In “Cinema Samuele Tour” di Bersani c’è tutto il mondo che vuole sopravvivere all’oblio delle stories da 10 secondi

Il teatro, i musicisti, il leggio, la dimensione intima del cantastorie che si relaziona al suo pubblico. Ieri c’è stata la prima data a Bologna del cantautore riminese: un live immaginifico per una carriera trentennale. Il nostro racconto
Samuele Bersani
Samuele Bersani, foto ufficio stampa

“Finalmente”. Samuele Bersani ha questa “parola semplice da dire”. Nel tour di Cinema Samuele, partito ieri da Bologna, EuropAuditorium, c’è l’eco di un mondo che vuole sopravvivere all’oblio delle storie da 10 secondi: c’è il teatro, i musicisti, il leggio. C’è la dimensione intima del cantautore/cantastorie che si relaziona al suo pubblico facendolo ridere ed emozionare, chiedendo con inconsueta umiltà di mandare consigli e suggerimenti via Instagram. «Se non rispondo sono io a non farlo, ma se rispondo sono proprio io che lo faccio», spiega lui.


C’è ovviamente il suo ultimo disco che dà il titolo al tour, il nono della sua carriera. Realizzato a distanza di sette anni dal precedente e uscito per Sony Music nell’ottobre del 2020 («Dovevo aspettare che arrivasse una pandemia per pubblicarlo», commenta ridendo). Ovviamente c’è Bologna, la città che lo ha accolto e adottato: «Sono arrivato con una sola canzone, e qui ho scritto tutte le altre».


Il live immaginifico di Samuele è il connubio imprescindibile di video colorati e intensi, a punteggiare con delicatezza il diario sonoro di una carriera trentennale costellata di premi e successi, non ultimo il Tenco (il quarto della sua storia musicale) proprio per Cinema Samuele.

Samuele Bersani
Samuele Bersani in concerto a Bologna, foto ufficio stampa

Samuele Bersani e la dedica all’amico e mentore Lucio Dalla

La dedica all’amico e mentore Lucio Dalla arriva a pochi brani dall’inizio del concerto con un’intensa versione di Replay, singolo che Bersani portò al Festival di Sanremo nel 2000, vincendo il premio della critica Mia Martini, e che a Bologna ha introdotto salutando Tobia Righi in sala, “storico braccio destro di Lucio”.

Il cantautore romagnolo si ferma di tanto in tanto solo per raccontare al pubblico la genesi delle canzoni, non senza un pizzico di ironia. «Avete presente Vasco quando spiega le sue canzoni che ripete il testo e basta?». Poi, nel fragore delle risate del pubblico continua a descrivere il nuovo brano L’intervista: «L’assenza di umiltà si sta facendo sentire di questi tempi. Il mondo è pieno di gente che si vanta di aver fatto chissà cosa, oppure si prende il merito di cose che hanno fatto altri».

Una felicità che “asciuga la bocca”

Su Spaccacuore si levano i cori dalle poltrone dell’EuropAuditorium tutto esaurito. Così come su En e Xanax, pezzo del 2013 «nato di getto tra via Rolandino e piazza San Domenico”. Il live prosegue con Distopici, brano fondamentale, al punto che ho deciso di chiuderci il disco. Oggi la musica non viene più ascoltata con quel tipo di attenzione e passione che avevamo un tempo – spiega Bersani – gliel’abbiamo data su perché abbiamo una fame di tempo incredibile. Io stesso capisco la difficoltà di ascoltare un disco per intero, ma l’ultima canzone è sempre quella che ti lascia il sapore dell’intero album».

Ad una versione accelerata e quasi caraibica di Coccodrilli, segue quella cupa dello storico brano Chicco e Spillo, poi ancora il singolo che ha segnato i primi anni ’90 FreakIl pescatore di asterischi, e in chiusura la poetica Giudizi Universali, «che è diventata talmente popolare che nel ritornello la cantano tutti – spiega Samuele – solo che cantano ‘vorrei ma non posso’ e invece la canzone dice ‘potrei ma non voglio’!».

La prima tappa del tour di Cinema Samuele è stata un tale successo che Bersani è costretto a bere un bicchier d’acqua prima di ringraziare il pubblico: «Ho una felicità che mi ha asciugato la bocca».

Articolo di Federica Mingarelli


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