Le 23 performance dei Grammy 2021, dalla peggiore alla migliore

Dai BTS a Bad Bunny, passando per Post Malone e Taylor Swift, la 63esima edizione dei Grammy ha offerto show all’altezza delle aspettative
Kevin Winter/Getty Images for The Recording Academy
Kevin Winter/Getty Images for The Recording Academy

Nonostante la 63esima edizione dei Grammy sia stata complicata dalla pandemia, le esibizioni della kermesse musicale sono riuscite comunque a celebrare il potere unificante della musica, lanciando anche messaggi importanti.

Dai BTS che hanno trasformato Seoul nel centro di Los Angeles per la loro performance di Dynamite al fiabesco show di Taylor Swift, queste esibizioni all’insegna del social distancing non hanno deluso le aspettative. Ecco come classifichiamo le 23 esibizioni della serata, dalla peggiore alla migliore.

Lionel Richie, “Lady”

Anche se Richie ha scritto la canzone Lady per Kenny Rogers, onorato durante un tributo di 12 minuti, la sua cupa performance non ha prodotto l’emozione che ci si sarebbe aspettati da un amico così caro.

Miranda Lambert, “Bluebird”

L’abito blu con paillettes di Lambert era davvero abbagliante sotto la colorata composizione floreale che pendeva dal soffitto, ma la cantante country avrebbe potuto splendere ancora di più.

Maren Morris e John Mayer, “The Bones”

La voce incrollabile di Maren Morris e le abilità chitarristiche di John Mayer non possono essere messe in discussione, ma la chimica di ieri è rivedibile, alla luce di un duetto piuttosto sconnesso.

HAIM, “The Steps”

Dopo l’esecuzione di Billie Eilish e Finneas di Everything I Wanted, anche gli HAIM hanno preso parte alla battle tra “band famigliari”. Este, Danielle e Alana Haim hanno ribadito il dominio femminile in ambito rock (e non solo) ai Grammy di quest’anno.

Brandi Carlile, “I Remember Everything”

Brandi Carlile ha ricordato John Prine, che ha vinto due Grammy Awards postumi per I Remember Everything. La performance acustica è stata semplice, ma delicata. Sono bastati una chitarra e un abito nero per lasciare il segno.

Black Pumas, “Colors”

Le luci rosse e gialle che piovevano sui Black Pumas, insieme alle realistiche statue di puma neri del duo e alle insegne gigantesche, annunciavano forte e chiaro la loro esibizione. Ma non quanto i ringhi di Eric Burton.

Post Malone, “Hollywood’s Bleeding”

Considerando che Circles è stato nominato sia per il disco che per la canzone dell’anno, Post Malone ha fatto una scelta interessante optando per la traccia principale di Hollywood’s Bleeding per la sua performance. Ma è rimasto fedele alla natura gotica del brano in una performance tra Blade e Il Codice Da Vinci.

Brittany Howard e Chris Martin, “You’ll Never Walk Alone”

Chris Martin dei Coldplay si è seduto umilmente al piano e ha lasciato il posto alla voce di Howard. Ma la performance solista della cantante dell’Alabama Shakes durante la pubblicità di Johnnie Walker, subito dopo il tributo, ci ha sicuramente dato più gusto.

Roddy Ricch, “Heartless” e “Rockstar”

Roddy Ricch ha provato a togliersi di dosso l’etichetta da “rapper di The Box portando qualcosa di nuovo. Presentando in anteprima la sua nuova canzone Heartless, che ha reso disponibile sui servizi di streaming dopo la performance, il vincitore del Grammy dello scorso anno ha offerto al pubblico un’inedita sfumatura di sé, oltre che un gustoso antipasto per il futuro.

Silk Sonic (Bruno Mars e Anderson .Paak), “Leave the door open”

Anderson .Paak e Bruno Mars non hanno portato con loro alcun ospite. Non era necessario. Da soli hanno vinto 14 Grammy, e si sono mangiati in un sol boccone il palco allestito in stile anni ’70.

Harry Styles, “Watermelon Sugar”

Watermelon Sugar di Harry Styles si è resa protagonista di una lenta ascesa in Hot 100, ma la sua esibizione di apertura ai Grammy è stata tutto tranne che soporifera.

Billie Eilish, “Everything I Wanted”

Prima di portare a casa il suo secondo premio come Record of the Year con Everything I Wanted, Eilish e suo fratello Finneas ci hanno dato tutto ciò di cui avevamo bisogno: un’auto sommersa sott’acqua come nel suo video musicale autodiretto e una foschia verde spaventosa che matchava perfettamente ai capelli della cantante.

Bad Bunny e Jhay Cortez, “Dákiti”

Bad Bunny e Jhay Cortez hanno attirato l’attenzione, facendoci tornare la voglia di rientrare nei club. Le due star del reggaeton hanno brillato, più luminosi delle luci del palco.

Doja Cat, “Say So”

Ai Grammy Awards del 2021, Doja Cat ha guardato al futuro, accogliendo gli spettatori su Planet Her, il nome del suo prossimo album, con tanto di tute robotiche in lattice nero.

Mickey Guyton, “Black Like Me”

Sebbene la sconfitta di Mickey Guyton nella categoria migliore performance solista country le sia costata l’opportunità di entrare nella storia come prima artista solista donna nera a vincere in una categoria country, la sua emozionante esibizione di Black Like Me ha valorizzato al meglio il messaggio del brano. Un segnale forte anche per la Recording Academy.

DaBaby e Roddy Ricch, “Rockstar”

Tra tutte le esibizioni che DaBaby e Ricch hanno offerto della loro hit, questa ha portato gli spettatori direttamente in chiesa e nel mondo del mito R&B Anthony Hamilton.

Bruno Mars e Anderson .Paak, “Long Tall Sally” e “Good Golly”

Il tributo per Little Richard è stato una vera masterclass. Anche questa volta, Bruno Mars e Anderson.Paak hanno dimostrato di non avere eguali.

Lil Baby, “The Bigger Picture”

Un’immagine dice più di mille parole, e Lil Baby ha performato The Bigger Picture non solo guardando alle proteste di Black Lives Matter della scorsa estate, ma anche al futuro. Tante le figure coinvolte, dall’attivista Tamika Mallory a Killer Mike. Anche qui, reminder per la Recording Academy.

BTS, “Dynamite”

È possibile ricreare L.A. da Seoul? I BTS, nonostante la mancata vittoria del Grammy, ci sono riusciti alla grandissima.

Taylor Swift, “Cardigan” / “August” / “Willow”

Taylor Swift, che ha conquistato la storia con il suo terzo premio per l’album dell’anno per il Folklore, ha dimostrato di non aver perso il tocco magico a cinque anni di distanza dalla sua prima esibizione ai Grammy.

Dua Lipa e DaBaby, “Levitating” e “Don’t Start Now”

Protagonista assoluta anche Dua Lipa, che ha portato la serata ad un altro livello con la sua Levitating remix, spalleggiata dal rapper DaBaby. Una serata coronata dal premio ricevuto con Future Nostalgia come Best Pop Vocal Album.

Megan Thee Stallion, “Body” e “Savage”

La tre volte vincitrice del Grammy Megan Thee Stallion ha fatto il suo ingresso ai Grammy Awards non come la Monna Lisa, ma come la Marilyn Monroe dell’hip-hop. La classe della sua esibizione si è sposata perfettamente con il lato bougie e ratchet di Meg, che abbiamo imparato a conoscere e ad amare in Savage.

Cardi B e Megan Thee Stallion, “Up” e “WAP”

Perdonate il gioco di parole, ma se parliamo di esibizioni, quest’anno Cardi B è andata davvero “Up” rispetto a tutti gli altri. Merito, questa volta, di letti queen-size, twerking acrobatico e pole dance davvero vertiginose.

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