Michele Riondino: «Organizzare Cinzella oggi significa non mollare l’osso»

L’attore del Giovane Montalbano è anche direttore artistico. Michele Riondino ci racconta soddisfazioni e difficoltà del festival pugliese in epoca Covid
Michele Riondino, direttore artistico del Cinzella Festival. Foto di Maurizio Greco
Michele Riondino, direttore artistico del Cinzella Festival. Foto di Maurizio Greco

Michele Riondino non è solo il commissario Montalbano da giovane e l’attore di talento presente in moltissimi film e produzioni tv degli ultimi anni. Si sa che è un appassionato cultore di musica ed è organizzatore, insieme a Roy Paci e Diodato, del Primo Maggio Taranto. Un po’ meno conosciuto, forse, è il ruolo di direttore artistico del Cinzella Festival a Grottaglie, in Puglia.

Uno dei pochi festival che si terrà quest’anno in Italia, anche grazie alla location che consente un adeguato distanziamento fisico: un’arena naturale alle Cave di Fantiano. Dal 12 al 15 agosto si terranno concerti, talk, presentazioni di film in un luogo dove «le persone possono stare anche in piedi senza essere attaccate», come ci ha raccontato Riondino al telefono. Non sono mancate le difficoltà, ovviamente, per organizzare tutto.

La line-up con nomi stranieri è stata riveduta e corretta a causa delle restrizioni imposte agli spostamenti (cancellato Mark Lanegan), ma ci saranno ugualmente spettacoli di artisti italiani di livello: dai Guano Padano (12 agosto) a Andrea Laslo De Simone (14 agosto), dai Bud Spencer Blues Explosion (sempre 14 agosto) a Diodato (15 agosto).

Michele, avete mai pensato che avreste potuto non tenerlo quest’anno?

Certo. Durante il lockdown sinceramente credevamo di realizzarlo ma proprio appena è terminato abbiamo iniziato a temere per il peggio. Perché abbiamo iniziato ad avere un sacco di defezioni. Abbiamo messo tutto in dubbio quando le istituzioni, dal Governo alla Regione, non ci davano le direttive adeguate. I mesi passavano e noi non sapevamo come fare. Per fortuna il comune di Grottaglie ci ha dato una grandissima fiducia. Comunque bisogna dirlo: andare a un concerto in tempo di Covid è una scelta importante da parte dello spettatore. Per questo noi ci siamo reinventati delle performance che potessero soddisfare queste nuove richieste. Diodato farà una performance apposta e molto particolare. Andrea Laszlo De Simone canterà con un’orchestra di 12 elementi, anche i Bud Spencer Blues Explosion hanno adattato il loro live.

Avete avuto degli aiuti regionali o nazionali?

No, ma nemmeno nei 4 anni da quando lo stiamo organizzando li abbiamo avuti. Solo la Puglia Film Commission ci aiuta e solo per la parte cinematografica. Per quella musicale facciamo tutto noi. Sono saltati gli sponsor e non possiamo contare sul botteghino perché ovviamente a causa del Covid è stata ridotta la capienza. Insomma, di problemi ne abbiamo parecchi. Organizzare Cinzella oggi significa non mollare l’osso in questo momento, reagire al Covid e a una realtà che vuole spegnere la musica e la cultura.

Quali saranno i momenti più importanti della parte cinematografica?

Credo che il filo conduttore per tutti i film scelti sia quello dell’esperienza. PJ Harvey ha fatto questo viaggio complicato in Afghanistan e Medio Oriente insieme al fotografo Seamus Murphy e ce lo racconta attraverso le immagini di A Dog Called Money che proietteremo il 12 agosto. Per entrare ancora meglio in questo film-esperienza, ne parleremo dalle 20 con Alessandro Asso Stefana che ci racconterà della sua collaborazione con PJ (e poi suonerà con i Guano Padano).

Poi presentiamo un altro film sulla realtà black di Baltimora, Dark City Beneath The Beat: più di un film, un documentario. La regista, TT The Artist, è anche una musicista e dà quasi vita a un concerto virtuale. Si viene a conoscere in profondità una città come Baltimora che è molto simile a Taranto.

E a proposito di Taranto proietteremo il documentario Liberi e Pensanti: Uno Maggio Taranto di Giorgio Testi, Francesco Zippel, Fabrizio Fichera che ha sostituito quest’anno il concerto del Primo Maggio.

A proposito del comitato Liberi e Pensanti che lotta per portare all’attenzione dell’opinione pubblica i gravi problemi di salute collegati alla fabbrica ex-Ilva, in conferenza stampa per presentare questo documentario avete detto che ora, con l’emergenza Covid, tutta Italia si trova a dover scegliere tra salute e lavoro.

Certo, noi a Taranto non abbiamo sentito il Covid perché abbiamo un problema molto più grande che si chiama tumore. Ognuno di noi ha almeno un caso in famiglia. Non avremmo mai voluto augurare che tutto il mondo vivesse il nostro dramma cioè essere costretti a decidere se rimanere chiusi in casa o andare a lavorare rischiando di fare ammalare la propria famiglia. Noi purtroppo siamo abituati. Vorremmo che la politica avesse detto che viene prima la salute della salute anche per i tarantini.

Michele, se dovessero chiederti quale è l’aspetto unico del Cinzella diresti la location?

Le Cave di Fantiano, all’interno della gravina pugliese, circondate dalla macchia mediterranea, sono un posto meraviglioso che ci promettiamo di valorizzare ogni anno di più. Ma anche l’atmosfera di famigliarità e intimità che si respira al festival è altrettanto importante. Negli anni scorsi potevi ritrovarti tutti ma proprio tutti, dai Nothing But Thieves ai Franz Ferdinand, dagli Afterhours a Peter Murphy, a giocare a calcetto quando avevano finito di suonare. Sarà perché siamo nuovi rispetto a questo mestiere ma questa capacità di familiarizzare ce l’hanno riconosciuta in tanti.

Un anno abbiamo anche trovato Alex Capranos dei Franz Ferdinand, tranquillo senza body-guard, a farsi le foto con le ceramiche a Grottaglie!

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