Linecheck, parte l’edizione 2020 (tutta in streaming). Ecco il programma

Torna il conference festival che da sempre è main content partner della Milano Music Week. Ovviamente solo in streaming, come tutti gli altri eventi della settimana della musica
Speranza - Linecheck - foto di Graziano Moro
Speranza (foto di Graziano Moro)

Un’edizione tutta necessariamente in streaming, come lo è – del resto – tutta la Milano Music Week 2020, partita ieri. Ma proprio da qui intende ripartire Linecheck, il conference festival italiano che anche quest’anno si riconferma main content partner della MMW. Il fil rouge di quest’anno, infatti, è “Sound Values”. Ovvero, trovare nuove strategie per restituire alla filiera musicale quel valore che essa stessa inietta nel tessuto sociale e culturale.

La “mission” di Linecheck 2020

«Siamo qui a raccontare un festival completamente digitale. Anche se ci siamo sforzati fino all’ultimo di immaginarlo come “ibrido”», ha detto Dino Lupelli, general director di Linecheck e di Music Innovation Hub, aprendo la conferenza stampa di presentazione dell’evento. «È rimasto lo sforzo di tenere alta la bandiera di un confronto fra l’industria musicale italiana e quella internazionale. Soprattutto, lo spirito di guardare orizzonti lontani in una filiera musicale troppo spesso malata di provincialismo».

E ha continuato mettendo a fuoco lo spirito dell’edizione 2020 di Linecheck: «In questi anni abbiamo costruito una visione. Quest’anno la visione è partita da una riflessione sul tema centrale di questa iniziativa. Linecheck da anni si occupa di diversità, inclusione, internazionalizzazione. Quest’anno ci è sembrato che il tema centrale fosse quello messo in evidenza della crisi pandemica. Ossia una fragilità del sistema di valori che regolano la filiera, anche a livello internazionale. La musica è passata attraverso diverse rivoluzioni, ma forse non ha saputo costruire il peso della sua sostenibilità per quanto riguarda la parte live».

Gli incontri

Il nuovo formato di Linecheck, totalmente in live streaming, prevede 60 panel, 280 speaker, più di dieci nazioni rappresentate con keynotes ed eventi di networking.

«Oggi “digitale” è quasi sinonimo di streaming, ma significa tante cose: sistemi di lavoro diversi, accesso ai dati, confronto con l’intelligenza artificiale», ha detto Lupelli. «Ora l’industria deve confrontarsi con i valori che essa porta all’interno della società. Questo significa mettere in fila una serie di discorsi e mostrare una serie di produzioni che vanno in questa direzione. Portare la filiera a confrontarsi con i temi della generatività, del value gap, della valorizzazione del prodotto discografico, del valore del lavoro della filiera».

Le realtà coinvolte

Tra le mura virtuali della music conference saranno presenti brand mondiali come l’AC Milan e Yamaha. Reti sull’innovazione come Jump – European Music Market Accelerator, creativeSHIFT ed HEMI. Piattaforme tecnologiche come Patreon, Maestro e Musixmatch, festival come Midem, Eurosonic e Reeperbahn, aziende leader della rivoluzione digitale come Soundreef, Believe e Merlin. Fino all’underground psych-rock americano al ruolo delle città con Sound Diplomacy e alle iniziative educative nelle carceri dell’aps 232 con Massimo Pericolo

Si parla di stream non solo tecnologici: dal mainstream che più mainstream non si può, con il manager di Stevie Wonder, Sanremo e X-Factor, si apriranno tavoli di discussione con le multinazionali, con gli indies più conosciuti a livello nazionale e mondiale e si esploreranno le nuove soluzioni del DIY professionalizzato, fino a scoprire le vibranti scene musicali del Regno Unito, guest country del 2020.

Nel 2020 non ci possiamo incontrare fisicamente, ma non significa che non possiamo creare nuove connessioni. Saranno online le sessioni di networking che tradizionalmente aiutano a mettere in contatto diretto i partecipanti e gli speaker, i tradizionali workshop – quest’anno su realtà virtuale con Vera, sul djing con la Tenax Academy di Alex Neri e la presenza di Francesco Farfa, sulla produzione musicale con i docenti della Tempo Academy di Big Fish -, gli showcase con gli artisti di Undamento.  Torna anche Linecheck Academy, in partnership con SAE Institute Milano: tre sessioni di approfondimento verticale sul giornalismo con Daniele Ferriero di Noisey, sul management con Giulio Mazzoleni, artist manager per Mika e Wrongonyou e sul rapporto tra branding e musica con Ludovica Federighi di Fuse.

Il programma dei live

Tutte le sere ci saranno gli streaming delle esibizioni live. Gli showcase saranno trasmessi da trasmessi da Parigi, Roma, Milano, Ibiza e Londra con una line-up di artisti italiani e internazionali. Headliner di questa edizione sono M¥SS KETA, da poco uscita con il suo nuovo EP IL CIELO NON È UN LIMITE; Marco Faraone, protagonista italiano del circuito mondiale del clubbing; Speranza, che da poco ha pubblicato l’apprezzato album d’esordio L’Ultimo a Morire; e Populous, produttore salentino ispirato dalla ricerca di sonorità multiculturali. Tra i contenuti originali, la sessione materana della Suite Osa. Il progetto di Open Sound Festival ha lavorato sul dialogo tra le musiche della tradizione lucana e i nuovi suoni elettronici reinterpretati da artisti come Clap!Clap!, Stabber e Yakamoto Kotzuga.

Il 17 novembre a riscaldare i palcoscenici del Monk di Roma, di BASE Milano e del Lio di Ibiza ci saranno Mòn e Cecilia, M¥SS KETA e Marta DG, e il DJ set di Marco Faraone. Il 18 novembre, showcase dal Boule Noire di Parigi, e ancora il Monk di Roma e Base Milano con Camilla Sparksss, QuinzeQuinze e Ko Shin Moon, Whitemary, Post Nebbia, Kharfi e l’esibizione della Suite Osa. Il 19 novembre, infine, dal Moth Club di Londra, dal Monk di Roma, e da BASE Milano, si esibiranno Populous, Penelope Isles, Los Bitchos, Neue Grafik Ensemble, Fuera, Fivequestionmarks & Produkkt con Speranza che presenterà un live registrato a Caserta.

Ci sarà anche un “fuori programma” sabato 21. In collegamento internazionale con Milano ci sarà tutta la rete di United We Stream, il grande progetto di solidarietà partito da Berlino a favore della scena dei club locali e poi esteso a oltre settanta città in tutto il mondo. L’evento riprende il format Queercheck dedicato alla scena più inclusiva del clubbing milanese, che grazie a IED esplora nuovi canoni estetici e tecnologici raccogliendo fondi a sostegno dei lavoratori della musica. Sarà trasmesso gratuitamente su unitedwestream.it.

Le modalità di accesso agli streaming di Linecheck

Tutti i contenuti del Music Meeting e del Music Festival verranno trasmessi in streaming a pagamento su live.linecheck.it. Saranno in nove diverse room (tre meeting, tre festival, un networking e due academy). Queste disporranno di un player per le dirette streaming e di chat per l’interazione tra delegati e le domande agli speaker.

Su Ticketmaster è possibile acquistare i biglietti per tutte le tipologie di contenuto della music conference (meeting + festival, academy e solo festival).

Su DICE si possono invece acquistare i biglietti per assistere ai concerti serali del Music Festival.

Linecheck è prodotto da Music Innovation Hub. L’impresa sociale in questi mesi ha costituito il fondo “Covid-19 Sosteniamo la musica”, lanciato il format Heroes ed è promotrice di Scena Unita. Si focalizza sui valori della musica dal punto di vista economico, sociale, culturale ed educativo puntando all’internazionalizzazione della filiera musicale italiana.

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