Il nostro report del Movement a Torino: la techno non conosce la crisi
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Il nostro report del Movement a Torino: la techno non conosce la crisi

Da Amelie Lens al back-to-back tra Joseph Capriati e Jamie Jones. Il nostro report del Movement Torino (che ha visto un incremento del 18% rispetto al 2018)

Il nostro report del Movement a Torino: la techno non conosce la crisi

La bellezza di Amelie Lens che balla leggera sulle sue note techno intransigenti. Oppure la sicurezza e la famigliarità con la consolle che mostra Joseph Capriati che durante il back-to-back con Jamie Jones continua a voltarsi indietro verso gli amici con un sorrisone soddisfatto. Sono solo due momenti che potrebbero sintetizzare la serata di giovedì 31 ottobre del Movement Torino al Lingotto ma ce ne sarebbero, ovviamente, molti di più.

La data era sold-out, persone provenienti da 36 Paesi nel mondo oltre all’Italia, con un incremento del 18% rispetto allo scorso anno e noi di Billboard abbiamo trasmesso in diretta streaming buona parte dei live set.

Streghe, diavoli, Nairobi e Tokio e gli altri della Casa di Carta, vampiri sanguinanti. Il pubblico ha sposato più che mai il mood Halloween quest’anno e ha invaso gli spazi immensi del Lingotto, ex fabbrica della Fiat, dove erano collocati i due palchi, quello SEAT e quello Jägermeister.

Alcune immagini del Movement 2019

A scaldare gli animi ci pensa subito Amelie Lens che sale dietro alla console del SEAT stage alle 22 puntuali. Non è troppo presto per richiamare moltissime persone che ballano immediatamente la techno dura e senza compromessi della DJ ed ex modella belga. Lei saltella leggiadra con uno stile unico, vestita semplicemente con leggings, sneakers nere e maglietta ma picchia giù di brutto come al suo solito. E poterla ammirare è già uno spettacolo.

Nel frattempo, sul palco Jägermeister si esibisce Eddy M, il DJ siciliano che da Capo d’Orlando è approdato alle feste Elrow a Barcellona e allo Space di Ibiza. La sua tech-house è sicuramente più morbida e aperta rispetto ai suoni di Amelie ma comunque d’impatto.

Sullo SEAT Stage, abbandonata la scena in fretta da Amelie perché deve raggiungere Jesolo per suonare in tarda serata, sale un’altra figura femminile decisamente potente: Anastasia Kristensen.

Un videoclip che racconta questo Movement 2019



Russa, cresciuta studiando con disciplina il balletto nazionale, ora vive a Copenaghen ed è spesso stata definita un tornado per il suo approccio destabilizzante alla techno. Il suo live set non è affatto scontato: ai suoni duri ama alternare sprazzi di electro per poi virare verso breakbeat hardcore. “Do what you want forever” è la scritta della sua maglietta mentre si esibisce. Ok, Anastasia, lo faremo.

Sullo Jägermeister si alternano uno dopo l’altro due degli inventori di quel marchio di fabbrica-garanzia di divertimento senza freni che è Solid Grooves ovvero Pawsa e Michael Bibi (mentre il terzo membro, lo spagnolo, ultra-premiato, Dennis Cruz sarà quasi al termine della nottata). Entrambi sono la quintessenza della coolness underground londinese ed è proprio da Londra, infatti, che sono partiti per conquistare poi anche il Privilege di Ibiza. Altissimo, pantaloni morbidi neri e maglia nera, Pawsa, che diverte con i suoi continui stacchi verso la old school pur mantenendo il calore del dancefloor costantemente alto. Pantaloni dentro i calzini bianchi di spugna e maglietta lunga, Michael Bibi, amante anche lui delle incursioni in territori poco esplorati come una tromba jazz a cui dà molto spazio durante la sua performance.

Il palco SEAT, intanto, continua a proporre una linea più dura e pura con un esponente di spicco della techno Detroit, non uno dei più famosi certamente, ma uno che nell’ombra è riuscito a guadagnarsi il rispetto della scena: Dj Bone. Non ci sono vie di mezzo e abbellimenti nel suo set, i bpm vengono sparati altissimi. E a un certo punto Bone omaggia anche Childish Gambino con frammenti del pezzo più politico e anti-razzista dell’artista americano di colore: This Is America. Torino, ora e più che mai, si avvicina a Detroit. Città industriali (o ex-industriali) che hanno scoperto e valorizzato la forza della musica elettronica negli anni.

Altre immagini del Movement 2019

Finisce Dj Bone e arriva il momento più atteso di tutta la notte: il mitico back-to-back tra Joseph Capriati e Jamie Jones. Joseph, ovvero il “nostro” Giuseppe Capriati è ormai una gloria nazionale che ci riconosce chiunque nel mondo. Il back-to-back, che per qualcuno potrebbe anche essere insidioso, non ha segreti per lui. Tanto più che si ritrova fianco a fianco al gallese Jamie Jones, già suo compagno/rivale tante altre volte. Infatti, Joseph continua a voltarsi verso gli amici dietro di lui con una sicurezza unica. Tanto che probabilmente se potesse offrirebbe lui da bere a tutti mentre suona.

Chiudono la nottata il già citato Dennis Cruz e il duo techno olandese sempre più in ascesa degli Anotr. Una nottata che ha dimostrato ancora una volta come la techno (e tutte le sue diramazioni) non conosca il minimo segnale di crisi anche oggi e sia sempre, dai rave party ai festival organizzati, il perfetto corrispettivo in musica della parola libertà.

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