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Al Lakedance Festival per festeggiare i 300 anni di Bavaria

Un viaggio in Olanda per festeggiare insieme agli Showtek e all’incredibile lineup del Lakedance Festival una birra con una lunga storia alle spalle.

Al Lakedance Festival per festeggiare i 300 anni di Bavaria

Si è svolto all’Aquabest, il parco acquatico vicino ad Eindhoven, il Lakedance Festival, una kermesse nata nel 2005 come un piccolo beach party locale del Beachclub Sunrise. E ora diventato, negli anni, uno dei festival più ambiti della regione. Alla prima edizione parteciparono 800 persone e sul palco suonarono DJ del calibro di Benny Rodrigues e Roog. Saranno stati gli artisti presenti o il luogo suggestivo, fatto sta che il Lakedance Festival è cresciuto esponenzialmente da allora. Nel 2007 ha inaugurato la seconda data annuale e a oggi conta oltre 40mila partecipanti.

Hardwell, Afrojack, Fedde Le Grand, Sunnery James & Ryan Marciano, Don Diablo, Steve Angello, Laidback Luke, Shermanology sono solo alcuni degli artisti che si sono esibiti sui palchi del Lakedance Festival. Sì: “palchi”, perché per intrattenere 40mila persone non ne basta uno. E qui ce ne sono ben cinque.

Gli stage del Lakedance Festival

C’è il mainstage sul quale si sono esibiti gli Showtek come headliner oltre a Abc, Deepend, Julian Jordan, Joe Stone, Justin Mylo, Kaaze, Kryder, Matisse & Sadko, Hakim Midhat e MC Haits.

C’è lo stage We are Defected (della Defected Records) con Todd Terry, DJ Licious, Matjoe, Roog, Sandy Rivera, Sebastián K.

Il This=Music stage dove abbiamo trovato la ricercatezza della deep house music e la migliore techno con Nick Curly, De Sluwe Vos, Dairus Syrossian, Ingo Vision, Bjorn Wolf, Yorick Knijff.

Il Winter Park dove quello che conta è fare festa e divertirsi e dove i coriandoli e i gonfiabili si sono mossi al ritmo della musica di Jeckyll & Hyde, Billy the Kit, Buren van de Brandweer, Childsplay, Chris Deluxe, Dansado & de Feestneger, Dr. Dude, Lampegastuh, Lanterfantje, Aap uit de Mouw.

E infine c’è Heimwee (“nostalgia” in olandese), lo stage che ha riproposto i grandi classici e le amate hit anni Novanta e Duemila con Gio, Darryl, Golddigger$, Dirty-T, Kids by Nature, Derek Shots, Janno Kersten, Bintgenoten Soundsystem, Martin B, Duo Vivace.

Uno sponsor d’eccezione

E quest’anno c’erano degli ospiti d’eccezione, dei veri VIP: 300 consumatori di birra Bavaria provenienti da tutto il mondo. Una signora birra, una di quelle che si sanno divertire perché ha scelto proprio questo festival per festeggiare i suoi 300 anni. Sì: 300 anni festeggiati in un weekend dedicato alla degustazione di birra e alla buona musica. I fortunati vincitori del concorso insieme a qualche selezionato ospite, tra cui noi di Billboard Italia, hanno avuto la possibilità di visitare lo stabilimento di Leishout e scoprire il segreto del luppolo, del malto ma soprattutto dell’acqua che si cela dietro questa birra.

Prima però di svelare i segreti della produzione è stata presentata la storia del birrificio, una storia che risale al 1719 e che rende Bavaria un brand unico in quanto ancora a conduzione familiare e il più grande birrificio indipendente in Europa. E per concludere la visita in bellezza la famiglia Swinkels ha sorpreso i suoi ospiti con un DJ set “privato” degli headliners del Lakedance Festival: gli Showtek.

Quattro chiacchiere con il CEO

Oltre a gustarci della buona musica e dell’ottima birra (anche analcolica) abbiamo incontrato Peer Swinkels, CEO della Royal Swinkels Family Brewers.

Come è nata l’idea di festeggiare questo importante compleanno al Lakedance Festival?

Uno dei motivi principali è il nostro mercato di riferimento. I giovani sono cambiati in questi anni. Se prima il loro principale sfogo e divertimento erano i club e i pub, oggi partecipano sempre di più ai festival musicali. Anche per questo il numero dei festival in Olanda è aumentato esponenzialmente. E il Lakedance, tra i vari festival, è uno dei più familiari. Anche se oltre al Lakedance sponsorizziamo diversi altri festival in Olanda.

Che rapporto ha Bavaria con la musica?

Da sempre il connubio birra e musica va per la maggiore e noi non siamo da meno. Basti pensare che per i festeggiamenti che si sono tenuti a fine marzo nel birrificio per i clienti olandesi abbiamo fatto organizzare il tutto a una società che di solito organizza festival proprio perché il fulcro dell’evento, oltre alla birra ovviamente, è stata la musica.

Che rapporto avete con l’Italia?

La prima cosa che vorrei dire è che il mercato italiano è stato il primo mercato estero in cui abbiamo importato. Fu mio padre a cominciare il business dell’esportazione nel ’71 proprio in Italia e oggi è uno dei mercati nella nostra top 10. L’altra cosa curiosa è che è l’unico paese, che mi venga in mente, dove le bottiglie da 66 cl vanno per la maggiore: è un mercato dove la birra si condivide come il vino.

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