelle dei Kraftwerk. In stile cartoon, assistiamo ad una storia nella storia, con Stromae sempre come protagonista. Un segno che quello che stiamo per vedere sarà molto più di un semplice concerto.

Ed è proprio così. Stromae porta sul palco 18 brani, per due ore circa di musica, con delle scenografie che a raccontarle quasi non ci si crede. Schermi, supportati da braccia robotiche, che ruotano per tutto il palco, un cane robot che arriva per portare al cantante la giacca che indossa nel video di Papaoutai, il video dove l’avatar di Stromae spiega i passi di danza di Santè, il singolo che ha segnato il suo ritorno e ha anticipato il suo ultimo album, Multitude.

Non c’è un elemento fuoriposto. Il concerto è curato nei minimi dettagli e l’unica cosa che mi fa dire è: “Caspita, sarebbe bellissimo vederlo su un palco più grande”. Perché sì, sarebbe stato davvero da lucciconi agli occhi vedere Stromae a Coachella, primo festival in cui si è esibito dopo la sua lunga assenza. Soprattutto, dopo alcuni live “disastrosi”, finalmente l’audio è degno di essere chiamato tale. I prezzi al bar continuano ad essere folli, ma su quello ormai ci ho quasi perso le speranze.

Tornando a Stromae, il cantante non si risparmia, proponendo brani da Multitude, dal disco della consacrazione racine carrée e, ovviamente, l’immancabile Alors on danse (da Cheese) in chiusura. Con quest’ultimo brano il pubblico si scatena, anche se ha ballato e saltato per tutto il concerto (precisazione doverosa) e ha seguito quasi parola per parola i testi delle canzoni. Non semplice, ma questa è un’ennesima dimostrazione del successo, anche nel nostro Paese, di Stromae.

Su Alors on danse anche Stromae ci dà dentro, ricordandoci il successo che ha avuto, in tempi recenti, la canzone su TikTok. “Ve lo ricordate il trend?”. E come potremmo dimenticarlo? Soprattutto se viene riproposto dal cantante sul palco.

Il pubblico è attentissimo soprattutto alle super hit di Stromae: Formidable, Tout Les Memes e Papaoutai. Nonostante il brano sia dedicato al padre, scomparso durante il genocidio in Ruanda, e non abbia proprio un testo felice, è impossibile non scatenarsi. Il cantante lo sa bene e infatti invita tutti a ballare.

Con Santè, però, si raggiunge il momento a mio avviso topico del concerto. Non tanto perché questo è stato il singolo del suo ritorno, ma perché è dedicato a tutti coloro che lavorano mentre gli altri si divertono. Esattamente come gli addetti ai lavori e tutti coloro che stanno dietro, e non solo, ai grandi eventi live. E infatti, alla fine del brano, Stromae ringrazia tutti, ad uno ad uno. E anche nel finale, dopo aver cantato a cappella Mon Amour, sono apparsi sullo schermo i titoli di coda con tutti i ringraziamenti possibili e immaginabili.

Dopo due ore si ha la sensazione nitida di aver assistito a qualcosa che va oltre il concerto o il concetto di live. Uno show unico, curato ed elegante, degno di un’artista internazionale come Stromae, che ha fatto della creatività, sotto ogni sua forma, il suo grandissimo punto di forza. Sembra quasi volato nel futuro e tornato solo perché potessimo godere della sua geniliatà e di un modo di fare musica difficilmente imitabile o riproducibile.

Stromae tornerà in Italia nel 2023, per un’unica data al Palazzo dello Sport di Roma prevista per il 16 maggio.


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