Marco Mengoni ieri sera a Milano ha vinto ogni paura e ha presentato alcuni brani inediti di “Materia (Pelle)”

Un palazzetto gremito come non si vedeva da tempo quello che ha accolto l’artista per la prima delle quattro date milanesi, tutte completamente sold out. Un live costellato di tante sorprese, da brani tratti dal nuovo album in uscita domani, e l’annuncio di un nuovo tour negli stadi previsto per l’estate 2023
Marco Mengoni, Mediolanum forum, 5 ottobre 2022, foto di Andrea Bianchera

«Nel palazzetto mi sento più protetto rispetto allo stadio. È come se potessi parlare all’orecchio delle persone che mi stanno davanti», racconta alla stampa Marco Mengoni poco prima di salire sul palco. E ieri sera al Mediolanum Forum di Assago di orecchie a cui parlare – e cantare – ce n’erano un mare. Anzi, un oceano Atlantico. Il palasport è infatti gremito come non mai per accogliere Marco nella prima delle quattro date (nemmeno a dirlo, tutte sold out. Esattamente come tutte le altre nove date nei palazzetti di tutta Italia) nella venue milanese che ormai è diventata casa. E se la metratura del palasport milanese non è la stessa di quella di uno stadio, lo è però l’energia che trasuda dal parterre e dagli spalti (in cui non c’è nemmeno un seggiolino vuoto) sin dall’ingresso di Marco direttamente tra il pubblico.

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«Abbiamo suonato al Forum tantissime volte», dice Marco Mengoni con la voce comprensibilmente tremula di fronte a quasi 13mila persone, «ma ogni volta è incredibile. È come se fosse sempre la prima». Che forse sembrerà una frase fatta, di quelle che si dicono da copione. Basta però guardare i suoi occhi lucidi per capire che in quelle parole c’è tutta la sincerità e la genuinità di un artista che vive ancora il palco e il calore del suo pubblico come se questi dieci anni di carriera non fossero passati mai.


Lo stupore che si percepisce dallo sguardo e dai gesti è infatti ancora quello di un fanciullino che scopre il mondo per la prima volta. E allora, nei momenti in cui viene sopraffatto dall’emozione (e lo siamo un po’ anche noi per lui), a braccia aperte e sguardo rivolto verso l’alto Marco si gode ogni singolo istante del suo sogno e avvolge metaforicamente ogni singola persona accorsa per farne parte, a dimostrazione che quando semini così tanto amore e magia non può che tornarti indietro elevata all’ennesima potenza.

Marco Mengoni ha combattuto la paura e, da vero Guerriero, l’ha vinta

Quello tra Marco Mengoni e i suoi fan non è solo uno scambio musicale, ma anche profondamente umano, in un momento storico in cui tutti dovremmo avere più “coraggio di essere umani”. Ecco quindi che, poco prima che si apra il sipario sul terzo atto del live, la voce fuoricampo di Marco ci spinge a riflettere sulla necessità di lavorare su noi stessi guardando cosa ci accade attorno e sull’importanza delle parole. «L’esperienza dovrebbe impedirci di infliggere a qualcuno la sofferenza che abbiamo subito. Mi sa che la vita è solo tempo per provare a capirci qualcosa. Io non so se sono a buon punto, ma per la prima volta non mi fa paura». E il superamento di questa paura è reso visivamente dall’utilizzo di un cubo che si sopraeleva da terra e porta Marco su, in alto, “solo sulla cima” come un vero Guerriero.

«Io vi aspetto negli stadi»: la sorpresa per il 2023

Un guerriero che, durante le due ore di live e i 25 brani in setlist, cambia armatura – o Pelle – più volte in modo estremamente naturale e mai forzato. Si va dalla dance (No stress, Tutti i miei ricordi), al rock potentissimo, per cui va un plauso alla band (Psycho Killer, Credimi ancora), passando per il funky (Mi fiderò), il soul (Proteggiti da me, Una canzone triste), le atmosfere notturne e ipnotiche da club (In città, brano inedito) e la saudade di Buona Vita, con cui Marco saluta Milano. Non prima però di aver fatto al suo pubblico un altro straordinario regalo. Durante Io ti aspetto, infatti, a sorpresa Marco Mengoni ha annunciato per la prossima estate un tour negli stadi che toccherà Padova, Salerno, Bari, Bologna e Torino.

Una sorpresa che arriva a due giorni da Materia (Pelle), il suo nuovo album in uscita domani e di cui Marco ha offerto delle anticipazioni durante il live. A chi gli chiede come sarà non sentire le voci del pubblico che lo accompagnano, risponde sicuro. «Si sono già guardati tutti i video dei concerti a Mantova e hanno già imparato i testi. Almeno le prime quattro file sanno già tutto».

Con “Materia (Pelle)” Marco Mengoni dimostra che la musica non conosce confini

Materia (Pelle) sarà il secondo capitolo della trilogia iniziata nel 2021 con Materia (Terra). Marco Mengoni ha introdotto il disco con una precisa dichiarazione di intenti. «Ho voluto fare il test del DNA prima di iniziare a lavorare su Materia (Pelle) e ho scoperto che sono di origine italiana solo per il 35%. Trovo sia pochissimo. Anche per questo ho voluto che il mio disco rispecchiasse tante etnie».

Un album veramente multicolore dove compaiono produttori che amano i suoni del mondo, da Témé Tan a Cristiano Crisci (Clap Clap). Dove agli strumenti tradizionali si sono aggiunti balafon, ngoni, mbira, karimba. E parole prese da lingue diverse, da “respirare” in lingua maori a Unatoka wapi, che in swahili significa “da dove vieni”.

E poi collaborazioni inusuali. Come quella con La Rappresentante di Lista per Attraverso te.

«Incontrare mondi diversi dal proprio non è forse la cosa più bella del mondo? Abbiamo trovato un’empatia istantanea», ha raccontato Mengoni.  È un pezzo pop, molto piacevole. «Attraverso te è nata 5/6 mesi fa, con LRDL ci siamo piaciuti empaticamente. Veronica mi ha confessato: “Sono rimasta sorpresa dal tuo essere scemo”.  Ci siamo incontrati una decina di volte, tantissimo. Abbiamo discusso parecchio perché anche loro caratteri forti, soprattutto Dario. È stato bello». Ha raccontato un paio di settimane fa l’artista alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani dove ha registrato alcuni dei nuovi brani.

Poi con Bresh per Chiedimi come sto: «Mi piacerebbe che le persone lo chiedessero sul serio quando ci si incontra e invece spesso è una frase buttata a caso».

In Materia (Pelle) è molto forte la voglia di incontro. «Tante persone mi hanno insegnato molto. Ho voluto inserire il termine pelle perché fa capire quanta storia ci sia dietro le persone. Prima facevo vedere spesso la cicatrice che ho sul ginocchio. Volevo ricordare un brutto periodo perché dipendevo dagli altri e non amo chiedere aiuto. Però volevo anche ricordare quanto li ringrazi».

E altre collaborazioni magari più in linea come quella con Samuele Bersani per Ancora una volta.

«Ci siamo incontrati a Roma otto anni fa e lo adoro. Tira fuori uno spirito così comico! Dalle nostre chat si potrebbe ricavare una serie tv che farebbe morire dal ridere. Questo pezzo però è decisamente molto intimo per me. Anche qui è riassunta l’importanza dell’incontro in tutto questo album».

E poi c’è Caro amore lontanissimo, brano inedito di Sergio Endrigo presente nella colonna sonora di Il Colibrì, il film di Francesca Archibugi tratto dal famoso romanzo di Sandro Veronese. Verrà presentato alla festa del cinema di Roma il 13 ottobre e Marco Mengoni sarà presente. «Me l’ha consegnato la figlia di Endrigo in persona, Claudia. Le ho presentato un provino e le è piaciuto. È stato scritto nel 1973 ed è ovvio che la scrittura sia molto diversa da quella attuale. È molto largo, arioso. E comunque la prima volta che l’ho cantato devo confessare che ho pianto».

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