Salmo zittisce gli hater e fa tremare San Siro con il suo rap

Per la prima volta un rapper solista allo stadio Meazza di Milano. E no, non ha fatto FLOP per niente tra mega palco, luci, fuochi d’artificio, una band potente e tanti ospiti. Anche Fedez
Salmo
Salmo, foto di Emanuela Giurano

«Questo live è un Flop», rappa tra le righe Salmo che non sorride spesso ma quando lo fa emerge tutta la sua meritata soddisfazione. Davanti a sé ha lo stadio San Siro quasi pieno, è mercoledì 6 luglio, una data in qualche modo storica. Ok, il Meazza non sarà colmo fino al terzo anello come per alcuni concerti pop dei giorni precedenti, però ha la zona prato piena e soprattutto bella carica. E così il primo e il secondo anello. Proprio come il rapper sardo, prima in giacca rossa con striature grigie, e poi a torso nudo.


È la prima volta che lo stadio ospita il live-act di un rapper solista. Nel 2018 c’era stato il concerto di Fedez e J-Ax. Certo, non è la primissima volta per Salmo perché nel 2015 aveva aperto il concerto di Jovanotti. Ma chiaramente è la prima volta come padrone di casa. E così non rimane da solo nel corso della serata.


Gli ospiti del concerto di Salmo, da Blanco a Noyz Narcos

Nella parte finale, con il DJ Damianito a curare le basi, invita Lazza, Ensi, Nitro, Blanco, Noyz Narcos. Eh sì, persino Fedez per una gag sul palco con finta bottiglia spaccata sulla sua testa, anche evitabile.

Sul palco, per buona parte del concerto, c’è una super band che ora quasi tutti i rapper amano avere in concerto ma che lui, Maurizio Pisciottu, fu sicuramente tra i primi a chiamare in tempi non sospetti. Le Carie (ovvero Frenetik e Marco Azara alla chitarra, Jacopo Volpe alla batteria, Dade al basso, El Verano). Sono lì per testimoniare tutto l’amore del rapper/attore/anche DJ TREEPLO sardo per la musica suonata, in particolare per il rock-metal dei suoi esordi. Ma non è cross-over. Korn, Rage Against The Machine, Deftones sono un’altra cosa. È Salmo e in Italia è piuttosto un’eccezione. Quello di San Siro è un live che non cala mai, sempre con la tensione altissima e con l’acceleratore spinto all’ennesima potenza. Un concerto decisamente muscolare con una netta prevalenza di pubblico maschile (e vedere per la prima volta in coda per il bagno gli uomini piuttosto che le donne, ne è la massima testimonianza!).

Salmo
Salmo, foto di Emanuela Giurano

In scaletta tutti i pezzi forti, da 90 Minuti a Perdonami

Il palco (disegnato da Andrea Staleni) è bello imponente con due chele a forma di granchio speculari che sembrano chiudere gli spettatori davanti. Led, fuochi, geyser, tre mega schermi alle spalle e una piramide dove in cima si trova il batterista Jacopo Volpe e sotto di lui un teschio con gli occhi che illuminano. Il riferimento è alla maschera della cover di Hellvisback, l’album triplo disco di platino del 2016. E alla fine arriverà anche una Cadillac Fleetwood, come nel vinile di FLOP, nonché i fuochi d’artificio.

In scaletta ovviamente tutti i pezzi forti. Salmo invita: “Prego, sedetevi comodi”, cioè parte con 90 Minuti. Poi Mic Taser e un breve discorso. Non parla mai troppo e infatti ci tiene a ringraziare i suoi fan per essere arrivato dove è questa sera.

Poi Antipatico. “Sì, sono proprio il tipo, l’antipatico. Ma quando ho il mic in mano, Cristo, esplode l’antipanico”. Salmo è amato e odiato, lo sa benissimo. Dentro e fuori la scena rap. Di sicuro però se ne è meritato il rispetto.

Salmo
Salmo, foto di Emanuela Giurano

“Se dico quello che penso. Non resta neanche un amico. Sono una merda confesso. Se penso a quello che dico”: ci ricorda in Perdonami, il pezzo che tutti conoscono e che battè il record di ascolti in un giorno su Spotify nel 2017.

Sul palco arriva anche, nel panni di un addetto alle pulizie, Jonathan Vagni, l’attore che interpreta VIVO, il monologo contenuto nell’ultimo album FLOP. “Hai stretto la vita così forte Che te sei spezzato un braccio Poesia, sì ma non è bastata”. Le parole non si sentono in maniera chiara. Peccato, perché è un altro tassello per ricostruire l’epopea di Salmo che gioca contro i detrattori, fin dalla scelta di intitolare l’ultimo album FLOP. Nel gioco, si veste anche da vescovo per A DIO. Introduce il primo pezzo scritto nel 2011 La prima volta raccontandone tutta l’emozione ed è poi il momento di Russell Crowe, uno dei pezzi più belli tratto da Midnite del 2013.

L’arrivo di Fedez sul palco: pace fatta con Salmo

Dopo la hit S.A.L.M.O arriva appunto Fedez. I due dopo essersi sempre attaccati via social, soprattutto nell’ultimo anno in merito al concerto non autorizzato di Salmo in Sardegna, raccontano di aver fatto pace. Poi però Fedez finge di spaccare una bottiglia in testa a Salmo che cade disteso sul palco. Federico Lucia rappa delle barre tratte dal Rap nel mio Paese di Fabri Fibra che lo vedevano protagonista: “10 in comunicazione Non uso mai l’inglese Ora faccio un’eccezione Fuck Fedez”. “Stasera offre Fedez, raga”. Conclude Salmo. Metateatro?

Salmo San Sirp
Il pubblico a San Siro per il live di Salmo, foto di Emanuela Giurano

Iconici i momenti finali con Dj Damianito e gli ospiti, dove San Siro trema proprio visibilmente. Lazza si gode il suo successo a San Siro forte del suo ultimo album Sirio ancora primo della classifica FIMI/GfK. Ensi dimostra sempre le sue indiscutibili doti di MC proprio come Nitro, che – entrato in Machete dieci anni fa – ringrazia Salmo per aver creduto in lui dal primo momento. È il momento anche di Blanco, l’artista dei record, che canta con Salmo la loro (con Mace) La canzone nostra. E dell’intramontabile Mc Check con Noyz Narcos.

Su 1984 Salmo si lancia in uno stagediving con materassino (perché non senza?) e l’ultimo pezzo è Il cielo in una stanza. Anzi è La Bamba, che aveva inserito in un’ironica scaletta condivisa sui social nel pomeriggio, con il testo riadattato. “Molla la bamba. Io non soy più pipero”. Amen. E così Salmo chiude la sua messa. Un concerto che di sicuro non è stato un FLOP.


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